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Turismo, estate difficile

Di Giorgio Bini, 1 agosto 2008

«È una vera e propria crisi quella che il turismo italiano sta purtroppo vivendo in questi mesi, sulla scia di una recessione economica che a ondate ripetute sta investendo tutti i principali paesi del mondo». È l’amaro commento del presidente Federalberghi e Confturismo, Bernabò Bocca, ai dati sull’industria dei viaggi rilevati da una recente indagine realizzata proprio da Federalberghi-Confturismo. Lo studio, effettuato grazie al supporto tecnico dell’istituto Dinamiche, è stato condotto all’inizio del mese di luglio su un campione di 1.237 italiani maggiorenni. L’iniziativa rientra peraltro nell’ambito del programma Check turismo 2008, varato dalla stessa Federalberghi e da Confturismo a inizio estate per monitorare l’andamento del mercato.
I risultati, in particolare, hanno evidenziato un lieve aumento, rispetto al 2007, del numero d’italiani che nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) partiranno per una vacanza fuori dalle proprie mura domestiche: il 49,7% della popolazione adulta del nostro paese, corrispondente a 23,5 milioni di individui, ha, infatti, già trascorso oppure si appresta a trascorrere almeno una notte fuori casa per le vacanze. La scorsa estate tale percentuale era invece del 47,3%. Da segnalare, inoltre, anche il significativo dato degli indecisi, che ammonta ancora al 2% degli italiani, pari a circa 1 milione di persone. Coloro che invece rimarranno sicuramente a casa saranno 22,8 milioni. Sono stati 23,9 milioni durante l’estate 2007. Secondo le risposte degli interpellati, inoltre, i motivi per i quali così tanti italiani non si muoveranno di casa sono da imputarsi in circa il 45% dei casi a questioni economiche, nel 18,1% a problemi di salute, nel 16,9% a ragioni familiari. Solo il 13,6% degli interpellati ha peraltro parlato d’impegni di lavoro. Ma le vere note dolenti dell’estate 2008 riguardano soprattutto la durata complessiva delle vacanze estive, che fa registrare un crollo impressionante rispetto al 2007 e si attesta sulle 12 notti fuori casa rispetto alle 15 dell’anno scorso.
«I risultati dell’indagine non lasciano dubbi interpretativi e la spaccatura netta tra gli italiani che possono permettersi alcuni giorni di vacanza e chi, invece, addirittura non potrà dormire nemmeno una notte fuori casa, la dice lunga sulla crisi economica dell’Italia e sulle difficoltà che stanno incontrando i suoi cittadini nel far quadrare i propri bilanci familiari», ha aggiunto al riguardo Bocca. «Coloro che andranno in vacanza, in particolare, per far fronte agli aumenti delle spese di viaggio dovute al rincaro del greggio e contenere i costi, saranno costretti a tagliare di ben il 20% la durata delle ferie, determinando automaticamente l’annunciato crollo dei pernottamenti, che, tra comparto alberghiero ed extralberghiero, potrebbero risultare, a fine estate, pari a 80 milioni rispetto ai 100 milioni del 2007. Il tutto, pur in presenza di aumenti dei prezzi delle camere degli hotel ben al di sotto del tasso d’inflazione corrente».
La prospettive, insomma, non sono certo delle più confortanti e ad aggravare ulteriormente la situazione c’è anche, sempre secondo Bocca, la diminuzione degli arrivi di statunitensi, giapponesi e inglesi. «È in particolare il consistente indebolimento delle loro valute a penalizzare non solo l’Italia ma l’intera area euro», ha concluso il presidente Federalberghi e Confturismo. «Di fronte a tale situazione è perciò ineludibile una riorganizzazione immediata della gestione del sistema turistico italiano. A cominciare dalla reintroduzione di un ministero delle politiche del turismo: un’iniziativa peraltro annunciata pochi giorni or sono dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che noi auspichiamo si traduca presto in azione concreta, assieme magari a una rideterminazione delle aliquote Iva applicate al nostro comparto».

Dove vanno gli italiani

I dati dello studio confermano l’Italia quale meta preferita dalla stragrande maggioranza dei suoi cittadini: il 73,4% (74,1% nel 2007) degli interpellati rimarrà, infatti, nei confini nazionali, mentre il 25,4% (23,8% l’anno precedente) sceglierà mete estere, in particolare le capitali europee ed extra-europee. Come vuole la tradizione, nella generalità dei casi gli italiani trascorreranno, però, la propria vacanza estiva in località marine: ben il 74,2% (erano il 75,4% nel 2007) degli intervistati ha dichiarato, in particolare, di aver scelto la spiaggia quale meta del proprio viaggio, contro il 16,2% che ha risposto di preferire la montagna (15,3% l’anno scorso), il 2,7% (2,9% nel 2007) le località d’arte e l’1,1% (stessa percentuale dell’anno precedente) le località termali e lacuali. Sta cambiando, inoltre, il periodo selezionato dagli italiani per trascorrere la vacanza principale nel quadrimestre estivo: perde appeal agosto, che scende dal 56,2% del 2007 al 50,5% di quest’anno, mentre salgono luglio (dal 23,1 al 26,2%), settembre (dal 11,1% al 12,1%) e giugno (dal 7 al 9,7%). Tra le regioni, poi, è l’Emilia Romagna la più gettonata dell’estate 2008, con il 12,8% delle preferenze. Segue la Sardegna a quota 11,1%, la Toscana (10,8%), la Sicilia (9,4%), la Puglia (8%), la Calabria (7%) e il Trentino Alto Adige (6,5%). Tra le tipologie di soggiorno preferite dagli italiani, infine, gli alberghi rimangono i leader incontrastati, pur perdendo un po’ di clientela: vi soggiornerà, in particolare, il 33,3% degli intervistati rispetto al 34,8% del 2007. Dietro agli hotel, nell’ordine, l’appartamento in affitto con il 14,4% (14,5% nel 2007), la casa di proprietà con il 14% (13% nel 2007), la casa di parenti o amici con l’11,4% (8,8% nel 2007),il villaggio turistico con il 9% (9,4% nel 2007), i residence con il 5,9% (4,9% nel 2007), il campeggio con il 5% (6,6% nel 2007) e l’agriturismo con l’1,5% (1,3% nel 2007).

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