Job In Tourism > News > Travel industry > Turchia e Grecia regine d’Europa

Turchia e Grecia regine d’Europa

I dati Ipk International – Itb raccontano di un Vecchio continente a doppia velocità: in ripresa la domanda di viaggi per il Sud-Est del continente, mentre faticano Spagna e Regno Unito

I dati Ipk International – Itb raccontano di un Vecchio continente a doppia velocità: in ripresa la domand

Di Antonio Caneva, 7 Febbraio 2019

Torna a crescere la Turchia, si riprende decisamente la Grecia, mentre il Regno Unito soffre gli effetti della Brexit nonostante una sterlina debole, che avrebbe dovuto favorire i numeri dell’incoming. In attesa del consuntivo 2018 dell’industria turistica italiana, arrivano i primi dati europei elaborati da Ipk International per conto dell’Itb di Berlino. E le cifre paiono confermare quello che gli operatori tricolore ripetono da tempo: dopo un paio di anni di boom, l’ultima estate ha visto il ritorno sul proscenio di alcune destinazioni che in tempi recenti erano invece andate incontro a serie difficoltà, legate soprattutto a contesti sociopolitici piuttosto complicati. Una tendenza, quest’ultima, che non ha evidentemente interessato solo le mete del Nord Africa, ma anche alcuni Paesi del Sud-Est europeo.

I primi otto mesi dell’anno hanno in particolare visto la rinascita della Turchia, i cui arrivi internazionali sono cresciuti del 30% rispetto allo stesso periodo del 2017. Molte bene anche la Grecia a +19%, mentre in Spagna si è registrato un andamento piatto e il Regno Unito ha accusato addirittura una contrazione del 3%. «Nonostante l’instabilità politica del Paese, la Turchia è riuscita chiaramente a riguadagnare la fiducia dei viaggiatori», spiega il senior vice president, travel & logistics di Messe Berlin, Martin Buck.

È stato insomma un anno in chiaro scuro per il Vecchio continente. Lo dimostrano anche le cifre dell’outgoing, che tra gennaio e agosto sono salite del 5%: due punti percentuali in meno rispetto allo straordinario +7% registrato nel 2017. «L’aumento dei prezzi del petrolio e conseguentemente delle tariffe aeree ha limitato le performance europee. Ciononostante, il trend generale rimane ampiamente in territorio positivo», commenta il ceo di Ipk International, Rolf Freitag.

A livello di segmenti, l’anno scorso ha visto inoltre il ritorno dei tour (+5%), mentre le vacanze mare si sono ancora una volta dimostrate tra i driver principali della domanda (+8%). Dopo anni di crescita impetuosa, spesso a doppia cifra percentuale, hanno invece rallentato la propria corsa i city-break (+6%). In netta difficoltà, peraltro, il segmento business: i viaggi d’affari oltre confine sono infatti diminuiti del 5%; un calo che non è stato compensato dal lieve incremento registrato dalle trasferte mice, salite del 3%. Nel complesso, il turismo internazionale del Vecchio continente continua tuttavia a mostrare segnali più che positivi, visto che tra gennaio e settembre il suo giro d’affari totale è comunque salito dell’8%.

E per quest’anno? Le stime Ipk International vedono ancora rosa, con una crescita degli arrivi transfrontalieri che dovrebbe assestarsi nuovamente attorno al 5%. Un incremento che dovrebbe essere trainato soprattutto dalla domanda russa, in salita del 7%. Ma segnali positivi giungono pure da altri paesi, come la Danimarca, la Francia, la Svizzera, la Spagna e il Belgio. Il principale mercato outbound dell’intero continente, la Germania, dovrebbe infine assistere a un aumento del 4% del numero dei propri viaggiatori in trasferta oltreconfine.

Comments are closed

  • Categorie

  • Tag

Articoli Correlati