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“Trude”, terapia per le destinazioni turistiche

Di Job in Tourism, 30 aprile 2004

Il 30 aprile si è tenuto a Rimini, nell’Aula Alberti 3 della sede universitaria, il primo seminario del ciclo “Sindrome di Trude. Alla ricerca del Genio del Luogo. Riflessioni sull’identità delle destinazioni turistiche”, introdotto dal professor Guido Candela, preside della facoltà di Economia. Gli altri incontri, che proseguiranno fino al 31 maggio ogni lunedì, mercoledì e venerdì e sono aperti al pubblico, avranno come relatori amministratori pubblici, consulenti di marketing, docenti universitari. Il seminario conclusivo sarà tenuto dal socio-antropologo Marc Augé, direttore dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi, conosciuto per i suoi studi sui “non-luoghi”.
La “sindrome di Trude” prende il nome da una delle città invisibili di Italo Calvino, e allude al rischio di spersonalizzazione che corrono oggi molte destinazioni turistiche. Uniformità e omologazione minacciano l’identità e l’autenticità dei luoghi, in tutto il pianeta, come una vera e propria malattia cui occorre trovare rimedio.
“Nei seminari – spiega il professor Pietro Leoni, docente di sociologia del turismo e coordinatore del ciclo organizzato dalla facoltà di Economia della sede di Rimini dell’università di Bologna – ragioneremo di competizione e cooperazione tra destinazioni turistiche, di sviluppo turistico locale, di accoglienza turistica, di non luoghi e identità locali, valuteremo buone pratiche ed esperienze compiute in varie destinazioni turistiche, finalizzate a riscoprire il Genio del luogo, cercheremo di comprendere come un turista può diventare cittadino di un luogo nella pienezza dei diritti e dei doveri, insomma tenteremo di miscelare con rigore scientifico gli ingredienti della pozione da utilizzare come antidoto alla malattia di Trude”.

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