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Trovare la via giusta da soli

Di Massimiliano Sarti, 3 luglio 2009

Diventare una pietra miliare del turismo istriano. Ma anche capire quale sia il punto esatto dove posare la prima pietra. È questo l’obiettivo del nuovo Kempinski hotel Adriatic Istria, la cui inaugurazione è prevista per il prossimo primo di agosto. «Sono molto contento che il nostro gruppo abbia continuato a credere in questo progetto anche in un momento come questo, in cui, al contrario, molte compagnie alberghiere stanno rallentando se non addirittura sospendendo i propri programmi di sviluppo», spiega il general manager della struttura: il tedesco Michael Sorgenfrey.
D’altronde, l’occasione per Kempinski è ghiotta: inaugurare il primo resort 5 stelle con campo da golf a 18 buche dell’intera Istria. La penisola è, infatti, parte di una destinazione, quella croata, che si è dimostrata, in questi ultimi anni, l’indiscussa realtà emergente del panorama dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità mediterranea. «Essere i primi, però», prosegue Sorgenfrey, «è al contempo un vantaggio e uno svantaggio: significa, infatti, affrontare un mercato caratterizzato da sfide competitive inferiori alla media. Ma proprio per questo, vuol dire anche non avere precisi punti di riferimento. Dover cercare la strada giusta da soli».
È un personaggio interessante Sorgenfrey, come peraltro lo sono in molti nel mondo del turismo: prima di accettare l’incarico al Kempinski Adriatic aveva deciso di prendersi un anno sabbatico, che ha impiegato intraprendendo un giro intorno al mondo. «È stato un modo per staccare la spina, per rinfrescare la mente e lo spirito. Non so quanto di questa esperienza mi potrà servire nel futuro della mia storia professionale. Magari, un giorno, mi fornirà degli spunti e delle idee originali. Ma questo lo scoprirò solo con il tempo. Tutto ciò, però, ha un’importanza relativa. Durante il mio viaggio ho, infatti, potuto visitare molti luoghi, spesso assai diversi tra loro: alcuni, dove l’arte dell’ospitalità è ancora in embrione, altri, soprattutto in Asia, dove invece lo spirito dell’accoglienza è come se scorresse direttamente nelle vene della popolazione. Ma soprattutto ho scoperto che oltre al lusso esiste altro. Uscendo dalla campana di vetro del nostro mondo, si possono provare dei veri e propri shock culturali: perché c’è anche chi non ha un tetto sotto cui rifugiarsi quando vuole riposare e fa fatica a mettere assieme il pranzo con la cena».
Forte di questa nuova consapevolezza, Sorgenfrey è così pronto ad affrontare la nuova sfida: «Il compito più impegnativo sarà sicuramente quello di riuscire a formare una squadra vincente, in un contesto privo di altre realtà a 5 stelle. Il nostro staff, infatti, è composto, per il 95%, da personale locale, che avrà necessariamente bisogno di un po’ di tempo prima di poter raggiungere i migliori standard Kempinski. L’idea è quella di condividere gli obiettivi, di far comprendere a tutti i collaboratori, e far loro assimilare nel profondo, la storia e lo spirito del nostro gruppo. Perché un hotel è un po’ come una squadra di calcio: i campioni sono certo utili, ma se non c’è la chimica corretta, la giusta armonia tra tutti i reparti, non si riesce mai a vincere il campionato».
La distanza da tale traguardo è oggi impossibile da definire, ma con l’impegno e l’aiuto di una struttura e di una destinazione d’eccezione, Sorgenfrey è convinto di raggiungerlo in tempi brevi: «Anche perché l’Istria è una location molto appetibile, ricca com’è di fascino e attrattive, nonché facilmente accessibile. I competitor perciò non tarderanno ad arrivare e penso che presto il mercato dell’ospitalità del lusso, in quest’area, diverrà assai affollato. Noi, in particolare, puntiamo molto sul target dei golfisti: una categoria di sportivi che ama moltissimo viaggiare alla scoperta di nuovi green. Ma miriamo anche ad attirare le famiglie, le coppie in viaggio di nozze e, soprattutto d’inverno, i partecipanti a meeting ed eventi. Il tutto, grazie a un’offerta che comprende, oltre al campo da golf 18 buche, anche una spa, un’area attrezzata per i bambini, una spiaggia privata lunga un chilometro e un conference center da 250 posti». Parola del general manager del Kempinski Adriatic. E di lui ci si può fidare, se è vero che Sorgenfrey, in tedesco, significa senza preoccupazioni: un cognome davvero perfetto per chi si occupa di ospitalità.

Il ritratto del resort

Situato in una piccola località istriana, il nuovo Kempinski hotel Adriatic Istria è prossimo alla città di Umag e a solo una quarantina di chilometri da Trieste, nonché a cinque ore di auto da Milano, Monaco e Vienna. Costato complessivamente circa 200 milioni di euro e dotato di 186 camere, più 22 ville e 20 appartamenti, il resort croato dispone pure di una spiaggia lunga un chilometro, di un centro congressi da 250 posti e di tre piscine, di cui una al coperto. Oltre al primo campo da golf a 18 buche dell’intera Croazia, il Kempinski Adriatic offre anche un’area riservata ai più piccoli, una spa da 3 mila metri quadrati e tre ristoranti di cucina istriana e mediterranea.

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