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Trend e Bilanci

Di Job in Tourism, 18 maggio 2012

Inizio d’anno positivo per le grandi compagnie internazionali.Nh Hoteles, intanto, ristruttura il proprio debito

Utili Marriott a +18%
Un buon inizio di 2012 per il gruppo alberghiero a stelle e strisce, che chiude il primo trimestre con utili in aumento del 18%, su base comparabile, rispetto allo stesso periodo del 2011. I profitti della compagnia hanno, infatti, toccato quota 104 milioni di dollari, contro i 101 milioni del medesimo trimestre dell’anno scorso, quando però Marriott aveva ancora in gestione il business multipropietà, il cui spin-off fu avviato proprio in quel periodo. Scorporando i dati di quest’ultimo segmento dal calcolo degli utili dei primi tre mesi del 2010, si arriva così a una percentuale di incremento pari a quasi il 20%. A trainare le performance del gruppo, la crescita sostenuta del ricavo medio per camera disponibile (revpar), salito a livello globale del 5,9%, grazie anche a un incremento delle tariffe medie del 2,7%.

Accor cresce in tutti i segmenti
Un aumento dei ricavi consolidati del 4,5%, su base comparabile, per un valore complessivo di 1.371 milioni di euro. È il lusinghiero risultato registrato da Accor nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una performance favorita soprattutto da un robusto incremento delle tariffe medie in ogni segmento di mercato e da un aumento delle entrate riconducibili alle fee di management e di franchising. A crescere sono state sia le prestazioni delle strutture upscale e midscale (+3,6%), sia quelle economy (+6,8% negli Stati Uniti e +5,4% nel resto del mondo). Nel medesimo trimestre Accor ha poi aperto un totale di 7.720 nuove camere in 56 hotel a livello globale. La compagnia ha quindi proseguito nel suo piano di dismissioni immobiliari con la vendita, a gennaio, del Pullman Paris Rive-Gauche, per 77 milioni di euro, e del Novotel New York Times Square, di cui ha però conservato la gestione, per 160 milioni di euro. In marzo, infine, il gruppo ha ceduto 20 Formula 1 Hotel in Sud Africa, per un totale di 28 milioni di euro, preservandone tuttavia il management tramite una serie di accordi di franchising.

Revpar col segno più per Ihg
«La difficile congiuntura economica, a livello globale e soprattutto europeo, continua a rappresentare una sfida per noi». Ciononostante, il ceo di InterContinental Hotels Group (Ihg), Richard Solomons, si è detto fiducioso sulle prospettive di crescita della propria compagnia. E ciò anche alla luce dei lusinghieri risultati registrati da Ihg nel primo trimestre, durante il quale il ricavo medio per camera disponibile (revpar) dei propri hotel è cresciuto del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La buona performance del revpar, a livello globale, ha così trainato anche i ricavi e i profitti operativi del gruppo, saliti rispettivamente a quota 409 e 118 milioni di dollari (+6% e +16% rispetto a gennaio-marzo 2011, a tassi di cambio costanti ed escludendo alcune operazioni straordinarie). Nel trimestre, che ha visto anche il lancio dei nuovi brand Even Hotels, dedicato al segmento wellness, e Hualuxe Hotels and Resorts, per il mercato cinese, le prestazioni Ihg in Europa si sono però situate al di sotto della media globale (+2,6% il revpar).

Un rifinanziamento da oltre 800 milioni di euro
Il gruppo Nh Hoteles, dopo il piano di contenimento dei costi varato lo scorso autunno, ha recentemente concluso un accordo con le 33 banche titolari del proprio debito complessivo. Il nuovo piano di finanziamento prevede la suddivisione del prestito principale di 729,8 milioni di euro in tre differenti tranche: la prima, di 315,8 milioni, rimborsabile in rate crescenti nei prossimi cinque anni; la seconda, di 164 milioni, ripagabile alla conclusione dei termini dell’accordo appena siglato; la terza, di 250 milioni, da saldare al massimo in 36 mesi, tramite la cessione di alcuni asset del gruppo spagnolo. Proprio l’andamento del rimborso di quest’ultima tranche, nonché la qualità generale del rapporto debito/ebita (earnings before interests, taxes and amortization), avranno un’influenza diretta sui tassi di interesse che le banche applicheranno al programma di rifinanziamento generale. A ciò si deve infine aggiungere anche il pre-accordo relativo al debito italiano del gruppo: 75 milioni di euro, che saranno rifinanziati dagli istituti creditori per ulteriori tre anni, estendibili a cinque dalla sussidiaria locale della compagnia. Quest’ultima intesa dovrebbe essere definitivamente siglata, dalle parti contraenti, al termine del processo di ristrutturazione di Nh Italia, previsto per il prossimo mese di luglio.

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