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Tappa in Bahrain per crescere

Il sogno: diventare, un giorno, un grande manager internazionale

Il sogno: diventare, un giorno, un grande manager internazionale

Di Massimiliano Sarti, 10 febbraio 2012

Un investimento per il futuro. Luca de Stefano ha scelto di affrontare la sua prima direzione d´albergo in una struttura di nuova apertura in Bahrain, per «dare un po’ di internazionalità al mio profilo professionale. Una tappa di crescita, insomma. Anche perché, per fortuna, le offerte non mi mancavano neppure in Italia. Ho pensato, però, ai grandi gruppi alberghieri: loro richiedono sempre manager che abbiano viaggiato e che sappiano confrontarsi con diverse culture».
Domanda. Come è arrivata l´occasione dell´Holiday Inn Express Bahrain?
Risposta. Come dicevo stavo cercando un´opportunità che mi consentisse di spostarmi all’estero: possibilmente nei paesi del Golfo o nel Regno Unito. L´occasione è nata così da una semplice inserzione di ricerca di personale online. Era agosto, e mi trovavo in vacanza in Sardegna, quando mi è arrivata la chiamata della compagnia Ishraq International Hotels di Dubai, che gestisce l´hotel in franchising. Otto giorni dopo ero già su un aereo diretto verso gli Emirati Arabi, per conoscere di persona il ceo della compagnia e firmare il contratto.
D. Come si sente alla vigilia della sua prima direzione alberghiera?
R. In termini di competenze mi sento pronto: aver lavorato, come numero due, al Crowne Plaza Milan Linate, uno degli hotel più grandi d’Italia, di un gruppo internazionale come Ihg, e avere avuto come mentore il direttore Arturo Tolasi, è stata una gran bella scuola. Certo qui in Bahrain non ho gli stessi punti di riferimento che avevo prima. Ma ho la fortuna di lavorare sempre per un hotel Ihg, che utilizza, come base, i medesimi standard del Crowne Plaza.
D. Cosa si aspettava di trovare prima di partire? E come è stata, fino a ora, la sua esperienza in Bahrain?
R. Prima di partire mi aspettavo di avere a che fare con una maggiore competenza a livello professionale. Invece, con il passare dei mesi, mi sono accorto che non è così. Mi ha però sorpreso il fatto che, per molti versi, qui fanno affari nella stessa maniera in cui li facciamo noi italiani. E da questo punto di vista non ho trovato alcuna difficoltà ad ambientarmi.
D. Per quanto riguarda, invece, il lavoro quotidiano in albergo?
R. Abituato ai ritmi frenetici di Milano, e alla limitata presenza di personale a causa degli alti costi di gestione, qui è tutto un altro passo: nessuno ha fretta; per ottenere un semplice preventivo ci vogliono dai tre ai sette giorni lavorativi, comprensivi di sollecito. Grazie all´elevato numero di risorse a disposizione, però, potremo porre molta più cura e attenzione al servizio alla clientela.
D. Quanto è difficile abituarsi allo stile di vita locale?
R. Lo stile di vita dei locali, in generale, non è particolarmente complesso. Questo piccolo stato, il cui territorio equivale circa ad appena tre volte l’Isola d’Elba, è multirazziale e vi si trovano persone di ogni provenienza: India, Pakistan, Sri Lanka, Europa, America, Nord Africa. Il Bahrain, inoltre, è stato uno dei primi paesi del Golfo a ottenere l’indipendenza e, grazie anche all’insediamento di una base navale americana in loco, si è aperto molto velocemente al mondo occidentale. Non sorprende perciò che qui tutti parlino inglese: è facile quindi comunicare con ogni persona, a prescindere dalla sua nazionalità e provenienza. La cosa a cui, invece, non riesco proprio ad abituarmi è il grande abisso che separa la popolazione benestante da quella meno fortunata: qui non esiste lo stato sociale; se sei povero la differenza la si nota subito (non è così affatto un caso che anche il Bahrain sia stato interessato dal vento nuovo della Primavera araba: nel paese si è sviluppato, infatti, un forte movimento per le riforme politiche ed economiche, tuttora attivo, con la triste coda di arresti e persecuzioni, che purtroppo si sono già visti altrove, ndr)
D. Quanto può pesare essere lontano dall´Italia?
R. Non è stata affatto una decisione semplice: soprattutto con l’idea di lasciare tutti gli amici per andare in un posto dove la cultura è molto differente dalla nostra. Anche se ora devo dire che mi sto già creando una rete di nuove conoscenze pure in Bahrain. E poi sono sicuro che i veri amici li ritroverò il giorno in cui tornerò a lavorare in Italia. Per quanto riguarda la mia famiglia, invece, il discorso è un po´ diverso: mia figlia di 3 anni e la mia dolce metà sono infatti venute a stare con me. Mia moglie, in particolare, lavorando nello stesso settore, ha capito fin da subito l’importanza di questa scelta ed è riuscita a dare grande valore anche alla prospettiva di poter far frequentare, a nostra figlia, un asilo dove si parla solo in inglese.
D. Quali sono i suoi obiettivi, personali e professionali, qui in Bahrain?
R. Prima di tutto vorrei che la mia famiglia riuscisse a ricevere il meglio da questa esperienza, in modo che non manchi loro nulla. Dal punto di vista professionale, invece, l´obiettivo è quello di trascorre un anno e mezzo in questa struttura, per poi cercare di approdare in un hotel gestito direttamente da una grande compagnia internazionale, possibilmente in una location un po’ più prestigiosa, come potrebbe essere Dubai, Singapore o Londra.
D. E «da grande», cosa vorrebbe fare?
R. Per ora non mi pongo limiti: sicuramente vorrei continuare a fare quello che sto già facendo, per diventare, magari, un giorno, un grande manager di spessore internazionale. Il tutto impegnandomi sempre nella continua ricerca della soddisfazione dei nostri amati ospiti. Senza dimenticare, infine, di contribuire a creare team di persone in grado di fare la differenza e capaci, a loro volta, di fare una grande carriera.

Chi è Luca de Stefano

Nato a Cagliari 33 anni fa, Luca de Stefano inizia a fare le proprie prime esperienze alberghiere, giovanissimo, presso alcuni dei principali hotel 4 e 5 stelle della Sardegna, tra cui il Romazzino, il Pitrizza e il Cala di Volpe di Porto Cervo: tutti appartenenti al gruppo Starwood. Nel 2001 è quindi front office manager dell´hotel Pigalle, nel vicentino, e poi assistant front office manager dello Starhotel Splendido di Milano. È quindi nuovamente front office manager presso l´Atahotel Fieramilano, per poi diventare, nel 2005, resident manager del Crowne Plaza Milan Linate: incarico che ha mantenuto fino alla recente chiamata all´Holiday Inn Express Bahrain.

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