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T.O. e agenzie di viaggi: quali strategie?

Di Antonio Caneva, 16 novembre 2001

Sono debitore a Roberto Gentile, amministratore delegato della Frigerio Viaggi, dell’invito ad assistere alla tavola rotonda dal titolo “evoluzione del consumatore e opportunità di mercato: collaborazione o conflitto nella filiera?” sviluppatasi a margine della presentazione dell’indagine sul comportamento d’acquisto dei viaggi anno 2001, realizzata da Tradelab. Affermo che sono debitore perché, per una volta, ho partecipato ad un interessante dibattito “vero” e non una pantomima, come spesso avviene in manifestazioni analoghe. I relatori rappresentavano le varie anime dei viaggi: tour operator, agenti di viaggio, networks, operatori internet; vale a dire le categorie maggiormente colpite dai recenti fatti e che, in questo momento, stanno individuando nuove strategie per superare una crisi che morde rabbiosamente. L’impressione che ho avuto, considerata la diversità delle posizioni e delle soluzioni proposte, è che la crisi, ora evidenziatasi, venga da lontano e che questo sia solo “il momento della verità”. Fabrizio Chianello, Direttore marketing Cisalpina Tours: i cataloghi non servono a nulla, sono un costo inutile ed è ora di abolirli; Stefano Colombo, I viaggi del ventaglio: le vendite tradizionali sono valide, internet va bene solo se è integrato da un call center; Roberto Gentile, Frigerio Viaggi: è arrivato il momento che i tour operator riconoscano la centralità delle agenzie di viaggi e facciano una selezione a chi affidare i cataloghi; Roberto Natali, responsabile trade marketing Alpitur: il banconista è un’opportunità; Loredano Vecchi, direttore servizi di marketing H.i.t.: (onestamente) il t.o. è in pratica contro la professionalità dell’agente che in sostanza deve gestire i pacchetti; Mirko Zanon, Direttore commerciale Welcome travel group: i cataloghi sono importanti; se rimarranno solo gli operatori che hanno le maggiori risorse finanziarie si perderanno molte professionalità. Di tutto e di più in un dibattito di idee, emerse anche grazie alla sapiente moderazione dell’incontro, che rispecchiano l’ansia di chi ha gravose responsabilità e, in questo momento, forse non altrettante soluzioni valide.

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