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Storia di Caterina… E tenetevi buono il portiere

«Ci fu un tempo che si tentò di trasformarli in receptionist con doppia funzione, ma poi si capì che le Chiavi d'oro sono necessarie per rendere il cliente un cittadino onorario»

«Ci fu un tempo che si tentò di trasformarli in receptionist con doppia funzione, ma poi si capì che le Ch

Di Claudio Nobbio, 15 giugno 2017

È la concierge donna, una delle poche se non l’unica. Mi si era liberato un posto in portineria. Tra le richieste di impiego che regolarmente tutti gli alberghi ricevono, c’era anche il suo cv: «Lavoro attualmente in un buon albergo a gestione familiare, ma mi piacerebbe entrare a far parte di qualche catena».
La chiamai al suo cellulare. «Buongiorno», rispose.
«Buongiorno, nel nostro albergo di catena si è liberato un posto, potrebbe interessarle?». «Sicuramente, conosco il vostro albergo e ci verrei volentieri».
«Può venire tra mezz’ora?».
«Veramente…».
«Non importa, passo al prossimo candidato.
«Aspetti, vengo».
Dopo 35 minuti arrivò. «Bello qui», disse.
«Può venire da domani».
«A portare le referenze, per un vero colloquio?».
«No, può venire a lavorare, magari meglio da lunedì alle 9».
«Assunta?».
«Assunta, alle condizioni del contratto di lavoro della compagnia».
Dopo anni di colloqui di lavoro e di incontri con persone altre, impari a fidarti del tuo intuito e non ti servono certificati di lavoro spesso ingannevoli scritti da qualcuno che vuole liberarsi di un dipendente.
È passato un po’ di tempo. Oggi si fregia delle Chiavi d’oro: una delle poche donne concierge in alberghi di prestigio, in un ruolo che è sempre stato appannaggio degli uomini. Ma se vi serve un elicottero per andare a Sanremo, ve lo trova in un quarto d’ora; o se volete sapere se la signora Von Stepski viaggia sul volo 302 di Lufthansa in arrivo da Monaco alle 12.30, ve lo dice in pochi minuti.
I clienti la conoscono per nome ed è un riferimento per chi vuole la chiave della città. Il ruolo del concierge, che lei interpreta in maniera adeguata, le si addice. Le ha insegnato l’arte Stefano, storico concierge, che era capo portiere attualmente à la retraite.
In città potete andare a suo nome da Ivo, dove George Clooney ha dato l’addio al celibato, o al Colombo, dove Domenico Stanziani potrà grattare il tartufo portato a Venezia da Vanni, o al mitico Do Forni, da Irina al Vecio Fritolin per uno scartosso di pesce e in quanti altri… E sarete sempre bene accolti. Oppure al museo e avrete l’ingresso preferenziale.
Essere parte di una città? Tenetevi buono il portiere.
Ci fu un tempo che si tentò di togliere il ruolo e di trasformarli in receptionist con doppia funzione, ma poi si capì che le Chiavi d’oro sono necessarie perché il cliente diventi cittadino onorario.
Nel mio albergo ideale, quando un cliente arriva, oltre alla chiave della camera, gli si dà la chiave della città: un libretto con facilitazioni, mappa chiara anche se ormai tutti hanno il TomTom per orientarsi tra le calli, diritti e doveri…

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