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Stage: un costo o una risorsa?

Di Antonio Caneva, 14 maggio 2004

Sono di ritorno dall’Università Bicocca di Milano, dove ho partecipato a un incontro / dibattito sugli stage. L’attenzione che l’università porta a questo istituto è ulteriore riprova della crescente importanza che si presta all’anello di congiunzione tra la formazione accademica o professionale e il mondo del lavoro. Nel corso del pomeriggio sono emersi elementi di sicuro interesse per profilare il disegno di come la scuola intende muoversi per rendere concreto e utile il periodo di stage, nell’interesse sia dell’azienda sia degli studenti. Sono stati presentati dati sulla esperienza sviluppata l’anno scorso dall’ufficio dell’università preposto a formalizzare rapporti collaborativi con le aziende. Uno dei dati che mi ha colpito è la indisponibilità di molte aziende ad accettare stagisti perché, è in genere la giustificazione, “non abbiamo tempo e risorse da dedicare”, dove questo rapporto viene vissuto come costo e non come opportunità di entrare in rapporto con giovani motivati che, in prospettiva, potrebbero diventare nuovi collaboratori, già inseriti nell’attività.
Probabilmente esperienze negative hanno indotto alcune realtà a essere critiche verso gli stage, e questo naturalmente giustifica la loro prevenzione: le attività hanno tempi cadenzati e non possono essere messe in difficoltà dall’inserimento di persone non integrabili; ma l’errore principale in questi casi è determinato dalla selezione a monte che, svolta in maniera non idonea, indirizza i giovani verso strutture che non rispondono alle loro attese e caratteristiche. I numerosi casi di stage riusciti testimoniano invece che laddove ci sia un progetto e un’attenzione idonei i risultati sono certamente positivi.
Siamo sensibili alle opportunità offerte ai giovani e quindi, in collaborazione con un consorzio (che la legge identifica come ente preposto all’attivazione di stage, adempiendo agli obblighi stabiliti che sono principalmente: comunicazioni alla Regione e ispettorato del lavoro, pagamento dell’importo dovuto all’Inail e sottoscrizione di una polizza assicurativa di responsabilità civile)
presto presenteremo nel nostro sito www.jobintourism.it una sezione dove gli aspiranti stagisti potranno indicare le proprie caratteristiche e aspettative che, quando incontreranno quanto richiesto da aziende turistiche, attiveranno in automatico un’indicazione agli interessati.
Contiamo in questo modo di dare un contributo a quanti non riescono a rompere la barriera che ostacola l’ingresso nel mondo del lavoro, creata dalla mancanza di esperienza specifica.

Stages: cost or resource?
by Antonio Caneva

I am just back from the Bicocca University of Milan, where I have participated in a meeting discussing stages. The attention paid by the university world to this practice is yet another confirmation of the growing importance of this link between academic or vocational studies and the labour world. During the afternoon, a number of very interesting elements have emerged about how the school is planning to take action to enhance the practical usefulness of stage periods, in the interest of both businesses and students. Information has been presented about the experiences matured last year by the university office in charge of establishing and organising collaborations with businesses. One of the elements which have caught my attention is the fact that many companies are not prepared to accept stagaires among their ranks because – as the explanation generally goes – <>, which implies that this relationship is perceived to be a cost rather than an opportunity to establish a contact with motivated young people who – in due time – may become new co-workers, already familiar with the job.
It is likely that previous negative experiences have caused some companies to become critical towards stages, which obviously justifies their bias; businesses have their own pace and schedules, which cannot afford to be disrupted by the presence of people who cannot be integrated in the routine. But the main mistakes, in such cases, are due to inadequate selection of the young prospects, who are referred to establishments that do not reflect their expectations and skills. The numerous cases of successful stages, on the other hand, testify to the fact that whenever there is adequate planning and attention, the outcome is definitely satisfactory.
We are sensitive to all opportunities offered to the young people; for this reason, in cooperation with a consortium (identified by the law as an entity qualified for the activation of stages, by complying with the established obligations, i.e. – essentially – communication to the Region and the Labour Inspectorate, payment of the due amount to Inail and underwriting of a civil liability insurance policy) we are soon going to introduce a section on our site www.jobintourism.it where would-be stagaires will have the possibility to list their characteristics and expectations, which will automatically activate a communication to the entities concerned when they match the requests of tourist enterprises.
We trust that this will allow us to make a contribution to those who would not otherwise manage to overcome barriers to entering the world of labour, due to the lack of any specific experiences.

Translation of the Italian
Editorial by Paola Praloran

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