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Settimo piano. Settimo cielo

Di Dennis Zambon, 18 maggio 2017

L’ultima esperienza (professionale, operativa) l’ho vissuta in direzione generale: la sede di una nota compagnia alberghiera. Milano, palazzo in vetro: quinto, sesto e settimo piano nostri. Moquette, silenzio, uffici ben isolati, porte chiuse. Il settimo piano, quello dei poteri forti, ancora più ovattato, ciascuno isolato nel proprio ufficio, toni sommessi. La compagnia, in seguito, non ha avuto un brillante presente e il futuro non è chiaro. Nessun nesso con il fatto che non ci lavorassimo più io e tanti altri alberghieri tardo-adulti.
La ditta ha traslocato in più modesti ambienti, delocalizzata in semiperiferia. Come a volte succede, mi è capitato di tornare al mio settimo piano, invitato da una delle regine della new economy, player di punta tra le agenzie online, che ora occupa quegli spazi dopo aver rimosso le ombre e i fantasmi del precedente inquilino, porte e pareti comprese.
Là dove c’era silenzio, porte chiuse e penombra ora c’è open space: vetro, luce, colori e tanta ordinata confusione prodotta da millennials in evidente stato di entusiasmo collettivo. Ho cercato di orientarmi, ho provato a individuare il perimetro del mio ufficio. L’ho geolocalizzato grazie al panorama. Oggi è parte di una giocosa area relax per il giovane team. Ecco come anche il modo di interpretare gli spazi e la relazione interpersonale dia un’immagine precisa dello spirito aziendale: una compagnia alberghiera in fase calante al settimo piano, una newco rampante al settimo cielo. Entrambe votate, a modo loro, a produrre ospitalità. Quando al settimo c’eravamo noi, il nostro condomino dell’ottavo era eBay. Un segno premonitore: il nuovo avanza velocemente. Ma il segno non l’abbiamo colto.

Dennis Zambon è Responsabile Jit Hospitality: la divisione consulenza di Job in Tourism

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