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Se m’incontrate alla stazione

Di Antonio Caneva, 23 luglio 2004

Se m’incontrate alla stazione ferroviaria mentre, sotto la pensilina, attendo di prendere l’Eurostar, decidete subito di partire con un altro mezzo!
Convinto dalla pubblicità che le ferrovie erano decisamente cambiate (non salivo su un treno da anni) ho deciso di andare a Roma con l’Eurostar; al ritorno il treno è arrivato alla stazione Termini con cinquanta minuti di ritardo, cui ha aggiunto altri 20 minuti nel percorso sino a Milano. Incerto, ho deciso comunque la settimana successiva di andare a Venezia, sempre con l’Eurostar. Il solito giro a piedi a Venezia, una visita speciale all’hotel San Clemente, e a sera, stanchi della camminata, finalmente il treno che, con l’aria condizionata in funzione, somigliava a un’oasi. Accomodati, finalmente si parte. Eh no, l’altoparlante interno informava che il treno non sarebbe partito (senza alcuna giustificazione) e…di arrangiarsi. Le informazioni fornite a terra da un’addetta, circondata da un gruppo di giapponesi, erano quasi risentite: prendete il prossimo treno, un intercity che parte tra un’ora, per cui non vale la precedente prenotazione, quindi, datevi da fare se non volete viaggiare in piedi. Solite scene d’assalto, aria condizionata inesistente, ritardo all’arrivo e alla partenza. Giunti a Milano due ore dopo il previsto, però, si sarebbe potuto chiedere un rimborso parziale recandosi all’ufficio informazioni. Peccato che ormai fossero quasi le 23 e il suddetto ufficio fosse già chiuso.
La settimana successiva (sono recidivo), per evitare le difficoltà di parcheggio, ho viaggiato con il treno da Rapallo a Monterosso, nelle Cinque Terre, per una giornata balneare. Al ritorno il treno era riuscito ad accumulare, in pochi chilometri, oltre un’ora di ritardo. Fine delle mie esperienze con le rinnovate ferrovie.
Sono passato alcuni giorni or sono alla Stazione Garibaldi, a Milano, dove immensi pannelli enfatizzano l’attività di Trenitalia, che innovativamente lancia il progetto immobiliare delle cento piazze; la trasformazione delle Ferrovie dello stato ha comportato anche la creazione di una serie di società di servizi che sicuramente faranno aumentare il business, ma, viene naturale domandarsi: chi farà andare i treni?

If you meet me at the station

If you happen to meet me at the railway station while I’m waiting on the platform for a Eurostar, please choose without delay to change your means of transport!
Persuaded by commercials that the Italian railways had radically changed (I had not got onto a train for years) I decided to go to Rome by a Eurostar train. On the way back, the train got to the Termini station with a fifty-minute delay, and added a further 20 minutes on the way to Milan. Though hesitantly, the next week I again decided to take a Eurostar to go to Venice. The usual walking tour of Venice, a special visit to Hotel San Clemente, and finally at night, tired of the walk, the air-conditioned train feels like a oasis in the desert. We seat ourselves comfortably, and we are departing….. No! The loudspeaker announces that the train will not leave (without explanation) and let us take care of ourselves. The information provided by a ground assistant surrounded by a group of Japanese travellers almost had a resentful sound: take the next train, an Intercity train that leaves in an hour’s time, where the previous bookings are not going to be accepted, so hurry up if you don’t want to be standing all the way. The usual assault scenes, non-existent air conditioning, delays in arrivals and departures. Once in Milan, however, two hours later than planned, it would have been possible to request a partial reimbursement by applying at the information office. Pity that, by then, it was almost 11 at night, and the above-mentioned office was already closed.
The next week again (I seem to be stubborn), in order to avoid parking problems, I travelled by train from Rapallo to Monterosso in the Cinque Terre to spend a day at the beach. On the way back, the train had managed to accumulate a delay of over one hour in few kilometres. End of my experimentation with our renovated railway system.
A few days ago I happened to be at the Garibaldi Station in Milan, where huge panels advertise the activity of Trenitalia, which is launching the innovative real property project of the “hundred squares”; the transformation undergone by the State Railways has involved the creation of a number of service companies which are certainly going to increase business, but one naturally wonders: who will make the trains run?

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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