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Scegliere e premiare i migliori

Di Antonio Caneva, 27 febbraio 2009

John Fitzgerald Kennedy diceva che in cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi: pericolo e opportunità. È indubbio che attualmente si stia attraversando un periodo di crisi (e quindi di pericolo) che, come tutte le cose, prima o poi finirà. Dove possono risiedere le opportunità? Una è che al termine di questo percorso il consumatore (e quindi tutti noi) sarà maggiormente conscio delle proprie potenzialità e richiederà al fornitore di servizi un adeguato corrispettivo per il proprio denaro. Se questo sarà lo sviluppo, aziende che prosperano senza una particolare attenzione al cliente saranno inevitabilmente lasciate ai margini del mercato.
Domenica alle 13, nel corso di una passeggiata, mi sono fermato in un nuovo locale, un bar-focacceria, in una zona neanche troppo centrale di Milano, al termine di via Solferino, e al barista in t-shirt ho chiesto un Campari e un rabarbaro. Serviti senza neanche una patatina, al momento di pagare mi sono stati domandati 16 euro. Cosa? No, 10 euro. Ancora troppi e, alle mie rimostranze, mi è stato risposto: «Se me l’avesse chiesto le avrei portato delle focaccine. Io ho da fare (eravamo gli unici avventori al banco) e non ho tempo per seguire tutto». Ergo, paghi e stia zitto.
Riflettendo su questo contrattempo mi è venuto in mente un episodio accadutomi in montagna, due anni orsono. Per il pranzo di Natale avevo prenotato un tavolo per cinque persone all’hotel Cappella di Colfosco, in Alta Badia. Un bel ristorante e la sera prima, assieme al maître, avevamo scelto il tavolo, vicino all’unica finestra. Io attribuisco grande importanza alla posizione del tavolo e mi rallegravo anticipatamente del piacevole momento che avrei vissuto con la mia famiglia.
Ma quando sono arrivato al ristorante, il maître (con cui avevo parlato la sera prima) mi ha accompagnato a un tavolo diverso da quello confermato per poi rivelarmi, con un tono tra l’imbarazzato e il cospiratorio: «Il tavolo confermato è stato assegnato dalla proprietaria, dopo la vostra prenotazione, a un importante giornalista».
L’inverno scorso ho prenotato all’hotel La Perla di Corvara, sempre in Alta Badia, dove ho avuto un gran momento e una adeguata attenzione. Forse è questo che dovremmo fare sempre, e particolarmente nei momenti difficili: non lasciarsi ingannare dalle mode e confortare con le nostre scelte gli esercizi meritori.
Allora tutto avrebbe un senso.

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