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Sacchi: versatilità e concretezza

Di Antonio Caneva, 6 luglio 2001

Ho conosciuto Emanuele Sacchi a Rimini, nel corso della convention di Buoviaggio Network dove parlava dei corsi organizzati per il network e mi ha colpito il suo modo diretto di affrontare le problematiche relative alla formazione. Lo ho rincontrato a Milano, dove opera ed è Vice presidente di virtHuman international, società di consulenza e formazione, oltre che essere vice direttore del dipartimento gestione strategica del cambiamento dell’Accademia italiana per le ricerche. Dopo la laurea in Economia Aziendale e la specializzazione in organizzazione del lavoro ha conseguito quattro diversi master, ottenendo la certificazione in comunicazione, sviluppo personale, qualità del servizio e programmazione neuro linguistica. E’ stato realizzatore di progetti di formazione nazionali ed internazionali oltre ad essere docente per l’aggiornamento professionale degli insegnanti della FIDAE (Federazione Italiana di attività educativa).

Domanda: Come ha iniziato questa attività?

Risposta: In maniera casuale; mentre studiavo, lavoravo part-time nella Alberto Galgano e facevo anche il presentatore di sfilate di moda: Galgano mi ha chiesto di presentare la cena di Natale della Galgano. In quell’occasione sono stato notato da Franco d’Egidio, presidente della Summit; da li la proposta di fare il seminar leader e l’inizio di questa attività; ho cambiato quattro aziende per creare poi, assieme a due soci, la virtHuman international.

D. Qual è la base della vostra filosofia?

R. La nostra filosofia è attenta ad attivare atteggiamenti mentali positivi, a cambiare la cultura aziendale ottenendo una leale e sincera condivisione degli obiettivi.

D. Perché Buonviaggio vi ha affidato l’incarico di realizzare questi corsi?

R. La filosofia aziendale è il risultato di due fattori: istruzione (dare input) ed educazione. Dare istruzioni non sempre significa cambiare, l’istruzione non garantisce il cambiamento, mentre con l’educazione si stimolano i giusti atteggiamenti mentali. Ora, Buoviaggio, in questa epoca di cambiamenti vuole puntare oltre che sulle tecnologie sulla qualità e professionalità dell’agente di viaggio. A maggio abbiamo organizzato dei corsi interni, per la loro sede, al fine di rafforzare la cultura aziendale e quindi proporre una qualità meglio percepibile. Da settembre, inizialmente in cinque città italiane: Milano, Torino, Venezia, Roma e Brescia verranno sviluppati dei seminari per le agenzie del network. I corsi saranno articolati in due giornate, oltre ad una successiva di richiamo e si propongono di fornire un contributo al miglioramento della professionalità, fornendo elementi per entrare in sintonia con il cliente e comprendere le sue reali necessità ed aspettative.

D. Lei sta collaborando anche con I viaggi del Ventaglio, perché questa attenzione da parte dei tour operator ed agenti di viaggio per la sua attività?

R. Sempre più ci si rende conto che la tecnologia è importante ma non determinante, almeno non quanto il fattore umano. E’ stata fatta un’indagine tra persone che uscivano da agenzie di viaggio e gli intervistati, per il 61%, dichiaravano che la scelta dell’agenzia era effettuata per la persona che c’era dentro. Questo è sufficientemente esplicativo.

D. Nel corso dell’attività avrà sicuramente vissuto momenti interessanti, ci racconta qualche episodio?

R. Due situazioni. La prima, particolarmente simpatica, è stata durante un corso sulla valorizzazione del potenziale personale, in due sessioni, organizzato per conto della Sanità, dove, tra i partecipanti, erano presenti anche luminari della medicina, abituati ad un atteggiamento autoritario nelle loro cliniche ed ospedali. Devo dire che è stata un’esperienza interessante ed, alla fine, si è conclusa con soddisfazione generale. La seconda è relativa al trasferimento della sede BMW da Peschiera del Garda (Verona) a San Donato Milanese. In quell’occasione più dell’80% dei collaboratori non ha accettato il trasferimento, rassegnando le dimissioni. L’azienda ci ha chiesto, con i nuovi dipendenti, di formare, in tre mesi, una cultura aziendale ed un reale team building. I risultati sono stati ottimi ed il 98% dei partecipanti ha espresso il massimo di valutazione sui corsi.

Questo è il lavoro di Emanuele Sacchi e la sua capacità di realizzare in tempi brevi cultura della qualità all’interno di valori condivisi è il vantaggio competitivo.

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