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Ritorno alla crescita

Di Marco Bosco, 29 gennaio 2010

«A causa della crisi globale, aggravata ulteriormente dagli effetti della pandemia dovuta al virus H1n1, il 2009 è stato uno degli anni peggiori della storia del turismo globale. Tuttavia i dati degli ultimi mesi suggeriscono che la ripresa si sta avvicinando a ritmi persino più sostenuti di quello che ci si aspettasse inizialmente». A lanciare chiari segnali di ottimismo è il segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), Taleb Rifai, che così commenta l’ultima indagine pubblicata dall’Unwto world tourism barometer sullo stato dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità nel mondo. Lo studio, in particolare, evidenzia come nel 2010 il comparto del turismo dovrebbe ricominciare a crescere, trainato dalla più generale ripresa globale, e i flussi degli arrivi internazionali rimbalzare di circa il 3-4%. Tornerebbero, in questo modo, più o meno sui livelli di due anni fa, dopo che il 2009 li aveva visti scendere del 4% rispetto all’anno precedente.
Gli effetti della ripresa sono destinati, tuttavia, a palesarsi in modo differente nelle diverse regioni del globo. Secondo quanto recentemente asserito dal Fondo monetario internazionale (Fmi), in particolare, la crescita più sostanziale dovrebbero sperimentarla i paesi emergenti (pil a +3,1% rispetto al 2009), mentre più contenuta dovrebbe essere quella delle economie avanzate (+1,3%). Nel comparto turistico sarà così l’Asia a beneficiare della crescita più consistente, mentre Europa e America sperimenteranno una ripresa più lenta. Tornerà poi a crescere l’industria dei viaggi mediorientale. Per l’Africa, infine, unico continente ad aver chiuso con il segno più anche il 2009, proseguirà il trend positivo, ulteriormente favorito dall’effetto Mondiali di calcio sudafricani.
«Molti paesi hanno saputo reagire prontamente alla crisi, adottando misure in grado di mitigarne gli effetti e di favorire la ripresa», ha aggiunto Rifai. «Ciononostante, un prematuro ritiro di tali stimoli e la tentazione, da parte dei governi alle prese con i propri deficit di bilancio, di approfittare dei primi segnali di ripartenza dell’economia per aumentare i livelli di tassazione, potrebbero mettere a repentaglio il previsto recupero dell’industria turistica».
In particolare, a minare l’auspicabile ripresa del comparto sarebbero preoccupanti previsioni sul fronte occupazionale, soprattutto nei paesi economicamente più avanzati. Una situazione, quest’ultima, che rende fragile il ritorno alla crescita in Europa e negli Stati Uniti, ulteriormente minacciata dalla persistente volatilità dei prezzi del petrolio. A fronte di ciò, il 2010 si sta però aprendo con un deciso recupero di fiducia da parte di consumatori e operatori, mentre i tassi d’interesse e l’inflazione rimangono a livelli storicamente molto bassi, incoraggiando in questo modo eventuali piani d’investimento. Certo, l’analisi della Unwto sottolinea anche come le questioni legate alla sicurezza continuino a rappresentare una considerevole fonte di costi per l’industria dei viaggi, mentre le previsioni relative all’andamento dei ricavi e dei rendimenti medi dell’industria mostrano tassi di recupero inferiori rispetto a quelli calcolati per il mero volume complessivo dei viaggi. Tuttavia, ancora una volta, la flessibilità dimostrata dal settore turistico nell’affrontare i rapidi scostamenti della domanda del mercato nel corso del 2009, ha sensibilmente rafforzato il comparto, che ha pure parzialmente approfittato della crisi per implementare nuove strategie, tese a favorire uno sviluppo sostenibile e a proseguire lungo il percorso volto a trasformare la propria industria in un’economia a vocazione green.

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