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Ripresa ma senza sorrisi

Di Massimiliano Sarti, 2 ottobre 2009

«Finalmente, dopo sette mesi di dati negativi, agosto ha fatto registrare per il comparto alberghiero un primo timido segnale di ripresa, che tuttavia non ci può far dire di essere usciti dal tunnel». È questo il commento del presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di una indagine condotta dalla sua stessa federazione su un campione di 880 imprese ricettive, equamente distribuite sull’intero territorio nazionale e per classificazione di stelle.
Nello specifico, secondo i dati dello studio Federalberghi, il mese di agosto avrebbe fatto segnare finora la migliore perfomance dall’inizio dell’anno, con un +2,3% di pernottamenti complessivi, tra italiani e stranieri, rispetto allo stesso mese del 2008. «Pur non avendo ancora a disposizione i risultati disaggregati», prosegue Bocca, «sappiamo per certo che il merito della crescita delle presenze è stato determinato dalla clientela italiana, che ha concentrato quest’anno più che mai le ferie nel mese di agosto, ma che soprattutto ha scelto la penisola quale meta dei propri viaggi». I dati Federalberghi, peraltro, contrastano chiaramente con quelli di Federconsumatori, che, già citati sullo scorso numero di Job in Tourism, segnalano invece, pur se riferiti a un campione non uniforme, un calo del 7% delle presenze complessive in Italia ad agosto. Occorrerà dunque aspettare ancora un po’ di tempo per capire come sia effettivamente andata questa estate. Nel frattempo, i risultati consolidati dei primi otto mesi del 2009, pubblicati da Federalberghi, registrano un eloquente -5,1% di presenze alberghiere complessive «e, cosa ancor più grave», conclude Bocca, «un -5,1% di lavoratori occupati, che ha comportato e continuerà a comportare per i prossimi mesi squilibri nel livello qualitativo delle imprese ricettive, vessate peraltro da una drastica riduzione dei fatturati».
Su una linea ancora più preoccupata si pone poi Federturismo-Confindustria, che in un recente comunicato ufficiale sottolinea il momento difficile del comparto: «A fine estate si dimostra come gli annunci trionfalistici di infondate previsioni ottimistiche non siano stati sufficienti per sconfiggere la crisi strutturale del turismo, resa drammatica, in alcuni comparti, dalla recessione in atto e destinata a non registrare miglioramenti in assenza di un piano di sviluppo strategico e organico». Secondo i vertici di Federturismo, in particolare, da questo momento difficile «non si esce con annunci e operazioni di facciata, ma con interventi di politica economica e industriale seri, incisivi e soprattutto coordinati con gli altri sistemi produttivi del paese».
Preoccupata anche la reazione del presidente di Federviaggio-Confturismo, Maria Concetta Patti, che pur considerando positivi i dati sulla ripresina agostana pubblicati da Federalberghi, auspica una revisione del rapporto con il sistema creditizio: «Serve un modello di credito adatto alla congiuntura. L’impennata delle prenotazioni sotto data ha modificato i flussi finanziari delle imprese del turismo, già provati da una stagionalità sempre più breve. A fronte di ciò, pochi sono stati i supporti alle aziende». Chiaro il messaggio del presidente di Federviaggio-Confturismo: «Ci avviamo a una stagione invernale destinata a risentire ancora della flessione dei consumi. In questo contesto urge che il sistema del credito riveda in chiave più attuale i supporti e gli strumenti finanziari destinati alle imprese, per meglio rispondere alla nuove esigenze del settore».

Fiavet lancia l’allarme: oltre3 mila pmi a rischio chiusura

«Alla luce del consuntivo della stagione estiva e delle pessime previsioni per il primo semestre del 2010, quello che si va prefigurando è un vero e proprio stato di crisi del comparto agenzie di viaggio, con a rischio chiusura oltre 3 mila pmi e la conseguente perdita di circa 8 mila posti di lavoro». Si apre così la lettera di Cinzia Renzi, presidente di Fiavet-Confturismo, che chiude idealmente il panorama dei commenti sull’attuale congiuntura, da parte di alcune delle più importanti associazioni di categoria dell’industria dei viaggi italiana. Indirizzata direttamente al ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, la missiva prosegue segnalando come le previsioni per il periodo autunnale e invernale non siano certo rosee: «Questo non fa che accentuare il livello di preoccupazione della categoria che già oggi si trova a dover sopportare una diminuzione del 15%, in termini di prenotazioni incoming e outgoing, e del 25% in termini di utili dall’inizio dell’anno». Renzi sottolinea poi come «la difficoltà dell’accesso al credito, una politica dei vettori aerei (primo tra tutti Alitalia) assolutamente deficitaria, la pessima gestione dei servizi aeroportuali, il proliferare di truffe perpetuate da agenzie abusive» siano i mali che stanno mettendo a rischio l’esistenza dell’intera categoria. Unendosi, quindi, alla voce di Maria Concetta Patti, il presidente Fiavet chiede così al governo «l’estensione del progetto Italia-Turismo per il credito agevolato anche alle agenzie di viaggi e ai tour operator, una regolamentazione vera del sistema dei trasporti, un coinvolgimento diretto delle agenzie di viaggio nella creazione del portale Italia.it e la rivisitazione del fondo di garanzia, per renderlo più efficace e in linea con i tempi delle emergenze».

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