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Rilanciare il sistema Italia

Di Emilio De Risi, 1 febbraio 2008

Suona come una sfida ospitare a Napoli, nei giorni in cui la situazione dei rifiuti si riflette pesantemente anche sul turismo campano, il secondo forum dello Studio Ambrosetti battezzato «Sistema turismo Italia: proposte per essere vincenti». È stato, infatti, il Castel dell’Ovo la splendida cornice in cui si è svolto, pochi giorni fa, l’evento al quale hanno partecipato importanti protagonisti del turismo e diversi esponenti delle amministrazioni pubbliche.
In questi incontri, per chi si occupa di turismo, può accadere di avvertire una sensazione di astrattezza: discorsi sulla ricchezza del nostro patrimonio culturale, sulla bontà della nostra cucina e sul fatto che in fondo restiamo tra le mete più sognate da tutti i viaggiatori. Il turismo è però un’industria. Il senso di un’industria è fare profitto. Farlo in modo etico, rispettoso della cultura ospitante e dell’ambiente è una corretta e doverosa modalità di approccio. Detto questo, il turismo resta pur sempre un business.
Un concetto basilare che però, in circostanze ufficiali paragonabili al forum Ambrosetti, alle volte si tende a dimenticare. Proprio per questo motivo è giusto sottolineare quegli interventi dell’evento napoletano che hanno brillato per la loro particolare concretezza. Tra questi, sicuramente quello di Raimon Martinez Fraile, attuale vice presidente Ac hotels e già segretario generale del turismo in Spagna, che ha portato una case history lucida e interessante sull’approccio iberico all’industria dei viaggi, mettendo al contempo il dito in una piaga del nostro sistema turistico: la mancanza di una statistica complessiva e puntuale del comparto. Se si condivide l’opinione che l’analisi dei dati è uno strumento fondamentale per effettuare delle scelte strategiche, non può infatti mancare un riferimento statistico unitario. Riferimento che in Italia, allo stato dell’arte, vacilla.
Angel Gallego, director Western Europe di Amadeus group, ha invece puntato sull’importanza capitale delle tecnologie nel settore turistico, illustrando come internet abbia cambiato la travel industry. Una vera rivoluzione del comparto permessa dall’introduzione di nuovi canali di distribuzione, dalla possibilità per il viaggiatore di condividere le proprie esperienze di viaggio con un pubblico pressoché illimitato grazie ai nuovi strumenti del web 2.0 e dalla comparsa, al centro dell’arena, di nuovi attori economici: uno scenario, insomma, incredibilmente veloce e mutevole, ma ricco di opportunità. Una transizione che le aziende turistiche italiane devono, però, essere in grado di affrontare al meglio, con i giusti strumenti, se vogliono cogliere tutte le opportunità che le nuove tecnologie riservano. Gallego ha concluso il suo intervento con un aneddoto significativo: «Per i turisti americani il portale Italia.it (che ha visto il suo epilogo nei giorni scorsi) è stato nulla più di un sito qualsiasi, anonimamente sperduto a metà classifica nel ranking delle visite». Un ben scarso risultato per un indirizzo web che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto promuovere il nostro paese all’estero ma che, nei fatti, si è rivelato un assoluto spreco di opportunità.
Amadeus Italia, invitata alla seconda edizione del Forum Sistema turismo Italia in qualità di membro dell’advisory board di Ambrosetti, ha, poi, portato all’attenzione del pubblico una propria idea per il rilancio turistico del paese. Fabio Maria Lazzerini, amministratore delegato e direttore generale della società, ha proposto di agevolare fiscalmente gli operatori del settore turistico che investono in nuove tecnologie. «Per essere concorrenziali in un mercato in continua evoluzione come quello del turismo», ha spiegato Lazzerini, «è necessario dotarsi di una tecnologia in grado di ottimizzare i processi di business. Già nel 2007 Amadeus ha attivamente proposto una strategia diretta al raggiungimento di questo importante obiettivo, ma riteniamo fondamentale il supporto delle istituzioni, che intendiamo raggiungere con proposte concrete destinate agli operatori del turismo e dei viaggi. Solo così è possibile stimolare la vitalità del comparto nel nostro paese e garantirne la competitività in Europa». L’amministratore delegato di Amadeus Italia ha tenuto a precisare che l’agevolazione fiscale da lui proposta non vuole certamente essere la panacea dei mali del turismo nazionale, ma rappresenta una proposta concreta in grado di trasformarsi in una notevole spinta per il rilancio del business.
Da sottolineare, a margine del forum, anche una tangibile azione sociale di Amadeus Italia che, con un’iniziativa rivolta alla città di Napoli, ha offerto al capoluogo campano un contributo concreto: per i mesi di gennaio, febbraio e marzo destinerà, infatti, alla città partenopea una percentuale di ogni prenotazione aerea generata dalle agenzie Amadeus della Campania, quale contributo per riportare la città a una situazione di normalità.

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