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Riflettori puntati su csr e mentoring

Ricco il programma meeting del chapter Italia Ehma, che si è riunito pochi giorni fa a Campione d'Italia

Ricco il programma meeting del chapter Italia Ehma, che si è riunito pochi giorni fa a Campione d'Italia

Di Marco Beaqua, 30 giugno 2016

Responsabilità sociale d’impresa e passaggio generazionale. Sono stati i temi al centro dell’ultimo meeting del chapter italiano della European hotel managers association. Svoltasi pochi giorni fa a Campione d’Italia, la riunione è stata ospitata dal socio Palmiro Noschese di Meliá Hotels, presso il nuovo Meliá Campione inaugurato appena a settembre scorso accanto al celebre casinò locale.
In apertura di lavori, dopo l’introduzione di rito a cura del delegato nazionale Ehma, Ezio Indiani del Principe di Savoia di Milano, è stata quindi subito la volta di Renzo Iorio, che ha trattato il tema della corporate social responsability: «L’impresa alberghiera non può prescindere dal territorio dove opera e in cui è portatrice di lavoro e cultura», ha in particolare spiegato il ceo AccorHotels Italia, Malta e Israele. «Partite da un concetto iniziale di semplice salvaguardia della reputazione, le aziende stanno ora trasformando il loro concetto di responsabilità sociale d’impresa nella ricerca della strategia migliore per gestire i costi della crs allineandoli agli obiettivi di business. Non solo: la csr è divenuta cruciale anche nel posizionamento dell’impresa in quanto partner privilegiato dei propri clienti. Per noi è perciò ora di vitale importanza accrescere la percezione generale dell’attività alberghiera quale valore aggiunto di ogni destinazione, soprattutto nella sua funzione di formatrice delle competenze».
Sempre in tema di csr, Cinzia Montelli del Capovaticano Resort MGallery by Sofitel e Alessandra Bragoli di Starhotels hanno quindi ribadito il loro impegno per il progetto Ehma for #HeForShe: la campagna di solidarietà per l’uguaglianza di genere promossa dalla nuova entità dell’Onu, Un Women, il cui obiettivo è quello di stimolare gli uomini ad agire contro le discriminazioni, al fine del raggiungimento della piena parità di diritti.
La questione passaggio generazionale è stata invece affrontata dal comitato per le innovazioni: il capogruppo Ivan Artolli, insieme a Roberto Cappelletto del Villa Cortine Palace, a Damiano De Crescenzo di Planetaria Hotels e a Giuseppe Mariano di Vestas Hotels & Resorts, ha infatti relazionato la platea sul progetto di mentoring a cui il gruppo sta lavorando da febbraio: il mentor, in particolare, è un professionista esperto che lavora con un mentee, una persona con una breve storia professionale alle spalle, per farne progredire la carriera e ampliare il suo network relazionale. L’idea di base è che il rapporto di reciproca fiducia tra le due persone tenda a far emergere le potenzialità ancora inespresse del mentee. Al momento, il comitato Ehma ha inviato ai colleghi la richiesta di adesione al progetto e sono state pure tracciate le linee guida per mentors e mentees. Il programma prevede sei incontri da un’ora ciascuna, una volta al mese per un semestre, da condursi tra l’autunno di quest’anno e l’inizio del 2017.
«In un clima di competizione e di ricerca dell’eccellenza», è quindi intervenuto in materia il direttore dell’executive Mba serale della Bocconi, Claudio Ondoli, «l’utilizzo dei programmi di mentoring è cresciuto, perché è salita l’incidenza del contributo degli individui nei risultati aziendali. Da qui, la necessità di attrarre, valorizzare e trattenere le persone con le migliori potenzialità. Il mentoring però non serve solo a migliorare le competenze, ma risponde anche al bisogno di integrazione degli individui nell’organizzazione ed è utile per imparare le regole del gioco. Il mentor, in sintesi, trasmette valori ed esperienze, stimola e facilita la definizione degli obiettivi, rafforza le reti relazionali e aiuta a individuare le condizioni utili per l’evoluzione professionale e di carriera dei mentees».
A concludere l’evento, infine, uno speech di Pasquale Gravina: ex atleta del volley tricolore con 34 titoli vinti complessivamente, di cui 21 nelle squadre di club e 13 nella nazionale, oggi è amministratore delegato di Trenkwalder Formazione. Il suo è stato perciò un vero e proprio storytelling dello sport applicato all’organizzazione aziendale. Un approccio che si fonda sull’osservazione di come l’eccellenza sportiva abbia le stesse regole di qualunque contesto di qualità: «C’è un forte parallelismo tra squadra e impresa. Il segreto del successo, in entrambi i casi, si basa in fondo su tre pilastri fondamentali: identità, mentalità e metodo».

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