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Restyling d’epoca sul Lago Maggiore

Di Floriana Lipparini, 12 novembre 2004

Entrare a far parte del circuito Small leading hotels of the world è un traguardo prestigioso e non tanto facile da raggiungere. Si può ben capire, quindi, l’orgoglio di Roberto Zanetta, proprietario dell’Hotel Villa Aminta di Stresa, nel raccontare le tappe di questo percorso.
“La selezione è molto rigorosa. Possiamo dire che si tratta di un vero e proprio esame. Da noi sono venuti due volte in incognito e hanno controllato ogni cosa, dai servizi alla manutenzione, dalla cucina all’arredamento. Tutto ciò, naturalmente, ha un costo, ma una volta accolto in questo club esclusivo l’hotel senza dubbio guadagna visibilità internazionale, il che vuol dire ampliare il target della clientela”.
Un bel successo, quindi, per questo hotel 5 stelle, rinato a nuova vita grazie alla famiglia Zanetta che nel 2000 l’ha acquistato e poi lo ha totalmente rinnovato, affidando i lavori all’architetto Maurizio Maggi. Il progetto prevedeva un intervento globale di riqualificazione per riportare agli splendori originali la struttura nata oltre un secolo fa come villa di vacanza di un ammiraglio della regia marina italiana. Era un edificio d’epoca inizialmente dotato di sette camere e un bagno, successivamente trasformato in albergo, e passato varie volte di mano. Nel tempo, i diversi rifacimenti avevano alterato l’equilibrio delle proporzioni e degli elementi architettonici.
Ora Villa Aminta, che gode di una location straordinaria, grazie alla suggestiva vista del Lago Maggiore e delle Isole Borromee, proprio di fronte all’hotel, è stata rivalorizzata secondo lo stile tipico locale.
“Abbiamo ampliato e rinnovato tutte le camere e gli spazi comuni, ristrutturato le facciate, adeguato gli spazi esterni, aggiunto una dépendance, rifatto gli impianti, creato un business centre e acquisito la tecnologia necessaria. Volevamo offrire un’immagine semplice, elegante e classica, reinterpretando il concetto di villa familiare inizio secolo, curata in ogni dettaglio”, spiega Zanetta.
Grazie a un’accurata ricerca storico-ambientale, l’edificio è stato arricchito di una serie di elementi d’epoca che ne caratterizzano l’immagine: ferro battuto per i terrazzi oltre il primo livello, colonnine per i terrazzi della base, ferro battuto e vetro nelle verande, sempre ferro battuto per gli elementi decorativi nella pensilina e nelle colonnine d’ingresso, e nella veranda ristorante, ciottolato a mosaico nell’area d’ingresso, cromatismi bicolori per le facciate e per le finiture metalliche dei balconi. Oltre alle camere, sono state allestite anche raffinate suite a due piani. Mobili antichi, stucchi, lampadari, tappezzerie preziose, arabeschi e volute orientaleggianti, in omaggio allo storico rapporto con la Repubblica di Venezia “porta dell’Oriente”, contribuiscono ad arricchire gli interni di Villa Aminta di fascino quasi fiabesco.
“Tutto è stato pensato nei particolari per rispecchiare la bellezza dei luoghi”, asserisce il proprietario che gestisce l’albergo insieme alla figlia Daniela, che in albergo è letteralmente nata e ha seguito la vocazione di famiglia, ormai alla terza generazione di tradizione alberghiera. “Chi pranza nel nostro ristorante I mori, ad esempio, si trova immerso in un’autentica serra ricca di fiori e profumi, la più bella del lago”.

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