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Residencehotels: l’importante è sapersi mettere in gioco

Di Giorgio Bini, 27 settembre 2018

«L’ideale è puntare sulle proprie esperienze acquisite, ma ancora di più far vedere davvero il carattere che si ha. Perché noi abbiamo bisogno di persone giovani, dinamiche, pronte al cambiamento. Il settore turistico è in continua modifica e il personale deve essere in grado di star dietro alle evoluzioni del comparto, o meglio ancora di anticipare i tempi». Sono i consigli che la hr manager di Residencehotels, Wilma Gatta, si sente di dare ai visitatori intenzionati a incontrare i selezionatori del gruppo trentino in occasione del prossimo Tfp Summit. La compagnia vanta oggi sette strutture tra residence, hotel o garni b&b in Val Gardena e in Val di Fassa, nonché a Madonna di Campiglio e a San Martino di Castrozza. «Il nostro candidato ideale deve amare l’ambiente in cui andrà a lavorare. Il cliente, che va in montagna e nelle nostre strutture, è infatti generalmente riservato, cerca tranquillità e vuole un rapporto non invasivo con chi lavora in albergo. Da noi la discrezione è molto importante», sottolinea ancora Wilma Gatta. A fronte di tali richieste, Residencehotels si impegna a investire sempre di più sui propri dipendenti, tramite iniziative di formazione interna e insieme a consulenti esterni, «in modo che ogni nostro collaboratore metta davvero il cliente al centro di tutto». Riguardo infine il tradizionale dilemma talento – esperienza, «essendo una catena, noi spesso preferiamo persone con meno storia lavorativa alle spalle, ma disposta a mettersi davvero in gioco», conclude la hr manager di Residencehotels.

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