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Reputazione: gadget o necessità?

Di Antonio Caneva, 29 gennaio 2010

Talvolta mi soffermo a considerare una circostanza: nell’industria dell’ospitalità il costo delle risorse umane in rapporto al fatturato è pari, in certi casi, al 40% dei ricavi; un dato oggettivo, freddo, accettato nella sua chiarezza.
Proviamo allora a individuare come siamo arrivati a produrre quel 100% (su cui il costo del lavoro incide per il 40%): per raggiungere quell’importo si sono acquisiti immobili e arredi, creato organizzazioni, sviluppato programmi di marketing e pubblicità, spesso realizzato linee di ristorazione, acquistato merci, beni e servizi, sottoscritto contratti di fornitura e manutenzione, partecipato a fiere ed eventi, riconosciuto interessi passivi a banche e sottoscrittori, pagato tasse e così di seguito. Un impegno importante, come importante e impegnativa è l’attività di chi fa ospitalità e ristorazione.
Dopo aver soddisfatto i costi relativi alle risorse umane, il 60% dei ricavi rimanenti deve quindi essere sufficiente a coprire tutti gli altri costi, oltre a consentire un giusto reddito all’impresa, e questo dà il senso di quanto importanti siano le risorse umane in azienda: se non fossero indispensabili, sicuramente si sarebbero individuate soluzioni meno impegnative.
Per definizione l’ospitalità è labour intensive. Pertanto, una volta accettato questo principio, viene naturale chiedersi se questi soldi, pesanti, sono spesi bene. Io sono del parere che ogni toppa ha la sua chiave e che i migliori collaboratori siano quelli che, per preparazione e formazione personale, meglio si attaglino alla organizzazione in cui sono inseriti. Ma bisogna individuarli e, per individuarli, bisogna attrarli.
Non importa in che segmento dell’industria si operi, lusso, business, economy, villaggi, ristorazione stellata o industriale o altro ancora, quello che è importante è godere della giusta reputazione per essere scelti dai migliori collaboratori. Sì, lo so che starò facendo inorridire alcuni imprenditori: ho detto scelti dai propri futuri collaboratori. La reputazione di cui gode un’azienda è lo strumento primo che consente di ottimizzare questa enorme massa di denaro, che incide così pesantemente sulla propria attività, consentendo di interfacciare valide risorse umane che, una volta inserite nell’organizzazione, diano valore all’attività.
Al di là delle riflessioni che ognuno può fare sull’argomento, esistono ormai importanti riconoscimenti nazionali e internazionali che identificano e premiano le aziende più attente alla propria reputazione verso il mondo del lavoro e credo che dibattere su questo argomento sarà, nel prossimo futuro, una delle tematiche portanti su cui riflettere.

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