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Qui la gastronomia ha antiche radici

Di Anna Goffi, 2 marzo 2007

Inverno decisamente ricco per la città di Lucca che proprio in questa stagione, solitamente di scarso afflusso turistico, ha promosso una serie di eventi per attirare nuovo pubblico. Tra le iniziative presentate, quella di maggior rilievo è stata sicuramente «Anteprima oli della costa toscana», una mostra-mercato dell’olio extravergine d’oliva igp, dop, bio delle province di Lucca, Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa. La manifestazione, a cura della Camera di commercio di Lucca in collaborazione con Vinolia scrl, è giunta alla seconda edizione.
«Un’occasione nata da poco», ha sottolineato Marta Piacente, manager della Camera di commercio di Lucca, «che si pone l’obiettivo di celebrare Lucca e il suo territorio valorizzando l’eccellenza dell’olio extravergine d’oliva e degli altri prodotti tipici locali, attraverso appuntamenti dedicati alla riscoperta dei luoghi e dei sapori tradizionali: dalla produzione artigianale alla mostra-mercato. Un evento che ha tutti i presupposti per svilupparsi sempre più e diventare una grande vetrina sull’eccellenza degli extravergini della costa toscana. Non a caso, sono presenti in bella mostra oli di gran pregio come quello di Lucca, che da circa un anno ha ottenuto il riconoscimento dop».
Non solo. In contemporanea si è svolto «Il bello e il buono», una mostra-mercato dei prodotti tipici della Garfagnana e della Valle del Serchio, tra cui spiccavano 17 diverse varietà di fagioli. Inoltre, alcuni laboratori del gusto con degustazione di piatti tipici, mentre nei migliori ristoranti di Lucca e dintorni venivano offerti menù degustazione con carta di oli e vini tipici.
La tradizione culinaria qui ha antiche radici e, per fortuna, si può assaporare anche al di fuori di questo evento. C’è, infatti, chi ha fatto della cucina lucchese il proprio cavallo di battaglia, proponendo tutto l’anno profumi e sapori che caratterizzano la qualità della cucina locale. Ne è un classico esempio la Buca di S. Antonio, locale storico esistente dal 1782, posto nel centro di Lucca e che da sempre propone deliziose zuppe, secondi a base di capretti e agnelli della media valle, stoccafisso e baccalà, farro, ceci e fagioli. Questi ultimi certamente non trovabili ovunque e non comuni, come il fagiolo Cannellino di S. Ginese, bianco a pasta burrosa e morbida, o il fagiolo Scritto di Lucca chiamato così per le sue striature, simile al borlotto ma più delicato e gustoso; o, ancora, il fagiolo Rosso di Lucca dal sapore intenso e gradevole, ideale in passati e zuppe.
Tutte produzioni territoriali che rischiavano l’estinzione e che sono state riportate in produzione grazie anche all’intervento degli Agricoltori custodi, un’associazione che opera per il recupero, la tutela e la valorizzazione delle produzioni tipiche.
«Del resto la Lucchesia», ha dichiarato Fabio Tognetti, segretario organizzativo di Vinolia e autore, insieme a Claudio Mollo, di Mangiar Lucchese, racconti di cucina, vigne e frantoi delle terre di Lucca, «offre incredibili risorse, decisamente uniche sul piano artistico e paesaggistico, ma soprattutto dal punto di vista agricolo ed enogastronomico. Tipica di questi luoghi, per esempio, è la farina di Formenton 8 file della Garfagnana, un’antica varietà di mais che presenta caratteristiche visive e organolettiche di particolare qualità. Di fatto questa nostra zona, per il suo microclima e per la vicinanza al mare, può contare su una cucina variata e ricchissima di sapori, visto che si avvale di materie prime provenienti dalla terra, dal fiume, dal mare e dalla Garfagnana».

I tesori di Lucca

Lucca è una deliziosa città medievale circondata da mura. Numerosi i luoghi di interesse da visitare. Oltre al centro storico con il duomo, che tra l’altro ospita lo splendido monumento funebre a Ilaria del Carretto, capolavoro di Jacopo della Quercia e una delle più alte creazioni scultoree del ‘400, esiste una Lucca segreta e meno conosciuta che vale la pena di scoprire. Per esempio, i sotterranei della basilica monumentale di S. Frediano e della ex chiesa di San Quirico all’Olivo; la collezione di pergamene longobarde custodite nell’archivio arcivescovile; le ville monumentali di Lucca e Capannori; l’insediamento rurale di Fossa Nera, Porcari con le sue 100 fattorie romane.

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