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Quando l’illuminazione si fa arte

Di Giorgio Bini, 12 marzo 2010

Firmitas, utilitas, venustas. Secondo l’ingegner Alessandro Policarpo è niente di meno che la perfezione della triade vitruviana a presiedere ogni progetto di illuminazione artistica basato sul vetro. «Leggero e resistente, componibile, modulare, prezioso ma soprattutto vero», spiega uno dei fondatori di Multiforme – Officine del Vetro, «è un materiale che non finge mai di essere altro: non deve, infatti, essere necessariamente colorato, trattato, mascherato, come avviene spesso in altri casi. E poi non è neppure soggetto alle mode: basti pensare a certe opere di 200 anni fa che ancora oggi restauriamo per dare loro nuova vita, magari in ambienti assolutamente moderni. Il vetro, insomma, travalica la differenza tra classico e contemporaneo. Non fa finta di essere moderno, lo è intrinsecamente. In fondo, molte delle grandi realizzazioni architettoniche e di design del Novecento sarebbero impensabili senza il vetro. Mi vengono per esempio in mente alcune opere di Giò Ponti e Carlo Scarpa, fino ad arrivare alle follie kitsch di Jeff Koons. Ma l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo».
Domanda. Il vetro, dunque, quale materiale adattabile a molti ambienti e situazioni differenti.
Risposta. Sta bene con tutto. Ed è adatto a ogni stile. Con il vetro si possono, per esempio, creare delle forme settecentesche a cui poi, magari, dare un tocco di modernità, utilizzando dei colori contemporanei. Oppure si possono plasmare dei disegni liberty, adornati da cristalli e paralumi realizzati con tessuti di pregio. O ancora, linee di design inedite alimentate con nuove soluzioni tecnologiche. Perché il vetro non ha forma, ma le può assumere tutte: è un materiale magico, capace di rendere reali gli sfumati contorni di un’idea.
D. Un vantaggio notevole per chi, come gli albergatori, ama caratterizzare i propri ambienti con diversi giochi di luce e atmosfere luminose.
R. Proprio così: soprattutto oggi che in molti hotel convivono spazi e luoghi arredati con tecnologie e stili diversi, capaci di dare a ciascun ambiente un carattere differenziante e dalla forte personalità. E poi la recente temperie economica ha spinto molti albergatori a orientarsi nuovamente verso i materiali di pregio. E il vetro può rappresentare sicuramente un investimento a lungo termine, capace di garantire un grande valore aggiunto e di amplificare il valore di tutti gli arredi, grazie a soluzioni che sono spesso delle vere e proprie opere d’arte. Negli ultimi tempi, inoltre, si sta assistendo anche a un generale ritorno verso la qualità, soprattutto del made in Italy e dei materiali che hanno fatto la nostra storia. E il vetro ricopre sicuramente un ruolo di rilievo nella plurimillenaria vicenda artistica della nostra penisola.
D. Come nasce e si sviluppa allora la collaborazione con gli alberghi?
R. Non esiste un percorso standard. Le idee iniziali, per esempio, possono venire dallo stesso committente, oppure dall’architetto o dall’interior designer. Ma spesso gli albergatori si presentano da noi senza un progetto preciso, solo con una vaga ipotesi basata sui propri desiderata. Siamo noi, a quel punto, a formulare un’idea e, tramite una procedura che oserei paragonare alla maieutica di socratica memoria, a definire un progetto completo, disegnato sulle specifiche esigenze di ogni singolo cliente. Ci piace soprattutto pensare che la nostra azienda riesca sempre a garantire la medesima professionalità a tutti: sia nel caso di piccole installazioni, sia in situazioni di lighting contract particolarmente articolati.
D. E dopo la definizione dell’idea iniziale?
R. Continuiamo a confrontarci maieuticamente con i nostri clienti anche durante le fasi di sviluppo e messa in opera. Solitamente se ne occupa il nostro ufficio tecnico, che possiede tutto il know how specifico, in termini illuminotecnici, funzionali e normativi, per portare avanti il progetto fino alla sua conclusione. Noi, insomma, garantiamo la gestione completa della commessa: dall’idea alla realizzazione, fino alla manutenzione nel tempo.
D. Che tipologia di hotel si rivolge solitamente a voi?
R. Chiunque conosca la differenza che passa tra una lampadina e un lampadario. Perché non è sempre necessario fare grossi investimenti. L’essenziale è ottenere il meglio con quello che si può. La tecnologia, inoltre, aiuta perché, se applicata con cognizione di causa, permette pure un notevole miglioramento dell’efficienza energetica, con ricadute benefiche sia in termini di sostenibilità ambientale, sia in tema di razionalizzazione delle spese. Noi, perciò, collaboriamo con alberghi, spa e relais indipendenti o di catena, ma anche con piccole strutture iper curate e hotel a conduzione familiare. Semplicemente calibriamo le nostre proposte sulle soluzioni più adatte a ciascun budget. Quello che veramente conta, infatti, non sono tanto le stelle, quanto lo stile: il piacere del materiale, l’amore per i prodotti di pregio e, ai livelli più alti, il lusso inteso non come sfarzo o volgarità ma come qualità superiore. Un lusso, in particolare, che deve avere vita lunga e, come tutte le vite, sapere adeguarsi alle evoluzioni delle esigenze funzionali e formali dell’ambiente in cui si trova.
D. Se tante sono le soluzioni quanti sono i clienti che si rivolgono a voi, qual è allora il vostro tratto distintivo, il minimo comun denominatore sotteso a ogni vostro prodotto?
R. I nostri sono tutti articoli di illuminazione artistica, con funzioni decorative e gusto per il disegno e il design. Le nostre installazioni, poi, hanno sempre una triplice valenza: una di tipo dinamico, per cui la luce è un elemento di arredo di per sé, indipendentemente dalla forma della sua sorgente. Un’altra di matrice funzionale, per cui ogni apparecchio viene disegnato a partire dalle esigenze d’illuminazione specifiche. Una terza, infine, di carattere decorativo, per cui ogni opera di vetro assume un proprio valore in termini di design. Perché i nostri lampadari sono belli anche da spenti. Tanto che qualcuno li ha persino definiti la stella in più del loro albergo.

Identikit di Multiforme – Officine del Vetro

Azienda specializzata nella realizzazione di illuminazione artistica su misura e luxury lighting, Multiforme – Officine del Vetro nasce quale coronamento delle esperienze e delle carriere dei due fondatori, l’ingegner Alessandro Policarpo e Renata Zorzi, cresciuti nei campi della progettazione, dell’home decor e del lighting. La sede è a Trebaseleghe, un piccolo comune situato tra Padova e Venezia, nel cuore del distretto veneto dell’illuminazione: uno dei vanti del made in Italy. «La ricerca formale e funzionale», racconta l’ingegner Policarpo, «l’approfondimento culturale, il gusto per il progetto e lo studio del design ci permettono di essere apprezzati sul mercato con soluzioni inconfondibili, innovative e impeccabili». L’azienda è inoltre costituita da un gruppo di esperti professionisti, che comprende tecnici, creativi, grafici e architetti. Si avvale, infine, anche di una cerchia di collaboratori per ricercate lavorazioni artigianali, meccaniche, vetrarie e artistiche.

Tra teoria e pratica

La filosofia vetraria di Multiforme – Officine del Vetro è applicabile a molte realtà diverse, distanti tra loro per posizionamento geografico, livello dell’offerta ricettiva e vocazione turistica. «È così, per esempio, che a Lubiana, in Slovenia», ricorda l’ingegner Policarpo, «ci siamo confrontati con una struttura dedicata al turismo religioso, caratterizzata da ambienti molto classici e ricchissimi, di stile rococò: affreschi, stucchi, tarsi marmorei, che imponevano opere, in grado di valorizzare i vari spazi, spesso di grandi dimensioni, senza interferire. Come sempre, alla base del nostro intervento, abbiamo così posto il dialogo con la committenza: un confronto dialettico che ci ha condotto a realizzare una serie di soluzioni (punti luce coordinati sulle esigenze di ogni stanza) basate sull’utilizzo di cristallo veneziano, modellato secondo la nostra tipologia Ca’ Rezzonico, a sua volta realizzata sulla base degli esempi presenti nelle sale del celebre palazzo lagunare». Ma le installazioni di Multiforme – Officine del Vetro si possono pure trovare a Miami, negli Stati Uniti. «La committenza, in quel caso», conclude l’ingegner Policarpo, «desiderava elementi fortemente decorativi, capaci di risaltare sulle superfici bianco lucido di arredi, pareti e pavimenti dal taglio decisamente minimal. La nostra proposta si è così orientata su una soluzione di sicuro impatto, costituita da una sequenza di strutture metalliche sospese sopra i banconi del bar e decorate con centinaia di grandi coralli in vetro rosso».

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