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Quando la calcolatrice riduceva la funzionalità del cervello

Di Antonio Caneva, 15 novembre 2018

La rivoluzione digitale sta cambiando alla radice il modo di fare ospitalità. Tutto è cominciato dal mondo della distribuzione, per poi passare alla cosiddetta sharing economy. Ora al proscenio si affaccia anche la cosiddetta Internet of things, con le sue numerose declinazioni nella domotica e nell’automazione.

Ma la tecnologia naturalmente ha effetti anche su norme e processi. Il legislatore, seppure con un po’ di strutturale ritardo, si sta adeguando alle evoluzioni in corso e proprio il periodo che stiamo vivendo è testimone di due importanti debutti: la primavera scorsa è entrato in vigore il regolamento generale sulla protezione dei dati (gdpr), mentre ora si avvicina il momento della fatturazione elettronica.

Di quest’ultima novità si occupa quindi lo Speciale di oggi di Job in Tourism: come è risaputo, infatti, dal prossimo 1° gennaio, «tutti i soggetti Iva dovranno emettere e ricevere le proprie fatture esclusivamente in modalità elettronica, sia per le operazioni b2b, business to business tra i titolari di partita Iva, sia con riferimento alle operazioni b2c, business to consumer, verso i clienti finali», racconta Gianmaria Pierro, il commercialista dello studio milanese Elpaco che ci spiegherà nel dettaglio in cosa consista esattamente la nuova norma.

Ma quali sono le soluzioni pratiche a disposizione delle imprese dell’ospitalità? Lo scopriremo dalla viva voce dei principali fornitori It attivi sul mercato italiano, che ci racconteranno anche quale sia il loro approccio alla progettazione e alla realizzazione di funzionalità e programmi appositamente tagliati sulla misura delle aziende dell’ospitalità. Il tutto senza dimenticare un pizzico di storia. Non sono in fondo passati poi così tanti anni da quando «il conto lo facevi a mano», ricorda il responsabile della divisione consulenza di Job in Tourism, Dennis Zambon, con il suo consueto stile frizzante: «Il capo sosteneva che l’uso della calcolatrice riduceva la funzionalità del cervello provocando una eccessiva moria di neuroni».

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