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Quando il lavoro è divertimento

Di Antonio Rana, 10 dicembre 2004

In Italia sono attivi 139 parchi che occupano una superficie totale valutabile intorno ai 14 milioni di metri quadrati. Nel 2003 il giro d’affari realizzato da questo comparto industriale ammontava a 295 milioni di euro, il 12,2% in più rispetto al 2002. L’incremento della domanda è stato favorito soprattutto dalle buone condizioni climatiche. Il caldo dello scorso anno ha favorito principalmente i parchi acquatici. È anche positiva la performance di quelli tematici, che rappresentano poco più della metà del fatturato del comparto. Seguono per ordine di importanza i parchi faunistici e le miniature, dove la crescita è sull’ordine del 4-5%. Sono meno rilevanti in termini di fatturato i risultati dei didattici e dei family playground. Negli ultimi cinque anni il valore del giro d’affari del settore è aumentato dell’1,7%.
La stagnazione dei consumi destinati al tempo libero da parte di famiglie e individui non fa pronosticare un sensibile incremento del valore della domanda. Il 2004 è stato caratterizzato dall’assenza di lunghi ponti festivi, ma il clima è stato favorevole per gli spostamenti. Si può perciò valutare che il numero di presenze nei parchi a tema italiani sia aumentato di un milione di clienti, salendo così a 26 milioni per un giro d’affari intorno a 305 milioni di euro, il 3,4% in più rispetto al 2003.

Il sistema occupazionale dei parchi a tema
Nei 139 parchi italiani si contano 5.900 addetti, l’1,7% in più rispetto al 2002. Gardaland, Luneur e Mirabilandia sono i parchi con il maggior numero di occupati, poiché concentrano oltre un quinto degli addetti totali. Aquafan e Magic World sono le altre strutture di una certa rilevanza occupazionale.
Il numero degli occupati dipende dalle aperture stagionali e soprattutto nel periodo estivo, cioè quando vengono aperti i parchi acquatici. L’industria del divertimento e dei parchi a tema prevede inoltre una serie di figure specializzate come biologi marini, geologi, musicisti, attori, ovverosia i professionisti della natura e del divertimento. Per l’industria parco la cultura delle risorse umane si deve perciò basare sui valori dell’entusiasmo, della job-rotation, dello spirito di squadra, degli stili di direzione partecipativa e di efficaci ed efficienti livelli di comunicazione interna. E anche sul fronte commerciale la forza vendita deve possedere un adeguato livello di competenza per identificare e scegliere le adeguate spinte promozionali e commerciali sui target di riferimento, che possono essere famiglie, gruppi, associazioni, aziende, tour operator, agenzie di viaggio o bus operator.
La prima capacità che l’addetto deve possedere è l’attitudine alle relazioni interpersonali, oltre a una buona conoscenza delle lingue estere e a un titolo di studio specialistico. Il biologo deve conoscere il tipo di alimentazione per la fauna marina, il botanico deve saper ricostruire le ambientazioni naturali, il geologo deve strutturare i terreni in modo adeguato. In definitiva, gli operatori dei parchi tematici cercano figure non ancora di facile reperimento sul mercato del lavoro, poiché il percorso di studi e di preparazione professionale è specializzato e lontano dai canoni abituali cui i giovani che escono dalle scuole superiori non sono ancora completamente abituati a pensare. Alle volte, infatti, i grandi parchi italiani debbono organizzare dei veri e propri corsi professionali per la formazione interna.
Un vincolo allo sviluppo di tali figure dipende dal fatto che la gran parte dell’occupazione offerta dai parchi è stagionale e reclutata con le formule dei contratti a termine, modalità che in genere fa arricciare il naso a giovani alla ricerca del posto fisso. Ma la tendenziale destagionalizzazione dell’attività grazie all’apertura annuale e alla diversificazione delle attività per rendere il parco indipendente da variabili esogene come le condizioni climatiche, i periodi scolastici, le ferie, la presenza di ponti e di festività, potrà portare gli stessi operatori del settore a rivedere le modalità contrattuali. Ciò dipenderà anche dalla necessità di una regolamentazione della contrattazione collettiva nazionale ed aziendale.
La necessità di avere a disposizione risorse umane giovani e dinamiche spinge peraltro qualche operatore a rinnovare completamente il personale da un anno all’altro. Tale fenomeno accentua la mobilità geografica, soprattutto di studenti e giovani alla ricerca di prima occupazione, grazie anche alla realizzazione di convenzioni con scuole ed enti di formazione. Sono però anche frequenti i casi di addetti che s’innamorano del proprio lavoro, nel qual caso preferiscono mettere radici, contribuendo con il loro know how e background professionale a sviluppare in modo più proficuo l’attività del parco. Per tali figure lavoro e divertimento hanno lo stesso significato.

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