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Qualità della vita, turismo di qualità

Di Massimiliano Sarti, 2 marzo 2007

Il turismo, nel senso contemporaneo del termine, è nato qui. Alla fine del XIX secolo nelle località marine che punteggiano il Golfo del Tigullio, sulla riviera ligure di Levante, sorgevano i primi alberghi di lusso: Portofino, Rapallo, Santa Margherita Ligure erano le regine assolute del jet set del tempo. Poi arrivano gli anni ’70 del 1900, con la trasformazione del turismo in un fenomeno di massa. Nuovi collegamenti consentono di viaggiare verso esotiche mete prima irraggiungibili e per quest’angolo di Liguria inizia un lento declino.
Eppure il Tigullio conserva immutato il proprio fascino. Soprattutto fra i turisti stranieri, Portofino è ancora considerata uno dei luoghi della dolce vita. La zona mantiene, nonostante tutto, la propria vocazione turistica. Le istituzioni e gli imprenditori privati cercano nuove strategie per recuperare il terreno perduto, idee originali per innescare un rinnovato ciclo d’espansione. Nasce così, tra le altre iniziative, Portofino Coast: creato nel 1987, è un consorzio a partecipazione pubblica e privata che si prefigge di valorizzare e promuovere la destinazione tramite una serie di programmi che individuano quali fattori strategici dell’offerta turistica la ricerca della qualità, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico armonico e sostenibile, la collaborazione tra pubbliche istituzioni e imprenditoria privata, il rapporto tra costa ed entroterra.
Il consorzio coinvolge inizialmente solo l’area strettamente collegata al Golfo del Tigullio, ma il successo dell’istituzione allarga ben presto la sua sfera d’azione. Oggi Portofino Coast rappresenta una vasta regione che va da Recco fino a Moneglia, e la sua capacità di disegnare lo sviluppo turistico del territorio degli ultimi 20 anni ha consentito la rinascita delle strutture alberghiere che, riaperte o rinnovate, si pongono all’avanguardia nel panorama turistico internazionale.
I dati del 2006 per il Tigullio non fanno che confermare questo trend positivo, con un lieve incremento nel flusso di turisti italiani, il consolidamento delle presenze di nordamericani e la novità costituita dall’arrivo di svedesi e norvegesi. Ma sono soprattutto i mesi invernali a inizio anno ad avere fatto registrare i migliori risultati grazie a un ingente flusso di australiani, in particolare a Portofino e Santa Margherita che, con Rapallo, sono i tre comuni parte del consorzio. Proprio Santa Margherita, con circa 300 mila presenze turistiche annue, è stata protagonista di un 2006 particolarmente positivo, con una crescita superiore al 7% negli arrivi totali e un +10% in quelli internazionali. Un risultato frutto di una politica di promozione del territorio e di investimenti mirati per la valorizzazione della destinazione.
«La nostra città», spiega il sindaco di Santa Margherita, Claudio Marsano, «ha saputo mantenere elevata la qualità della vita nel corso del tempo. Basta osservare le foto dei primi del ‘900 e confrontarle con quelle dei giorni nostri per accorgersi che poco o nulla è cambiato, che nessun intervento urbanistico ha avuto un impatto devastante sotto il profilo ambientale». L’attuale offerta ricettiva del comune, spalmato su una superficie di 10 chilometri quadrati, è di circa 1.500 posti, in hotel da tre a cinque stelle, e di circa 500 in agriturismo. Buoni i collegamenti ferroviari, mentre l’aeroporto si trova a soli 40 minuti d’auto. «Il nostro obiettivo è quello di attirare un turismo di qualità», prosegue il sindaco. «Per questo motivo stiamo investendo molto in infrastrutture e progetti che migliorino ambiente, vivibilità e offerta turistica della città. Abbiamo ristrutturato, per esempio, il complesso di Villa Durazzo, che vuole diventare un nuovo punto di riferimento per le attività congressuali nella regione. Ma stiamo lavorando anche per disincentivare l’utilizzo di auto private: recentemente sono terminati i lavori per un nuovo parcheggio da 400 posti e abbiamo potenziato la rete del servizio di trasporto pubblico. Tra i piani futuri c’è quello di ampliare il centro storico, pedonalizzando sempre più aree del comune, e di suddividere la città in quattro zone, in modo da introdurre i ticket anche per il parcheggio dei residenti. Il mio sogno è quello di poter vedere un giorno circolare solo vetture elettriche».
L’impegno del comune si evidenzia anche nei piani d’ingrandimento del porto turistico e di miglioramento del waterfront. Nella zona degli ex cantieri Spontini è già in programmazione la realizzazione di un centro benessere pubblico con piscina. «È ora allo studio un progetto che ci sta particolarmente a cuore», conclude Marsano. «Si tratta di unire il parco regionale di Portofino e l’area marina protetta di Portofino, dei quali il nostro comune è parte, in un unico parco naturale terracqueo. Ma il nostro impegno per la preservazione dell’ambiente si palesa anche in misure legislative ad hoc che tendono a limitare la costruzione di nuovi edifici».
Dal lato dell’offerta ricettiva privata, l’area attorno al Golfo del Tigullio è oggetto di alcuni interessanti investimenti. Proprio a Santa Margherita è in corso la ristrutturazione del vecchio ospedale in una struttura alberghiera a tre-quattro stelle di 35-40 camere. Due hotel a tre stelle sono in costruzione anche a Camogli, e un altro a Sori. Uno sviluppo che può generare un nuovo ciclo espansivo grazie anche al rinnovato impegno della regione, che in questo periodo sta realizzando il nuovo pacchetto «Qualità Liguria»: un progetto per il sostegno, il finanziamento, la riqualificazione e l’aggregazione delle piccole e medie imprese del settore ricettivo.

Così si investe in qualità ambientale, vivibilità e infrastrutture turistiche

• Restauro dei giardini di Villa Durazzo (1,8 milioni)
• Restyling del collegamento tra il centro e la periferia (1,2 milioni)
• Nuovo centro benessere e piscina pubblica (4,5 milioni)
• Allungamento del molo e costruzione della diga di sottoflutto – progetto ancora in fase di dibattito – (13 milioni)
• Ripavimentazione e pedonalizzazione di alcune zone della città (1,7 milioni)
• Depuratore delle acque fognarie di ultima generazione (9 milioni)
• Riqualificazione zone collinari (500 mila)
• Progetto riscaldamento con pannelli fotovoltaici (340 mila)
• Riqualificazione della zona adibita alla trasformazione dei rifiuti solidi urbani e potenziamento del sistema di raccolta differenziata (3,5 milioni)
(N.B.:Le cifre tra parentesi si riferiscono alla stima dell’investimento per ogni singolo intervento, espressa in euro)

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