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Quale normativa per la pubblicazione?

Di Antonio Caneva, 13 settembre 2012

Viviamo in un’era complessa: certezze acquisite, modalità di comportamento consolidate e considerate corrette finiscono, con sorpresa, per non rivelarsi tali.
Recentemente la guardia di finanza, su incarico del garante della privacy, ha applicato pesanti sanzioni (nell’ordine delle decine di migliaia di euro) a inserzionisti che, in buona fede, hanno fatto pubblicare annunci di ricerca di personale.
Sino a ora era dato per acquisito che fosse sufficiente – necessario indicare nelle inserzioni la consueta dicitura relativa all’autorizzazione al trattamento dei dati personali con riferimento alla legge 196-2003, perché le stesse fossero a norma. Questo approccio era tale anche nelle più importanti testate nazionali, pertanto le indagini della guardia di finanza hanno colto tutti di sorpresa.
In un momento in cui si sottolinea il crollo d’occupazione, le aziende che intendono assumere sono penalizzate pur avendo agito in buona fede? Così purtroppo è.
Venuti a conoscenza di questa vicissitudine, ci siamo fatti parte diligente e abbiamo incaricato il nostro legale di contattare il garante della privacy per avere una risposta autentica circa le informazioni che l’inserzionista deve fornire per essere in regola.
Vi diciamo subito che non abbiamo ricevuto una pronta risposta ma, dopo un sollecito, è stata fornita una copiosa documentazione che in sintesi può essere tradotta come segue. In ogni inserzione di ricerca diretta deve apparire questa frase: «Nel curriculum vanno indicati i dati necessari a valutare il profilo del candidato. Saranno utilizzati con modalità strettamente riferite a questa selezione. In caso di esito negativo saranno cancellati al termine della selezione. Per ogni informazione relativa alla raccolta e al trattamento dei dati, alla possibilità di integrazione, modifica, aggiornamento e cancellazione, e per l’esercizio dei diritti previsti dall’art. 7 dlgs 196 – 2003 collegatevi a www…» e con un clic sull’indirizzo web il candidato dovrebbe poter accedere alle informazioni presenti nel sito (quali sono potrete vedere cliccando qui).
In alternativa le informazioni, invece che nel sito, possono essere comunicate da un risponditore telefonico.
Non è complicato e poi, una volta pubblicate le informazioni nel proprio sito, le stesse saranno valide fino a eventuali cambiamenti che dovessero intervenire.
Ciò che resta di questa storia è il malessere nel riscontrare le difficoltà che si incontrano nel fare impresa e che anche le azioni più semplici possono essere fonti di grossi dispiaceri. Talvolta si è portati a chiedersi se vale veramente la pena. E a questa domanda ognuno ha la propria risposta.

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