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Promuovere le punte di diamante

Di Massimiliano Sarti, 18 dicembre 2009

Meno carta stampata e più web, maggiore presenza alle fiere dedicate agli operatori di settore, razionalizzazione degli sforzi in direzione dei macro-eventi. Sono tre delle linee guida che presiederanno all’azione di promozione e marketing di Ticino turismo per il 2010. «L’idea è quella di concentrare ulteriormente le nostre risorse verso le attività in grado di generare maggiori ritorni», spiega il vicedirettore head of marketing & communications di Ticino turismo, Patrick Lardi. «Il piano si inserisce peraltro in una più vasta operazione di revisione delle strategie di marketing che il nostro ente di promozione sta portando avanti ormai da un paio d’anni. Dall’avvento alla presidenza, cioè, di Marco Solari, che ha dato il via a una fase di riassetto operativo dell’intero ente Ticino turismo».
Grande attenzione è così oggi posta nei confronti dei new media, tanto che è stata recentemente attivata una collaborazione diretta con un account Google. «Ma non solo», prosegue Lardi. «Una delle nostre priorità è quella di razionalizzare gli investimenti. Vorremmo, in altre parole, evitare di occupare molte risorse, soprattutto in termini di ore di lavoro, nella cura e nella realizzazione di micro-eventi dalla relativa risonanza mediatica, per concentrare la nostra azione soprattutto verso le iniziative più importanti. Intendiamo inoltre capovolgere il preconcetto, diffuso in molti enti turistici, per cui le attività di promozione istituzionali dovrebbero concentrarsi prevalentemente sulla valorizzazione delle aree più sfavorite, o meno note al grande pubblico, per allinearne i flussi turistici a quelli delle destinazioni top del territorio di competenza. Noi riteniamo, infatti, più utile promuovere le nostre punte di diamante, in modo da innescare una sorta di effetto traino in grado di beneficiare anche le altre aree del Cantone».
Al di là delle enunciazioni di principio, però, l’azione di Ticino turismo si concretizza in numerosi progetti dagli specifici contenuti. «Recentemente, per esempio», specifica Lardi, «abbiamo attivato la prima edizione di una campagna dal titolo Emozioni Ticino, dedicata, in particolare, al mercato della fascia pedemontana italiana, compresa tra le province di Novara e Bergamo. L’obiettivo è quello di far diventare la nostra destinazione una meta privilegiata per gli short break autunnali. La campagna, che nelle nostre intenzioni dovrebbe essere replicata ogni anno, è costata circa 800 mila franchi ed è stata finanziata dalle principali associazioni economiche del territorio».
Coinvolgere tutti i protagonisti dell’imprenditoria ticinese nella valorizzazione della regione è, infatti, una delle principali priorità dell’ente. «Anche perché una buona fetta dei nostri finanziamenti è sempre tradizionalmente provenuta dai casinò», ammette Lardi. «Ma la progressiva diffusione del gioco d’azzardo on-line e l’ipotesi, recentemente ventilata dal governo italiano, di sviluppare nuove case da gioco nella vicina penisola stanno intaccando i rendimenti del settore. La nuova politica di Ticino turismo sta perciò convincendo numerosi operatori economici del territorio a contribuire alle nostre iniziative e, per il 2010, ci ha garantito un budget marketing di tutto rispetto, pari a 7,5 milioni di franchi complessivi, di cui 4,5 milioni destinati direttamente alle azioni promozionali».
Tale intensa attività di comunicazione e marketing è peraltro accompagnata da un grande fervore d’investimenti in opere infrastrutturali, che sta interessando l’intera area del ticinese. «Si parla di realizzazioni per alcune centinaia di milioni di franchi», conclude Lardi. «Tra queste, merita di essere senz’altro considerata la ristrutturazione del wellness hotel Kurhaus Cademario, destinato a diventare uno spa-resort a vocazione lusso da 4-5 stelle. L’imprenditore Silvio Tarchini, invece, è intenzionato a trasformare l’ex sanatorio di Agra, non lontano da Lugano, in un complesso con appartamenti, albergo e centro benessere. Inoltre è in fase di progettazione l’allungamento della pista aeroportuale di Lugano: uno scalo spesso frequentato dai viaggiatori italiani, per la rapidità delle procedure di check-in rispetto agli scali lombardi. Infine, non si può dimenticare il 2017. Una data cruciale per l’intera Confederazione Elvetica, perché coinciderà con l’inaugurazione del nuovo traforo del San Gottardo: un tunnel di ben 57 chilometri, che collegherà direttamente tra loro le località di Erstfeld e Bodio, rispettivamente nei Cantoni Uri e Ticino, permettendo ai treni di spostarsi da Milano a Zurigo in sole 2 ore e 40 minuti. Una grande occasione per noi, non solo in termini di accessibilità. Lo spostamento dell’intero flusso di traffico all’interno della montagna potrà, infatti, anche trasformarsi in una grande opportunità di valorizzazione dei nostri territori montani limitrofi, quali luoghi ideali di relax, alla riscoperta della natura e dei ritmi lenti del benessere al riparo dalla frenesia del quotidiano».

Un 2009 soddisfacente

Una sostanziale tenuta. I dati sul turismo ticinese parlano chiaro: i risultati di uno degli anni economicamente peggiori della recente storia globale testimoniano di un sostanziale pareggio rispetto al 2008, in termini sia di pernottamenti sia di fatturato. «Si tratta di numeri naturalmente non ancora definitivi», racconta Lardi, «ma ormai abbastanza consolidati da permetterci di tracciare un bilancio consuntivo. È questo un risultato davvero importante per noi, perché segna un’inversione di tendenza rispetto ai trend passati, quando il Ticino era sempre l’ultimo Cantone elvetico a uscire dai periodi di crisi. Quest’anno, invece, noi ci siamo sostanzialmente mantenuti sugli stessi livelli degli scorsi dodici mesi, mentre la Confederazione Elvetica, nel suo complesso, ha registrato in media un calo del 6% del numero dei pernottamenti».

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