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Progettare un resort: i punti fondamentali

Coinvolgere fin dall’inizio un pool di esperti dell’operatività significa porre le basi per un complesso concepito in funzione dell’ottimizzazione delle vendite e del contenimento dei costi

Coinvolgere fin dall’inizio un pool di esperti dell’operatività significa porre le basi per un complesso

Di Santo Alba, 24 Febbraio 2019

Santo Alba

Prosegue il nostro viaggio in compagnia di Santo Alba nel mondo dei resort. Dopo la panoramica generale uscita lo scorso dicembre, ecco ora un accurato approfondimento su come approcciare al meglio un piano di fattibilità dedicato a questa particolare tipologia di strutture ricettive

Esistono oggi un’infinità di parametri su cui basare un piano di fattibilità affidabile: metrature cubature, ottimizzazione dei consumi energetici, costi di gestione… Eppure, malgrado tutto ciò, non è raro che i professionisti incaricati di gestire le strutture si trovino a confrontarsi con contesti penalizzanti.

Spesso e volentieri gli investitori che hanno in mente di realizzare un resort si rivolgono infatti a bravissimi e costosissimi architetti che, senza ombra di dubbio, fanno quasi sempre un lavoro eccellente in termini di stile e design. Purtroppo, però, gli esperti dell’operatività non vengono coinvolti con altrettanta frequenza e soprattutto non nelle fasi iniziali del progetto. Una mancanza che poi si paga immancabilmente a cose fatte con la scarsa funzionalità della struttura. Se si tiene conto che spesso si parla di investimenti notevoli, spendere qualche migliaio di euro in più in fase di progettazione, permetterebbe invece di guadagnarne poi svariati milioni, grazie all’ottimizzazione delle vendite e al contenimento delle spese operative.

In generale, tutti i resort, di ogni parte del mondo, che siano grandi, piccoli, belli, meno belli, sono attività commerciali. E come tali hanno tre caratteristiche fondamentali in comune: devono essere commercialmente proponibili e vendibili; devono soddisfare le esigenze dei loro clienti; e soprattutto devono produrre profitti.

Si tratta di punti di assoluta importanza per la buona gestione. Bisogna perciò averli già bene in mente, nel momento stesso in cui si comincia a pensare di voler realizzare un resort. Una struttura ben concepita è infatti molto più facile da gestire: con meno costi, un miglior servizio ai clienti e soprattutto un ottimo conto economico.

In una delle mie tante esperienze passate, ho avuto l’occasione di impegnarmi con un gruppo di lavoro nella definizione di uno studio di fattibilità dedicato alla realizzazione di una serie di resort in alcune location dell’oceano Indiano. Abbiamo perciò visitato posti assolutamente paradisiaci e, presi dall’entusiasmo, abbiamo cominciato sognare a occhi aperti, immaginando le cose più fantasiose del mondo. Al ritorno, però, una volta fatti i conti con la realtà, abbiamo dovuto ripensare tutti i nostri progetti a causa di una problematica fondamentale: la mancanza di aeroporti vicini e una serie di criticità legate ai trasporti locali. In pratica, location ad altissimo potenziale con le carte in regola per diventare le nuove Seychelles non valevano l’investimento, senza che prima venissero realizzate infrastrutture adeguate.

La morale? Che ancora una volta è la destinazione la variabile principale: se si tratta di una meta già conosciuta, del tipo Maldive, Zanzibar, Bermuda, Seychelles…, il gioco è già fatto a metà: sarà facile portarci i clienti e non resta che concentrarsi sulla realizzazione della struttura. Se invece si tratta di una location nuova, ancora da lanciare, cambia tutto; e le sfide si fanno ancora più importanti, perché oltre alla struttura bisogna impegnarsi per lanciare la stessa destinazione.

Una volta completata la prima bozza, l’ideale sarebbe quindi definire uno o più gruppi di lavoro, composti da amministrativi, commerciali, tecnici e operativi di vari settori, i cui suggerimenti andrebbero attentamente valutati, prima di prendere qualsiasi decisione definitiva.

A partire da queste basi fondamentali, ecco quindi una doppia serie di consigli su come si possa migliorare la performance di un resort partendo da una buona pianificazione:

 

Location e scelta del tipo di resort da realizzare

La scelta della destinazione è di assoluta importanza: bisogna stare soprattutto molto attenti a non farsi prendere subito dall’entusiasmo, altrimenti si rischia di fare investimenti non in grado di dare in futuro il ritorno desiderato. La location, in particolare, dovrebbe essere facilmente raggiungibile in aereo senza troppi scali, così come sarebbe più che auspicabile disporre di collegamenti aerei con i principali aeroporti di provenienza del bacino d’utenza della struttura. Se per esempio si decide di lavorare almeno otto mesi l’anno con il mercato leisure e golf nordeuropeo, è bene assicurarsi che ci sia un numero adeguato di voli da e per questi paesi.

Il resort non dovrebbe inoltre essere distante più di un’ora o due al massimo dall’aeroporto di destinazione. Oggigiorno il tempo è denaro!

La location influenza infine anche la decisione definitiva in merito alla tipologia di resort che si desidera realizzare. Se si mira, per esempio, a costruire una struttura leisure pensata per lavorare con il segmento mice nei periodi di bassa stagione, sarà bene, al momento della progettazione, coinvolgere anche un gruppo di lavoro composto da affidabili professional congress organizer (pco) e fare tesoro dei loro suggerimenti,

 

Pianificazione e distribuzione dei servizi della struttura

Il gruppo di lavoro composto dagli esperti operativi dovrà simulare la futura attività della struttura senza tralasciare nessun dettaglio:

Comfort clienti e accessibilità: assicurarsi che nei parcheggi ci siano posti a sufficienza, che siano facilmente custoditi e che sia agevole il percorso dai parcheggi alla reception. Qui ci dovrà poi essere spazio sufficiente per la gestione delle procedure di check-in e dei bagagli. Gli ascensori dovranno quindi essere facilmente accessibili, mentre occorre anche prevedere montacarichi bagagli dedicati. Fondamentale è inoltre accertarsi che tutte le camere siano raggiungibili con i carrelli.

Servizi vari: assicurarsi che ci siano sufficienti ascensori di servizio e montacarichi; non è bello per un cliente ritrovarsi nell’ascensore con il facchino che trasporta carrelli di biancheria sporca…

Servizi ristorativi: un argomento da trattare con la massima attenzione; una buona e accurata pianificazione dei servizi ristorativi può infatti essere la chiave di successo del resort. Molto importante, a questo riguardo, è avere spazi funzionali e modulabili a seconda delle necessità.

Servizi congressuali: nel caso di un resort a vocazione congressuale, cosa che in genere permette alle strutture di prolungare la stagionalità, si dovranno pianificare attentamente gli spazi meeting, quelli ristorativi e il flusso della clientela. In generale, a un determinato numero di posti in sala conferenza dovrebbero corrisponderne altrettanti nelle aree deputate ai servizi ristorativi. Non solo: se si dispone di una sala congressi con una determinata capienza, occorrerà mettersi nelle condizioni di offrire altrettanti posti letti in loco o nelle immediate vicinanze.

Servizi per lo staff: si dovrà fare a monte uno studio dettagliato di quali saranno le risorse umane necessarie, analizzando anche se queste saranno disponibili in loco, o se occorrerà avvalersi di personale non del posto. In quest’ultimo caso si dovrà studiare a monte la logistica degli alloggi e dei servizi per lo staff, arrivando persino a volte a progettare un vero e proprio albergo nell’albergo. È questa una materia apparentemente banale, ma se ben ben gestita può garantire un grande valore aggiunto alla futura gestione del resort, permettendo a lungo termine di far risparmiare parecchie migliaia di euro in affitti di appartamenti e alloggi per animatori, capi servizio e staff in generale.

 

 

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