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Poteri e virtù dell’acqua

Di Massimiliano Sarti, 17 luglio 2009

Partire dal benessere interiore per raggiungere successivamente anche uno status fisico ottimale. È questa la filosofia alla base della spa dell’hotel Terme Manzi di Ischia, che poggia la forza della propria proposta wellness sui prodotti naturali e sulle virtù terapeutiche dell’acqua della fonte del Gurgitiello, su cui la stessa struttura sorge. «La nostra idea è quella di evitare le facili scorciatoie, garantite da tecniche e cosmetici dagli effetti immediati ma non duraturi. Ai nostri ospiti offriamo, invece, trattamenti completi, costruiti sulle loro specifiche esigenze e capaci di garantire un vero benessere a 360 gradi», spiega il general manager, Maria Polito.
La spa del Terme Manzi, ampia ben 1.600 metri quadrati, dispone, infatti, di un vasto panorama di proposte benessere: dall’idroterapia alle tecniche che sfruttano i principi attivi delle alghe, dai trattamenti viso a quelli per il corpo e a quelli di medicina funzionale e preventiva, dai programmi anti-cellulite a quelli contro l’adiposità localizzata. Senza dimenticare, inoltre, le proposte legate al benessere del cuoio capelluto e a un percorso bagno romano caratterizzato da un peeling profondo dell’intero organismo. «Tutti i trattamenti», prosegue Polito, «si avvalgono del prezioso contributo delle proprietà benefiche delle nostre acque termali, sia direttamente, sia tramite il loro utilizzo all’interno dei prodotti della nostra linea cosmetica esclusiva. La direttrice sanitaria del nostro centro termale, Eliana Brandi, inoltre, segue personalmente ogni ospite, a ciascuno offrendo una consulenza personalizzata e suggerendo percorsi benessere specifici».
Chi, in particolare, decide di andare al Terme Manzi per intraprendere percorsi dimagranti o disintossicanti completi, viene sottoposto a una serie di test accurati e a un colloquio approfondito, in modo da stabilire il programma più adatto alle sue esigenze. «E il rapporto con noi non termina con la fine del soggiorno, ma ciascun ospite viene seguito anche a casa, fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati», riprende Polito. «Ci tengo tuttavia a precisare che, nonostante la qualità degli interventi medico-terapeutici, un soggiorno da noi non ha nulla a che fare con quello che si può sperimentare in una clinica specializzata. Noi non proponiamo trattamenti drastici, capaci di sconvolgere gli equilibri quotidiani dei pazienti. Noi siamo e restiamo un hotel 5 stelle, dove le persone vengono per stare bene, rilassarsi, farsi coccolare e godersi una vacanza nel senso più completo del termine. E uno dei nostri segreti per conciliare trattamenti e ospitalità è sicuramente quello rappresentato dall’offerta ristorativa del nostro chef Nino Di Costanzo, capace di coniugare sapientemente piatti prelibati ed esigenze dietetiche di qualsiasi genere».
Minimo comun denominatore di entrambe le proposte, quella culinaria e quella benessere, è l’assoluta naturalità delle materie prime. «La forza di questo connubio», interviene Brandi, «risiede, ancora una volta, nelle speciali proprietà delle nostre acque. Evidenze empiriche dimostrerebbero, infatti, che esse sono in grado di riattivare il sistema immunitario degli individui, nonché di aumentare la tolleranza al glucosio, di incrementare la capacità di assimilazione delle parti migliori del cibo e, quindi, di migliorare la digestione. Ciò si aggiunge naturalmente a quelle virtù terapeutiche già riconosciute ufficialmente dal ministero della salute, relative al trattamento delle patologie delle articolazioni ossee e delle vie respiratorie».
Ma l’importanza dell’offerta wellness del Terme Manzi risiede anche nelle cifre: il 70% del fatturato totale dell’albergo proviene, direttamente o indirettamente, dal comparto benessere. «Noi siamo su un’isola, è vero», conclude Polito, «ma non immediatamente sulla costa. I nostri ospiti ci ricercano perciò soprattutto per il benessere. Attualmente, in particolare, i nostri mercati di riferimento sono rappresentati dal Nord Italia, dalla Russia, dalla Germania e, in misura minore, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Nel prossimo futuro intendiamo però espanderci anche in regioni emergenti come la Cina, il Giappone e l’India. Certo, scontiamo la relativa scarsa conoscenza della nostra isola, a livello internazionale, rispetto ad altre destinazioni limitrofe più celebri come, per esempio, Capri o la costiera amalfitana. Recentemente, inoltre, abbiamo anche risentito della pubblicità negativa dovuta alle conseguenze della dolorosa questione della spazzatura campana. Oggi perciò il nostro compito è prima di tutto quello di riqualificare l’immagine di Ischia quale destinazione d’eccellenza. Inserendo magari l’isola all’interno di circuiti virtuosi come, per esempio, gli itinerari dei tour operator internazionali, che comprendono la Toscana e Roma. Altro obiettivo è poi quello di sfruttare il florido mercato delle crociere, cercando di intercettare parte del traffico rivolto verso Capri. E siamo convinti che proprio quelle caratteristiche che hanno reso celebre Ischia nei secoli, cioè il mare e le terme, ci consentiranno di riuscire nell’intento».

Le sorgenti ischitane

Ischia deve molta della sua celebrità alle proprie fonti termali, conosciute e apprezzate fin dai tempi della colonizzazione greca, che proprio in questa zona cominciò a creare, oltre 2.700 anni fa, quell’area culturalmente omogenea poi conosciuta con il nome di Magna Grecia. Di emergenze termali sull’isola oggi ce ne sono ben 103, catalogate in 67 tipologie differenti di acque per caratteristiche e virtù terapeutiche. L’Associazione albergatori ischitana, per semplificare, le ha però suddivise tutte in due soli grossi gruppi, sostanzialmente corrispondenti ad altrettante aree dell’isola: nel comune di Barano e in parte di quello di Casamicciola, dove si trova anche il Terme Manzi, le acque sono state così classificate come bicarbonato alcaline; nei comuni di Ischia, Lacco Ameno e nella restante parte del territorio di Casamicciola, come acque cloruro sodiche.
«Le acque bicarbonato alcaline hanno princìpi tipicamente antinfiammatori, antidolorifici e miorilassanti sulle patologie croniche dell’apparato muscolare e osseo, ma possiedono anche caratteristiche antibatteriche e riequilibranti, conferitele proprio dai bicarbonati. Esercitano perciò un’ottima azione sulle mucose delle vie aeree sottoposte frequentemente a infezioni (ma non in fase acuta), nelle patologie croniche di pertinenza dermatologica e nelle dermatopatie in genere», racconta Eliana Brandi. «Le controindicazioni sono invece legate alle alte temperature delle acque (essendo ipertermali, sono sempre oltre i 39 gradi) e alla stessa loro mineralità. Non sono perciò assolutamente indicate per coloro che presentano patologie cardiovascolari, neoplastiche, infiammatorie acute e pregressi di interventi chirurgici, fratture o traumi nei precedenti nove mesi, nonché siano in stato di gravidanza e allattamento. Sono, infine, controindicate anche per chi ha l’artrite reumatoide, sia in trattamento che non, in quanto è estremamente probabile l’esacerbazione dei sintomi. Per quanto riguarda le acque cloruro sodiche, poi, esse sono, in linea generale, applicabili alle medesime patologie su cui esercitano effetti benefici quelle bicarbonato alcaline, ma con una valenza terapeutica lievemente diversa, legata soprattutto a una diversa interazione con le differenti fasi delle stesse patologie. La realtà delle acque termali dell’isola è però molto complessa. Le caratteristiche idrogeologiche di Ischia sono, infatti, particolari: in un territorio così piccolo sono rappresentate più o meno tutte le tipologie di acque termali, e fonti con punti di emergenza vicini possono presentare virtù terapeutiche assai diverse tra loro. È perciò necessario sempre approfondire e conoscere le caratteristiche proprie di ogni singola fonte prima di suggerire qualsiasi tipo di trattamento».

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