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Più benessere per i dipendenti

Di Massimiliano Sarti, 5 giugno 2009

Ci può essere chi ha intenzione di cambiare la propria polizza assicurativa e cerca un’altra compagnia a cui affidarsi, chi da quasi un anno fa 20 ore di straordinario alla settimana e chi ancora si sente vessato dai superiori o chi si preoccupa del marito che beve troppo. Sono migliaia i problemi, frequentemente di natura privata, con i quali qualsiasi lavoratore è spesso costretto ad avere a che fare. E, indipendentemente dalla loro gravità, generano tutti stress psicofisici che inevitabilmente incidono sulle performance lavorative, abbassando la produttività, l’attenzione e la qualità della propria attività professionale. Senza parlare della possibilità che tale pressione possa sfociare in reazioni radicali, che conducono inevitabilmente alla perdita dell’impiego.
Per dare l’opportunità a ciascun lavoratore di trovare un interlocutore professionale, psicologicamente competente e disponibile ad ascoltarlo in privato, nei paesi anglosassoni sono presenti sul mercato, da molti anni ormai, servizi di supporto esterno dedicati ai dipendenti delle imprese. «Si tratta di quelli che noi chiamamo Employee assistance program (Eap)», spiega il direttore di Icas international, René Marchand. «Tali programmi, in particolare, nacquero negli Stati Uniti all’epoca della seconda guerra mondiale, quando problemi di alcolismo crescente minacciavano di intaccare seriamente la produzione nelle industrie degli armamenti del paese. L’efficacia di tali interventi fu tale che il servizio, alla fine delle ostilità, si estese progressivamente anche alle imprese di altri comparti e, negli anni 80, attraversò l’Atlantico e giunse pure nel Regno Unito».
Proprio nella Gran Bretagna fu così fondata nel 1987 Icas, che, a partire dall’inizio del nuovo millennio, sta puntando a esportare i suoi Employee assistance program anche nel continente. «Il nostro successo crescente», prosegue Marchand, «si basa soprattutto sui risultati: i nostri programmi, infatti, non solo permettono un sensibile aumento dell’efficienza produttiva, nonché della soddisfazione e del legame con l’impresa del dipendente, ma consentono anche alle imprese di ottenere notevoli risparmi. In particolare, secondo stime recenti, ogni euro investito da un’azienda in un programma Eap genera mediamente un ritorno di cinque volte superiore alla spesa iniziale».
Ma come funziona esattamente un Eap? «Il nostro servizio, presente in Italia dal 2002, si modula sulle esigenze delle aziende clienti. In un Employee assistance program completo è però generalmente sempre compresa l’attivazione di un numero verde per i dipendenti e i loro familiari: i nostri esperti, appositamente formati e altamente qualificati, sono a disposizione 24 ore su 24 per rispondere a domande di carattere pratico o affrontare questioni di natura emotiva. Se un problema non dovesse poi essere risolto al telefono, una rete di professionisti psicologi e psicoterapeuti, presenti su tutto il territorio italiano, è a disposizione per terapie a breve termine. A titolo integrativo, infine, i nostri clienti possono scegliere tra una vasta gamma di corsi di formazione e iniziative di sviluppo personale come, per esempio, workshop per prevenire e gestire lo stress, percorsi legati ai temi della comunicazione, della negoziazione e della gestione dei conflitti, nonché training speciali di incentivazione e sviluppo dei dipendenti».
Icas, inoltre, si preoccupa di fornire periodicamente alle aziende dei report, rigorosamente anonimi, sull’attività di consulenza svolta, in modo da garantire alle imprese informazioni vitali sul clima lavorativo, sul benessere dei propri dipendenti e sulle questioni relazionali da affrontare. «Proprio quest’ultimo aspetto e il contatto diretto, che i nostri servizi creano tra i nostri esperti e i dipendenti, possono far sospettare a qualche human resources manager che il nostro servizio possa minacciare, almeno in parte, la sua professionalità», conclude Marchand. «In realtà non è affatto così. Un Eap integra semplicemente le funzioni di un ufficio del personale, fornendo competenze esulanti dagli specifici compiti del direttore delle risorse umane. In particolare, quello che noi facciamo è offrire un servizio di consulenza psicologica che cerca di trovare le cause profonde di qualsiasi disagio vissuto dai lavoratori. Spesso, infatti, questioni personali e professionali s’intrecciano in nodi complessi, difficilmente districabili senza un consulto professionale. Ed è proprio l’intima connessione tra lavoro e vita privata uno degli aspetti meno considerati dalle imprese di molti paesi, tra cui sicuramente quelle italiane. Un aspetto che, invece, si rivela sovente essenziale nel determinare non solo lo stato di salute e benessere generale di un dipendente, ma anche i suoi livelli di performance».

I problemi
dei lavoratori italiani

Circa l’80% delle questioni sollevate dai dipendenti del nostro paese, che beneficiano dei servizi Eap, riguarda questioni di carattere personale. Di queste, il 35% si riferisce, in particolare, a difficoltà emotive e il restante 65% a problemi di ordine pratico. Secondo i dati di Icas Italia, infine, le questioni critiche possono essere suddivise in sei categorie specifiche: tre di natura prettamente privata e tre, invece, riguardanti l’ambito lavorativo.

Problemi frequenti in ambiente lavorativo
1. Stress
2. Conflitti e problemi interrelazionali di comunicazione
3. Questioni contrattuali

Questioni private
1. Affitto e altri problemi legati all’abitazione
2. Questioni legali
3. Problemi legati a casi di divorzio, separazione o comunque a difficoltà interrelazionali con il proprio partner

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