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Piccoli errori che costano caro

Cinque comportamenti superficiali che chiudono la porta a ogni possibilità di colloquio

Cinque comportamenti superficiali che chiudono la porta a ogni possibilità di colloquio

Di Marco Beaqua, 21 novembre 2013

Impossibile negarlo: il primo obiettivo di chi è alla ricerca di lavoro è quello di fare buona impressione sui selezionatori già a partire dal curriculum. Anche una piccola svista nella stesura del profilo può quindi allontanare sensibilmente le prospettive di assunzione. «Gli errori in fase di reclutamento sono particolarmente costosi per le imprese», spiega Robert Hosking, executive director della società di temporary placemente OfficeTeam (gruppo Robert Half). «È chiaro perciò che basta davvero poco per spaventare un datore di lavoro. Le aziende sono molto caute in questo campo: persino un piccolo refuso nel cv o anche solo un commento online inappropriato possono mettere una candidatura fuori gioco».
Lo staff di OfficeTeam ha così pensato di elaborare una lista di cinque consigli ad hoc, per evitare alcuni tra gli errori al contempo più comuni e banali: piccole sviste, atteggiamenti sbagliati, comportamenti superficiali; nulla di irrimediabile, insomma, ma aspetti importanti su cui occorre porre attenzione, pena la cancellazione di ogni chance di giungere almeno a un primo colloquio:

Un’attitudine da paura
La fiducia in se stessi è una buona cosa. Ma l’eccessiva autostima no. Piuttosto che affermare di «essere la persona che ne sa di più di tecnologia al mondo», sarebbe perciò meglio sottolineare le proprie esperienze con specifici sistemi operativi e software.

Refusi terrificanti
Gli errori di grammatica o di battitura spaventano la maggior parte dei selezionatori. L’idea è che un candidato poco attento nello scrivere il proprio profilo possa rivelarsi un incubo sul lavoro. Prima di inviare un curriculum a un’impresa, meglio perciò controllarlo molto bene e magari farlo rileggere a una persona di fiducia.

Un curriculum che sprizza genericità da tutti i pori
Utilizzare il medesimo profilo e la stessa lettera di accompagnamento per ogni candidatura non aiuta certo a distinguersi dalla massa. Meglio allora personalizzare il materiale da inviare, spiegando in particolare come la propria figura professionale potrebbe venire incontro alle esigenze dell’azienda a cui ci si sta rivolgendo. Un’altra mossa utile è poi quella di raccontare episodi in grado di illustrare il proprio contributo in lavori precedenti e di far luce sulla propria personalità.

Una presenza web spaventosa
Ovvero, quale traccia state lasciando online? È oggi sempre più necessario accertarsi che la propria impronta digitale non scoraggi i selezionatori. Meglio quindi essere sempre discreti sul web, settando adeguatamente le opzioni relative alla privacy e stando attenti ai commenti, agli aggiornamenti e alle foto pubblicate.

Dettagli personali inutili
L’aver vinto una torta di zucca in un concorso di paese o il possesso di un peluche a forma di lama sono particolari privi di alcun interesse per i selezionatori. Meglio quindi comunicare esclusivamente informazioni che abbiano qualche attinenza con il lavoro per cui ci si sta candidando.

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