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Petite Versailles in riva all’Oglio

Di Floriana Lipparini, 11 maggio 2007

Se c’è in Italia un territorio che racchiude in sé ricchezze pecuniarie e artistiche, naturali e architettoniche, culturali ed enogastronomiche, ma le tiene quasi segrete, questo è il Bresciano, in armonia con il carattere dei suoi abitanti, riservati, discreti, votati all’understatement.
Persino un antico, nobile palazzo come Villa Fenaroli Palace Hotel a Rezzato, che nella sua maestosità qualcuno paragona addirittura a una petite Versailles, va un poco scoperto.
Questa splendida dimora del ‘700, sulle sponde del fiume Oglio, in passato appartenuta alle famiglie Avogadro e Fenaroli, oggi è un hotel e centro congressi di grande prestigio, a soli cinque chilometri dal centro di Brescia, con 86 camere, ristorante, sala banchetti, centro congressi, saloni per eventi e un bel parco terrazzato che scende verso il fiume tra piante secolari.
«L’abbiamo aperta esattamente un anno fa, il 9 maggio 2006, dopo cinque anni di restauri», racconta il general manager Gian Paolo Mura. «In origine era una casa di campagna dei conti Avogadro, fuorusciti della Repubblica di Venezia. Ha uno stile tardo barocco ispirato a modelli francesi, anche se c’è chi dice che ricorda un po’ la reggia di Caserta. Attualmente, la struttura appartiene a una società di cui fa parte un industriale che ha la passione dell’arte e delle dimore storiche da trasformare in alberghi di classe».
Per sua espressa volontà di restare nell’ombra, non si conosce il nome del misterioso mecenate bresciano che ha ridato vita al pregevole palazzo rispettandone lo stile, e che ha seguito i lavori si può dire ogni giorno, come ricorda Mura.
Sardo di nascita, Gian Paolo Mura ha iniziato la carriera alberghiera all’estero, passando otto anni tra Francia, Inghilterra e Germania, in vari ruoli, presso strutture sempre di alto livello, poi è rientrato in Italia dove, 22 anni fa, ha iniziato a collaborare con la società proprietaria di Villa Fenaroli Palace Hotel. Gli chiediamo se dirigere un hotel ricco di storia e di opere d’arte – nei saloni si possono ammirare i preziosi dipinti eseguiti dal Bocchi – richieda un’attitudine speciale, un particolare impegno: «Prima di giungere a Villa Fenaroli ho lavorato, sempre con questo Gruppo, in altre due splendide strutture d’epoca come Villa Cortine Palace Hotel di Sirmione e l’Imperiale Palace Hotel di Santa Margherita Ligure. In questi casi ci si trova a confrontarsi con una clientela sofisticata e molto esigente che cerca un contatto con il direttore per il gusto di approfondire la conoscenza della location. Difatti, mi capita spesso di fare un po’ da guida, di accompagnare gli ospiti nelle visite, di raccontare qualche antica storia… ».
Il target della clientela di Villa Fenaroli Palace Hotel è soprattutto business e congressuale, una clientela d’affari che proviene non soltanto dall’Italia ma anche dalla Svizzera, dalla Germania, dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti. La bella dimora patrizia, immersa nel verde, ha spazi tali da costituire anche una sede perfetta per grandi eventi, matrimoni, banchettistica di livello. Alcune particolarità, come il chiostro settecentesco dentro il parco, e la vicina Collina di Bacco con un tempietto in cima, che una volta faceva parte della proprietà, ne accentuano l’aspetto insolito e prezioso. E il favorevole rapporto qualità-prezzo contribuisce a rendere la scelta molto accattivante.
«Da noi anche la ristorazione è di grande livello – precisa Mura, che è vicepresidente vicario nel nuovo direttivo dell’Ada -. Il nostro chef Carlo Bresciani è un Maestro di Cucina, gira il mondo, partecipa a gare internazionali. Propone una cucina del territorio, tradizionale ma rivisitata e alleggerita. Va detto che il territorio di Brescia è una nicchia molto privilegiata, ci sono più stelle Michelin qui che nel resto d’Italia… A fine anno avremo anche una spa, gli ospiti già fanno jogging nel parco».

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