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Per uscire dall’anonimato

Di Antonio Caneva, 15 ottobre 2015

Quando la Bit, nei suoi anni d’oro, era la manifestazione di riferimento del turismo, per me era comodo: uscivo dal mio ufficio e attraversando la strada ero nel pieno dell’evento.
Ora i padiglioni fieristici si sono spostati fuori città e, concomitantemente, la Bit ha perso lo smalto di un tempo, tanto che, a mio avviso, la visita non vale neanche il costo del biglietto della metro per raggiungerla.
Nel contempo è cresciuto il Ttg Incontri, la fiera che si svolge a Rimini e che, anno dopo anno, ha consolidato la sua presenza come evento di riferimento. Mi spiace, sinceramente, ma è così.
Cosa succede al Ttg? Quest’anno, particolarmente, era molto vitale: sarà per la migliore intonazione del mercato, sarà perché c’è maggiore ottimismo o perché finalmente è tornata la voglia di fare, comunque i padiglioni erano completi di espositori (ciò che non avveniva gli anni scorsi, quando per evitare il senso di vuoto si attuavano grandi tamponamenti e realizzavano enormi salotti) e il pubblico molto numeroso e attivo.
In uno scenario come questo diventa difficile emergere e proporsi; da lì deriva la necessità di operare con creatività per lasciare nel visitatore un ricordo stabile, che richiami le proposte commerciali.
Le serate della Romagna si sono così riempite di momenti di divertimento: le aziende invitavano alle loro serate, tanto che succedeva che, per non dire di no a nessuno, si finiva per saltare da un party all’altro. Comunque bello e interessante.
L’iniziativa che mi è piaciuta di più, che ho trovato creativa e divertente, è stata comunque quella realizzata in fiera da Planetaria Hotels: la «blind experience» (esperienza cieca).
Un nome che poteva lasciare perplessi e che invece ha rappresentato un momento piacevolmente rilassante. Lo stand Planetaria era diviso da una tenda e si era accolti da una giunonica ragazza che annodava attorno agli occhi una benda. Si veniva così accompagnati dietro la tenda e fatti accomodare in una confortevole poltrona reclinabile; la musica avvolgeva l’ambiente e dolcemente le spalle venivano massaggiate. Le braccia erano fatte stendere lungo i braccioli della poltrona e due altre mani massaggiavano con un delicato unguento il dorso e il palmo delle proprie. Un momento di benessere che, per quanto mi riguarda, è durato fin troppo poco. Alla fine si veniva accompagnati fuori, tolta la benda e una gentile persona offriva un cioccolatino, realizzato per l’evento.
Un bel modo per farsi ricordare.

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