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Ospitalità in chiave eco

L'esempio del pulitore universale adottato da Ho group

L'esempio del pulitore universale adottato da Ho group

Di Giorgio Bini, 22 aprile 2011

Secondo l’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), la percentuale di consumatori che richiede pacchetti di viaggio sostenibili cresce con una media annua del 5%, mentre l’ecoturismo rappresenterebbe circa il 20% del mercato dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità a livello mondiale. I dati risalgono a un paio di anni fa ma, se possibile, sono oggi ancora più attuali, grazie alla sempre maggiore diffusione di una consapevolezza ecologica tra i viaggiatori di tutto il mondo. All’appeal del turismo verde sarebbero molto sensibili, in particolare, i visitatori del Regno Unito, della Germania, dell’Olanda e degli Stati Uniti. Ma è questo un segmento che sta conquistando fette sempre più consistenti di estimatori anche nel nostro paese. Come se non bastasse, creare un’offerta turistica eco-sostenibile, in particolare un prodotto dell’ospitalità green, permette ai gestori, dopo un investimento iniziale spesso largamente cofinanziato dalle istituzioni pubbliche, di realizzare importanti risparmi, soprattutto in termini di costi energetici.
A fronte di tali evoluzioni, in Italia e nel mondo sta contemporaneamente aumentando il numero di marchi per la certificazione di imprese del turismo a ridotto impatto ambientale. E l’etichetta ecologica può rappresentare un’importante risorsa per l’immagine di una struttura ricettiva. Per questo molti operatori ricercano oggi soluzioni mirate a una conduzione più razionale ed ecologicamente sostenibile dei propri alberghi. Ma come fare, nell’operatività quotidiana, a ottenere l’obiettivo di una gestione effettivamente green? Una possibile risposta si può trovare nell’esempio dell’Holiday Inn Express Bergamo-West, primo albergo in Italia a fregiarsi del titolo di hotel di classe energetica A (il livello più eco della scala di valutazione), ma pure struttura capace di scegliere fornitori sensibili ai temi dell’ambiente anche per i servizi di lavanderia e di gestione del reparto piani.
«Nelle nostre operazioni di pulizia nella struttura bergamasca», racconta François Attardo, amministratore delegato della società di outsourcing Ho group, «noi ci serviamo esclusivamente di uno strumento come lo Ionator Exp: un pulitore universale, realizzato sotto forma di spray portatile, che sfrutta il fenomeno dell’elettrolisi dell’acqua per sciogliere lo sporco senza utilizzare alcun prodotto chimico e senza produrre fumi nocivi per la salute. Persino le batterie incorporate sono riciclabili, mentre l’acqua utilizzata è semplicemente quella del rubinetto. Le ricadute benefiche sull’ambiente sono peraltro ben sintetizzate da una recente ricerca dell’università del Tennessee, che sottolinea come lo Ionator Exp, rispetto ai sistemi tradizionali, permetta di ridurre l’impatto ambientale delle pulizie del 97%, in termini di piogge acide, e di ben il 99% in materia di riscaldamento globale, smog e buco dell’ozono».
Un approccio ecologico, quello dell’Ho group, che si riscontra pure in un altro partner dell’Holiday Inn Express Bergamo West: «All’interno della nostra lavanderia», spiega Giovanni Borriello, direttore generale di Orio Team, «abbiamo implementato diverse misure per la gestione oculata delle risorse energetiche disponibili. Dal 2005, in particolare, recuperiamo completamente la condensa prodotta dal vapore per il riscaldamento dell’acqua: una procedura che ha ridotto a zero l’emissione di Co2 nell’ambiente. Ma anche le nostre macchine sono a basso consumo energetico e i loro scarichi filtrati per trattenere filacci e impurità, così come ecologici sono i detersivi e tutti i prodotti per il lavaggio di cui ci serviamo. La nostra impresa, infine, gode della certificazione internazionale Oeko-Tex, che garantisce l’assoluta salubrità dei prodotti tessili».
Alta efficienza energetica, minimo impegno elettrico, ecologia e integrazione con il solare sono state fin dall’inizio le linee guida dell’albergo anche nel suo approccio al riscaldamento e alla climatizzazione degli ambienti. «L’installazione di pompe di calore ad assorbimento a metano ed energie rinnovabili ha permesso di ridurre il più possibile i consumi», conclude, infatti, il presidente di Robur, Benito Guerra. «Durante la fase invernale, in particolare, l’efficienza media del sistema ha una resa del 40% superiore a quella delle già eco-efficienti caldaie a condensazione. Il condizionamento è invece garantito con un impegno elettrico pari a circa un decimo di quello necessario per una soluzione elettrica. Il sistema adottato garantisce così risparmi economici quantificabili in oltre 10 mila euro all’anno rispetto a una soluzione tradizionale con caldaia a condensazione e chiller elettrico. Per una struttura di 98 camere con una sala riunioni di 130 metri quadrati, come quella bergamasca, le sensibili riduzioni dei consumi determinano poi vantaggi di tipo energetico valutabili in 9 Tep all’anno (Tonnellate equivalenti di petrolio) e in circa 26 tonnellate di Co2 in meno immesse nell’ambiente».

Il Wwf al fianco delle compagnia alberghiere eco-consapevoli

infoaziende@wwf.it
Se l’hotel è eco-sostenibile piace di più? A questo quesito ha cercato di dare una risposta un recente sondaggio on-line del portale di comparazione prezzi trivago.it, che ha rivelato come il 39% degli intervistati ritenga il fattore green un elemento discriminante per la scelta della propria soluzione di soggiorno, mentre il 21% considera la caratteristica della sostenibilità un fattore importante quanto il prezzo e il 18% è persino disposto a pagare di più per alloggiare in strutture eco-sensibili. A partire da queste considerazioni, il Wwf ha perciò deciso di avviare un percorso di consulenza e affiancamento per le imprese alberghiere, con l’obiettivo di orientare le loro politiche verso la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas clima-alteranti e, in generale, verso il miglioramento delle proprie performance ambientali, a partire dalle sedi in cui l’azienda opera e dal coinvolgimento attivo dei dipendenti. Attraverso una partnership con il Wwf, una azienda potrà così monitorare e ridurre il proprio impatto ambientale in tema di energia, acqua, mobilità, rifiuti e procurement. La piattaforma è in grado di fornire alle aziende un supporto scientifico, tecnico e gestionale a 360 gradi, mettendo a sistema non soltanto il know-how della divisione italiana della celebre organizzazione green, ma anche l’esperienza del network internazionale Wwf, nonché di importanti partner tecnici.
Su questi principi è nata, per esempio, la decisione di Fairmont di essere al fianco del Wwf per ridurre la propria carbon footprint (le emissioni di Co2). La compagnia alberghiera statunitense ha infatti aderito al programma internazionale Wwf climate savers, di cui fanno parte le grandi aziende internazionali che hanno scelto di adottare volontariamente piani di riduzione delle emissioni di gas serra, e si è posta l’obiettivo di ridurre del 20% la propria carbon footprint entro il 2013 (rispetto ai valori del 2006).

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