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Ospitalità formato famiglia

Costruire un'offerta leisure vincente in una destinazione classica come Minorca

Costruire un'offerta leisure vincente in una destinazione classica come Minorca

Di Massimiliano Sarti, 27 settembre 2012

Differenziare i mercati, concentrandosi ogni volta su quelli dal potenziale più elevato. È questo il segreto per affrontare tutte le congiunture, anche quelle più difficili. Ed è ciò che ha fatto, in questa complessa estate 2012, il minorchino Sol Milanos Pinguino: una struttura Meliá Hotels di 600 camere, inserita nel contesto naturalistico della spiaggia di Son Bou e con una forte vocazione per il target famiglie. «Siamo un hotel leisure con una clientela piuttosto composita: ospitiamo soprattutto spagnoli, italiani, britannici e tedeschi, ma vantiamo anche un numero non trascurabile di presenze da altri paesi mitteleuropei», spiega il general manager della struttura iberica, Martín Adrover Mesquida. «Quando i flussi da un determinato mercato diminuiscono, concentriamo così la nostra offerta in altre direzioni e ciò ci ha permesso anche quest’anno di centrare tutti i nostri obiettivi».

Domanda. Ma come si riescono a mantenere competitive sul mercato destinazioni classiche quali le Baleari?
Risposta. Credo che la nostra forza risieda soprattutto in due fattori fondamentali: gli aeroporti e, in generale, la qualità delle infrastrutture per i trasporti, nonché la diversità della nostra offerta; Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera propongono ciascuna un prodotto differente per la clientela leisure, a partire però da una base comune fatta di bellezze paesaggistiche, storia e cultura. Ogni isola ha saputo, in particolare, concentrarsi su una determinata nicchia di mercato leisure, specializzando la propria offerta verso target ben definiti. È così, per esempio, che Minorca è diventata una meta ideale per le famiglie, mentre Ibiza è assurta a vera e propria icona della vacanza festaiola e divertente.
D. Quale, allora, la regola vincente per un resort minorchino dedicato alle famiglie?
R. Le coppie con figli ricercano soprattutto un’ampia offerta di intrattenimento e una proposta food & beverage di qualità: un posto, insomma, dove poter fare molte cose sia di giorno, sia di sera. Il puzzle si completa quindi aggiungendo un motivo di attrazione particolare, come per esempio un brand celebre dell’entertainment per bambini e ragazzi. È così che qui al Sol Milanos Pinguino abbiamo collaborato a lungo con la Warner Bros, mentre ora proponiamo una divertente zona tematica dedicata ai Flinstones (Hanna-Barbera).
D. Ma come gestire un’offerta di questo tipo per una clientela proveniente da tanti paesi differenti?
R. Servono persone specializzate per i mini-club, che sappiano parlare più lingue. L’offerta f&b, inoltre, deve comprendere una proposta culinaria variegata, con cucine di varie nazionalità, nonché buffet e serate tematiche dedicate ai diversi gusti e sapori del mondo.
D. Altro punto forte della vostra offerta è poi sicuramente il contesto naturalistico in cui siete inseriti: la spiaggia di Son Bou, in particolare, è un’Area ecologica di grande interesse (Anei), riconosciuta e protetta dalle autorità delle Balneari. Quali vantaggi comporta il fatto di trovarsi in una destinazione di questo tipo?
R. Siamo consapevoli che i nostri clienti cercano prima di tutto la bellezza della nostra spiaggia. Le nostre camere più quotate sono, infatti, quelle dei piani più alti, da dove è possibile godersi meglio il paesaggio circostante.
D. Onestamente, però, proprio per il suo sviluppo verticale, la struttura mostra un concept un po’ vecchio rispetto alla location in cui si trova…
R. Ed è per questo che raddoppiamo i nostri sforzi volti al rispetto dell’ecosistema circostante. Da 12 anni, in particolare, vantiamo il marchio di gestione ambientale Aenor Iso 14001: tutti i nostri servizi sono declinati in forme eco-compatibili, soprattutto in tema di smaltimento dei rifiuti.
D. Quali sono, quindi, i vostri programmi di sviluppo futuro?
R. L’attuale congiuntura economica, in verità, non favorisce certo gli investimenti. Tuttavia, per continuare a mantenere la nostra competitività, sappiamo di dover offrire del reale valore aggiunto agli ospiti. I nostri clienti, in particolare, quando prenotano le loro vacanze da noi dovrebbero poter sempre domandarsi: «Cosa c’è di nuovo quest’anno?». Per riempire 600 camere, e mantenere al contempo il ricavo medio per camera disponibile su livelli ottimali, occorre perciò una mentalità aperta, in grado di guardare continuamente al futuro. In questo momento, così, stiamo già pianificando le nostre strategie per il 2013, con un focus particolare sul mercato nordico e sui nuovi servizi capaci di soddisfare le mutevoli esigenze dei viaggiatori.

Chi è Martín Adrover Mesquida

Nato a Palma di Maiorca 57 anni fa, sposato con due figli, Martín Adrover Mesquida si laurea in turismo e scienze imprenditoriali presso l’università delle isole Baleari (Uib). Ottiene quindi un master in business administration, sempre all’Uib, e frequenta vari corsi post-universitari, tra cui quello in High performance financial management della Cornell university. La sua carriera professionale inizia nel 1973 nella stessa Palma di Maiorca e già nel 1977 entra in Meliá Hotels International, per cui lavora in vari hotel a Maiorca, sulla Costa del Sol e sulla Costa Blanca, nonché in Marocco e naturalmente a Minorca. «Sono approdato in questo gruppo quando vantava appena 13 alberghi, tutti sull’isola di Maiorca», racconta lo stesso Martín Adrover Mesquida. «Oggi Melià ne ha 350 sparsi in tutto il mondo. Come maiorchino ciò mi riempie di orgoglio. Non solo: aver lavorato per tanti anni in questa compagnia mi ha consentito una crescita professionale ideale. Meliá, infatti, offre ai propri dipendenti una vasta gamma di programmi formativi e opportunità di lavoro in molte delle sue numerose destinazioni. Tutte le volte che mi è capitato di paragonare la struttura e l’offerta professionale di altre catene con la nostra, perciò, ho sempre optato per rimanere in Meliá. Tanto più che il board della compagnia è aperto alle idee dei suoi manager, con cui condivide le sfde e gli obiettivi da raggiungere».

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