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Oggi parliamo di immondizia

Di Antonio Caneva, 11 aprile 2008

Nel nostro paese viviamo situazioni atipiche.
Se racconto a mio figlio che circa 40 anni orsono c’è stato un periodo in cui per dare gli spiccioli di resto si usavano gli assegnini, mi guarda perplesso e incuriosito. In effetti, chi tanto giovane non è più, forse conserva ancora in qualche cassetto quei bigliettini, emessi dalle banche, con tutte le caratteristiche degli assegni, che sopperivano alla penuria di monete. In quel periodo, in grazia di chissà quale fenomeno, non circolavano più monete e l’inventiva italiana le aveva sostituite dapprima con i gettoni telefonici e poi, quando anche questi erano venuti a mancare, con assegni circolari di piccole dimensioni del valore delle monetine (50, 100, 200 lire), emessi dalle banche. Poi si è superato anche questo e tutto è tornato nella normalità. Da allora non si è più parlato di carenza di spiccioli.
Sono stato di passaggio a Napoli una decina di anni orsono, per un giro in Irpinia, e ho assistito a quello che allora pareva un fatto folcloristico: l’incendio dei cassonetti delle immondizie che non venivano svuotati da tempo. Al ritorno, dopo pochi giorni, tutto era già assestato e avevo relegato l’episodio a fatto di scarsa importanza. Probabilmente lo stesso hanno pensato gli enti che sovrintendono all’ordinato vivere del territorio e, così, ci troviamo ora a vivere una delle peggiori emergenze degli ultimi tempi. Il turismo, elemento importante ma fragile, è stato tra i più colpiti da questa vicenda: assistiamo, perciò, alla desolante visione di una delle più importanti e vitali regioni turistiche del nostro paese in ginocchio. L’idea che alberghi a Napoli siano stati costretti a chiudere per mancanza di clientela, che importanti convegni internazionali siano stati annullati e che le strutture stagionali di quelle vere perle che sono la costiera e le isole del golfo rimandino l’apertura, alcune a data da definire, mi sgomenta. Stiamo parlando di una regione turistica tra le più belle non solo d’Italia, ma del mondo intero: un gioiello da difendere con amore e attenzione e invece…. beh, è sotto gli occhi di tutti.
In momenti di campagna elettorale preferisco non fare commenti sulle responsabilità, ma è certo che su questo evento sia necessario riflettere con grande attenzione per evitare di accreditare quanto recentemente ho sentito alla radio: «L’Italia è un paese che ha una retromarcia in più!».

Today we talk about garbage

In our Country, we live atypical experiences.
If I tell my son that, about forty years ago, there was a period when instead of small change coins we had to use “small cheques”, he looks at me in puzzlement. The no-longer-young, indeed, may well still be keeping some of those old slips tucked away in some drawer; they were issued by banks, with all the features of cheques, in order to make up for the shortage of small change. In that period, due to who knows what phenomenon, there were not enough coins circulating, and Italian inventiveness had replaced them first with phone tokens, and then, when these, in turn, started to run short, with small-sized banker’s cheques for the value of coins (50, 100, 200 ITL). Then the whole issue was solved, and everything went back to normal. Nobody has spoken about small-change shortages ever since.
About ten years ago I passed through Naples, as I was touring the Irpinia region, and I happened to witness what was then perceived as a “folkloric” event: mounds of uncollected garbage were set afire in the street, as the containers had not been emptied for some time. When I travelled back, everything had been fixed, and I had rated the episode as one of minor importance. The authorities in charge of supervising the orderly conduct of community life probably thought the same: hence we are now experiencing one of the worst emergencies of recent times. Tourism, an important but delicate industry, has been among the hardest hit by this event, and we are now faced with the dismaying sight of one of the most significant and vital tourist regions in our Country on its knees. The thought that in Naples some hotels have closed down for lack of customers, that important international meetings have been cancelled, and the seasonal facilities of such jewel locations as the Costiera and the gulf islands are postponing the opening date, sometimes indefinitely, is appalling. We are talking of a tourist region which is among the most beautiful not only in Italy, but in the whole world. – a treasure that should be protected with love and care – while in fact…. well, it is there for everyone to see.
In a period of electoral campaign, I would rather not comment on responsibilities, but it is certainly necessary to reflect on this event with great care, lest we end up confirming what I recently heard on the radio: “Italy is a country with an extra reverse gear!”.

Translation of the Italian editorial by
Associazione Milano Interpreti

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