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Oderzo: città archeologica

Un’auto in sosta vietata rimossa all’una di sabato notte: come tornare a casa? Da un nostro lettore lo spunto per riflettere su turismo, sostenibilità e regole condivise

Un’auto in sosta vietata rimossa all’una di sabato notte: come tornare a casa? Da un nostro lettore lo sp

Di Job in Tourism, 15 novembre 2018

Overtourism, sviluppo economico, sostenibilità… Parole che si rincorrono e s’intrecciano spesso all’interno dei vari congressi dedicati all’industria dei viaggi e dell’ospitalità. Concetti importanti che però, nei convegni e nelle tavole rotonde, rimangono molte volte necessariamente vaghi, difficili da calare nella concreta realtà delle singole destinazioni. Ecco perché ci fa piacere pubblicare questa lettera recentemente pervenuta in redazione da parte di uno dei nostri lettori. Si può essere o meno d’accordo con il contenuto, ma dalle sue parole traspaiono chiare le contraddizioni e le difficoltà di gestione di un comparto, che da una parte mira comprensibilmente ad aumentare costantemente il numero degli arrivi e dall’altra dovrebbe garantire le esigenze di vivibilità e di fruibilità di ogni meta, da parte dei residenti e degli stessi turisti.

Lettera firmata

Può capitare di prendere in considerazione Oderzo quale punto d’incontro con amici: sulla homepage il Comune sottotitola «città archeologica»; la rassegna stampa riporta che «hanno messo le basi per la costruzione di un programma condiviso di valorizzazione del territorio opitergino attraverso la promozione di eventi culturali-turistici»; c’è un rinomato ristorante, il Gellius. Ottima idea per un sabato sera.

Combinazione c’è in corso uno dei citati eventi culturali-turistici in Piazza Grande. Il parcheggio del Gellius strapieno, auto parcheggiate ovunque ma, colpo di fortuna (è ormai buio e la confusione totale) si libera un posto e si parcheggia. Il nostro tavolo, gli amici, i piatti dello chef Alessandro Breda. Una magnifica serata, ma…

Ma l’auto non c’è più. È quasi l’una. L’evento culturale-turistico è terminato restituendo Piazza Grande in tutta la sua bellezza e la tranquilla stradina dove si trovava l’auto è completamente deserta e, toh, un palo: «Divieto di sosta – rimozione forzata»!

Se cercate sul sito del Comune il telefono della polizia locale, troverete solo il numero dell’ufficio: apriranno lunedì. Puntuale conferma dai carabinieri: stesso numero. Chef Alessandro e i suoi ragazzi recuperano un numero di cellulare ma non risponde nessuno: scoprirete che funziona fino all’una e, ormai, è l’una e otto minuti.

Al Gellius si danno da fare e individuano la ditta che ha operato la rimozione: il titolare, con grande altruismo, si alza dal letto e provvede a restituire il veicolo sequestrato quando già state pensando, rassegnati, di cercare un albergo.

Vi verrà naturale scrivere alla sindaca Maria Scardellato ammettendo la colpa di aver commesso un’infrazione (anche se con le attenuanti del buio e della confusione) e che è giusto essere puniti. Però, scriverete, un minimo di buon senso avrebbe suggerito la giusta sanzione ma senza eccedere con la rimozione, considerato il sabato sera, la baraonda dell’evento culturale turistico e il fatto che l’auto non era di alcun impedimento alla viabilità. Un po’ di buon senso avrebbe suggerito quantomeno di lasciare sul luogo del delitto una qualche indicazione per poter rientrare in possesso del mezzo nel cuore della notte.

Vi verrà naturale scrivere una pec, ma alla sindaca Scardellato non verrà naturale rispondere nemmeno con una semplice riga, tipo: «Hai sbagliato e paghi: la legge non ammette ignoranza e non richiede di dotare di buon senso la polizia locale».

Vi verrà quindi il dubbio che, dato il colore politico dell’amministrazione di Oderzo, il “foresto”, il turista, altro non sia che un “richiedente asilo temporaneo”, mosso solo dalla fame e non da conflitti o altri disastri. Insomma, un richiedente asilo temporaneo economico affamato di storia, tradizioni, enogastronomia…

E che la vostra auto altro non è che una sorta di barcone da porre sotto sequestro.

Oderzo, città archeologica, «impegnata a costruire programmi per accrescere la qualità della proposta turistica di una parte della provincia di Treviso ricca di storia e tradizioni», come si legge su un articolo di TrevisoToday. Appunto.

 

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