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Obiettivo guardare avanti

Occorre infondere entusiasmo e spirito di gruppo

Occorre infondere entusiasmo e spirito di gruppo

Di Claudio Scandolo, 30 agosto 2012

A Stresa avevo preparato due righe scritte per dire quello che penso sulla nostra Uipa: erano sulla delicata questione delle due identità associative, che da oltre un decennio rappresentano i portieri d’albergo italiani. Altre volte avevo scritto al nostro presidente Federico Barbarossa su questo argomento. Anche se credo sia per lui una scomoda eredità della quale avrebbe sicuramente fatto a meno. Poi però, chiesto un parere a chi nel nostro gruppo considero autorevole, non ho più fatto niente: se si vuole raggiungere qualche risultato positivo, infatti, bisogna farlo al chiuso, lontano dalle platee. Oltretutto sono un senior: di che cavolo mi impiccio? Ho invece scoperto, e il fatto conforta, che persone con cariche importanti, nei due schieramenti, dialogano in maniera costruttiva e pacata, rispettandosi a vicenda. È già un buon segno. Basta! Mi fermo qui.
Adesso è giusto parlare del trentaquattresimo congresso, di quello che a Stresa si è detto, quanto meno per quello che si è fatto: nei congressi si esprimono infatti spesso propositi che poi non sempre si riesce a mettere in pratica. Ma questo non è poi così importante: l’importante è che almeno i propositi ci siano. Il nostro è un mestiere che si fa in modo individuale. Dipende dal luogo di lavoro: in una grande città è diverso che in un luogo di villeggiatura; dipende dalla politica del management: se l’albergo fa capo a una grande catena è ben diverso che se invece è a conduzione di un solo proprietario. Non ultimo, perché ha il suo peso, l’onesto fringe benefit che ne deriva. Tutti elementi che contribuiscono a differenziare in maniera evidente lo svolgersi delle nostre mansioni.
Al di là di tutti questi fattori, resta però centrale il nostro approccio con il cliente che arriva al banco. Lì, infatti, non ci sono differenze; lì il nostro ruolo è conforme ai nostri principi. La Uipa ha il grande compito di infondere a ognuno dei suoi affiliati l’entusiasmo e la forza di essere un gruppo unito dagli stessi obiettivi. Il presidente Federico Barbarossa ha fatto proprie, con sensibile intelligenza, queste esigenze. La sua è una guida composta, ma ferma. E noi siamo veramente fortunati ad avere un presidente così. A Stresa abbiamo dato una bella immagine di noi ai ragazzi del locale istituto alberghiero Erminio Maggia, che ci hanno fatto visita. Spero sia loro servito come stimolo per intraprendere in futuro la nostra professione. Sono state giornate intense, senza diffidenze, in un ritrovato spirito amicale. Un solo desiderio: non serve alzare steccati; non abbiamo nemici, non andiamo a cercarceli noi. Il distintivo che portiamo con orgoglio sul bavero delle nostre divise è il segno della nostra eccellenza, ma non deve diventare segno di rivalsa. Siamo noi a dare valore al distintivo, non viceversa.

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