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Non solo lavoro, ma carriera

Di Antonio Caneva, 20 luglio 2001

La sfida consiste nel convincere la gente che non si offre solo un posto, ma una carriera, dice Alan Parker, managing director di Whitbread Hotels con base a Londra.

La vincitrice del premio giovane hotellier dell’anno organizzato dall’IH&RA (International Hotel & Restaurant Association), la tedesca Ulrike Schassberg, afferma: io lavoro con passione e trovo triste vedere tanta gente che lascia l’attività nel turismo, perché non intravede un futuro.

Eric Pfeffer, CEO di Cendant Corp.’s Hotels Division (con vari marchi la più grande compagnia alberghiera del mondo) entra nel merito del problema: l’industria dell’ospitalità necessita di due elementi essenziali per coinvolgere le risorse umane: la scuola che promuova il settore dell’ospitalità come carriera ed opportunità e le aziende che sviluppino adeguati progetti di formazione e retributivi.

Ejnar Soeder, nuovo presidente di IH&RA, afferma che la sua prima priorità sarà quella di stimolare i membri dell’associazione affinché l’attenzione alla crescita delle risorse umane sia al centro dei loro pensieri e delle loro azioni.

Ed in Italia? Leggo ancora di pochi progetti strutturati, un po’ condizionati dalle modeste dimensioni delle nostre, spesso bellissime, aziende ed un po’ legati a una visione storica che vede gli investimenti effettuati sulle risorse umane, come investimenti effettuati a favore della concorrenza. Le scuole poi, sovente, sono inadeguate ad interpretare i bisogni dell’industria e quindi ad offrire ai giovani opportunità di carriera.

Tutto negativo quindi? Direi di no, seppur con fatica si aprono scenari in cui sia la scuola sia le aziende si rendono promotrici di progetti che giustificano una scelta impegnativa come quella di lavorare nell’industria dell’ospitalità. Ho partecipato alcuni giorni orsono alla presentazione di un nuovo corso all’Università Bocconi di Milano in cui, facendo tesoro di quanto sino ad ora prodotto, si dava un taglio di concreta fattibilità. Alcune compagnie alberghiere attualmente poi stanno sviluppando progetti di formazione, vedi ad esempio l’annuncio pubblicato su Job in Tourism alcune settimane orsono dalla Jolly Hotels, che porteranno a definire percorsi di crescita professionale certi per coloro che vorranno impegnarsi in questo settore. Opportunità in un settore con grandi prospettive, non solo negli alberghi ma anche nei servizi correlati, ad esempio non scordiamoci che in Italia ci sono circa 8.000 agenzie viaggi, in linea con l’evoluzione dell’economia moderna, che apre scenari legati ad un trend in crescita.

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