Job In Tourism > News > Trend > Non c’è stata la débâcle

Non c’è stata la débâcle

Di Marco Beaqua, 9 ottobre 2009

Con l’arrivo dei dati dell’Osservatorio nazionale del turismo si chiude il cerchio sui risultati estivi del turismo italiano. E il quadro generale si dimostra meno fosco di quanto ci si aspettasse, anche se il giudizio sulla relativa tenuta dell’industria dei viaggi e dell’ospitalità nazionale è più il frutto di un confronto con i timori di débâcle della vigilia e con i risultati, simili ai nostri, dei competitor continentali, piuttosto che di un effettivo risultato positivo. Il comparto alberghiero nazionale ha infatti dovuto mostrare tutta la propria capacità di adattamento, abbattendo le proprie tariffe medie del 7,2% tra gennaio e settembre, per fronteggiare adeguatamente la crisi congiunturale in atto. Una manovra, quest’ultima, che non ha potuto controbilanciare il calo della domanda durante la prima parte dell’anno, ma ha tuttavia saputo garantire una certa ripresa nei mesi estivi e, in particolare ad agosto, quando gli hotel italiani hanno fatto segnare un saldo positivo, in termini di pernottamenti, dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2008. Ciononostante, il fatturato complessivo del comparto alberghiero, durante i primi nove mesi dell’anno, è calato del 7,9% rispetto al medesimo periodo del 2008.
È questa la sintesi dei dati recentemente presentati dall’Osservatorio nazionale del turismo sulle performance del comparto ricettivo italiano, alberghiero ed extralberghiero, tra gennaio e settembre 2009. In particolare, l’anno in corso è stato caratterizzato da un andamento decisamente altalenante, che ha visto il sistema italiano soffrire e i vari segmenti del comparo ricettivo recuperare in modi e tempi diversi: meglio l’extralberghiero a inizio anno, più forte l’alberghiero, invece, durante i mesi estivi. Sono stati principalmente i turisti italiani a tamponare il calo dei pernottamenti, soprattutto per quanto riguarda gli hotel. Sorprende, invece, ma solo se non si prende in considerazione il risparmio ottenibile con una simile scelta, l’incremento delle presenze italiane fuori stagione: +37% a luglio e +14,2% a settembre. I dati dell’Osservatorio nazionale del turismo sembrano poi dare una spiegazione alle apparentemente contraddittorie stime provvisorie, elaborate da Confturismo e da Federalberghi sull’estate appena trascorsa e pubblicate sui numeri scorsi da Job in Tourism: si conferma, infatti, la seppur timida ripresa dei pernottamenti alberghieri ad agosto segnalata da Federalberghi e al contempo si spiega il sensibile calo delle presenze estive complessive, di cui parlava Confturismo, con la pessima performance del comparto extralberghiero, le cui presenze sono scese, a luglio e ad agosto, rispettivamente del 7,2% e del 4% rispetto agli stessi mesi del 2008.
Per quanto riguarda, poi, l’andamento complessivo dell’incoming italiano, i dati delineano uno scenario in linea con il calo mondiale dei flussi turistici globali, anche se la penisola sembra aver mostrato una tenuta maggiore rispetto alla media mondiale: gli arrivi internazionale nella nostra penisola sono, infatti, diminuiti del 2,8%, mentre le stime a livello globale dell’Organizzazione mondiale del turismo parlano di un calo medio aggirantesi attorno al 4-6%. Da gennaio a giugno 2009, in particolare, sono stati 31,8 milioni i viaggiatori stranieri che hanno varcato le frontiere italiane, generando 12,4 miliardi di euro di spesa e oltre 134,8 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo del 2008 si è assistito, in particolare, a un cambiamento nei modelli di consumo, con un ridimensionamento complessivo della spesa del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dovuto principalmente alla riduzione della durata dei soggiorni, ben evidenziata dal calo dell’8,4% dei pernottamenti complessivi. Disaggregando i dati incoming si scopre poi come le ragioni della contrazione siano piuttosto diverse a seconda dei segmenti analizzati: i turisti leisure (che rappresentano quasi la metà dei viaggiatori totali) hanno soprattutto ridotto il numero dei viaggi (-7,3%), mentre i business traveller hanno prevalentemente accorciato la durata dei loro soggiorni, tanto che i pernottamenti per motivi di lavoro hanno fatto registrare un -14,9%, a fronte di una riduzione molto meno marcata del numero degli spostamenti (-3,3%). Sono risultati invece in aumento i viaggiatori (+5,1%) e la spesa (+1,3%) di coloro che si sono messi in movimenti per altri motivi (fra i quali è rilevante la componente visite a parenti e amici e i viaggi di studio). Tra i principali bacini di provenienza si segnala, inoltre, un miglioramento del mercato Usa, che, dopo il netto calo del 2008, ha generato un incremento della spesa (+2%) e del numero dei pernottamenti (+6,6%), pur mantenendo quasi invariato il numero di viaggiatori. In calo, invece, i flussi turistici provenienti da pressoché tutte le altre principali nazioni e aree di provenienza. A soffrire del trend negativo dell’incoming italiano, a conferma di una forte riduzione del budget per i viaggi, è stato soprattutto il segmento alberghiero, che ha registrato un calo degli arrivi e dei pernottamenti internazionali rispettivamente del 9,7% e del 13,2%.
Ma anche il comparto inbound dei nostri principali competitor del Vecchio continente non versa in ottime acque: la direzione del turismo francese e il ministero spagnolo competente in materia, in particolare, segnalano, nel periodo gennaio-giugno 2009, rispettivamente una diminuzione del 15% e del 10,2% delle presenze internazionali nei propri alberghi e un calo delle spese complessive generate dai flussi stranieri del 10,8% e del 14,9%.

Un autunno in ripresa sospinto dai viaggi business nel Nordovest

Le prenotazioni ricevute a inizio settembre dagli operatori per il prossimo trimestre autunnale segnalano un lento recupero sul 2008, con un totale di camere prenotate, per ottobre, pari al 24,4% di quelle disponibili (-1,6%), del 12,6% per novembre (+0,4%) e già del 15,3% per dicembre (+2,2%). A portare in rosso il saldo delle prenotazioni per ottobre, in particolare, le strutture ricettive del centro (-6,5%), mentre protagonista dell’autunno sarà il Nordovest dove, con la ripresa stagionale del turismo d’affari, le prenotazioni indicano, rispetto al 2008, un +0,7% per ottobre, un +2,8% per novembre e addirittura un +7,5% per dicembre. È soprattutto il comparto alberghiero a beneficiare della ripresa, grazie a un aumento delle prenotazioni, a livello nazionale, per novembre e dicembre rispettivamente pari all’1,3% e al 3,6%. Ottobre, invece, pare ancora non decollare a causa principalmente delle difficoltà delle destinazioni città d’arte, prodotto di punta della stagione autunnale, che non sono in linea con quanto registrato lo scorso anno. Le mete balneari (quelle aperte fuori stagione) registrano invece prenotazioni maggiori rispetto allo scorso anno, così come anche le località di campagna. Terme e laghi, infine, pur registrando oltre un quarto di camere prenotate, sono ancora lontane dai risultati del 2008.

Comments are closed

  • Categorie

  • Tag

Articoli Correlati