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Millennials, Lgbt… e gli anziani?

Di Antonio Caneva, 17 maggio 2018

«Vecchio, diranno che sei vecchio…», questo cantava Renato Zero, mentre Claudio Baglioni: «I vecchi, i vecchi, che non dormono la notte…». Due belle canzoni, sensibili, che riflettono i sentimenti verso le persone anziane, percepite nella fase terminale della vita, con una visione opaca del futuro.
Ma la vecchiaia è veramente così? E quando comincia? Ognuno invecchia dal primo momento in cui viene al mondo e, la vecchiaia, come comunemente percepita, è una convenzione con riferimento a un periodo storico, che, di tempo in tempo, si sposta. Quindi la vecchiaia non è un valore assoluto e va ripensata, in funzione dei parametri attivi in un determinato momento.
Anche l’economia se ne accorge. Con la popolazione che invecchia, la «silver economy» è più che mai attuale ed esce dalla marginalità in cui era sinora relegata, subendo un’accelerazione, tant’è che a giugno su questo tema si terrà ad Ancona un evento, l’Expo Meeting Innov-Aging, con il proposito di un approfondito dibattito.
In quell’occasione, come riportato anche dal Corriere della Sera, si riuniranno i decision maker degli enti e delle organizzazioni, che forniscono servizi e prodotti pensati per i consumatori maturi, per ascoltare gli interventi di alcuni esperti mondiali di longevità.
Ma, se questo è un tema in fermento, come si pongono gli alberghi? Non mi sembra siano molto attenti, continuando con una politica conservativa. Ho scorso la lista degli interventi che si terranno nel corso del convegno di Ancona e non c’è un singolo nome di rappresentanti delle categorie alberghiere e ristorative, malgrado questo argomento possa impattare fortemente l’economia dell’ospitalità. Dopo l’abusata attenzione per i millennials e attualmente per il segmento Lgbt, non sarebbe utile anche ripensare la «silver economy», con delle opportunità che non siano solo ripetitivi, modesti, servizi aggiuntivi o tristi abitazioni-ospizio?
Ci sono dei settori che sono attenti a questo tema e che ne traggono grande beneficio. Ho voluto fare una prova con le compagnie di navigazione. Sono andato lo scorso Ttg a Rimini nello stand di una compagnia di navigazione americana, tra le maggiori. Ho chiesto un catalogo e parlando con una delle persone al desk, che ho scoperto essere la direttrice vendite Italia, ho detto di essere interessato alle loro offerte, perché «sono un cliente potenziale, essendo anziano e quindi avendo tempo e un reddito adeguato». La mia interlocutrice non solo mi ha fornito tutte le informazioni, ma mi ha anche dato il suo biglietto da visita aggiungendo che per le mie prenotazioni si sarebbe interessata direttamente, con delle proposte ad hoc.
La crocieristica, con la propria necessità di occupazione totale, sfrutta tutte le opportunità. Perché non lo fa anche l’ospitalità alberghiera con prodotti, programmi e attenzioni dedicate ai non più giovani?

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