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Milano, brunch con vista sul Duomo

Di Floriana Lipparini, 18 febbraio 2005

Caffetteria viennese con vista sul Duomo. Quando è bel tempo si può stare in terrazza, a pochissimi metri dalla Madonnina.e dai ricami gotici delle guglie. La location, inutile dirlo, è davvero unica.
Siamo al settimo piano della Rinascente, mitico e storico megastore milanese che nel corso degli anni, seguendo i tempi, ha mutato proprietà, merchandising e interior design, continuando però a rappresentare uno dei simboli della città.
Adesso, con la decisione di gestire direttamente i punti ristorazione del magazine, prima affidati ad aziende esterne, punta all’eccellenza anche in questo settore.
«Già da tempo i manager del gruppo si erano resi conto che in Francia e in Svizzera analoghi magazine vantano ristoranti da vetrina, perfetti anche per quelle occasioni di rappresentanza che una grande azienda si trova spesso a dover organizzare. I department store sono molto cambiati, l’offerta è più ampia e diversificata, e l’immagine è importante», mi spiega Massimiliano Mauro, food and beverage manager Duomo Ristorazione, mentre percorriamo il corridoio che porta al bistrò, decorato con gli splendidi manifesti pubblicitari che La Rinascente affidò a Marcello Dudovich, grande maestro della grafica d’epoca Liberty.
Oltre la porta di vetro che separa l’angolo del bistrò, si passa fra i tavolini del bar, a mezzogiorno decisamente affollato. «Ora gli spazi sono divisi, ma verranno unificati. Il bistrò, un piccolo ristorante sobrio ed elegante che offre cucina creativa mediterranea, con pochi tavoli per una clientela individuale, come si vede è già pronto. Ha un accesso indipendente da via San Raffaele con ascensore dedicato, ed è perfetto anche per colazioni d’affari. Per il bar abbiamo in progetto una radicale trasformazione: nuovo layout, nuovo design, nuova immagine. Sarà una caffetteria di stile viennese, aperta dalle nove del mattino fino a sera inoltrata, e vi si si potranno consumare ottimi brunch: uno spuntino veloce con scelta di ricchi panini, club sandwich o hamburger per la pausa pranzo di chi deve rapidamente tornare a lavorare, o qualche piatto più elaborato per chi è venuto a fare shopping e vuole concedersi una pausa un po’ più prolungata di relax conviviale».
A giudicare dai frequentatori del megastore, oltre 35 mila al giorno (si può dire che da qui prima o poi passi tutto il mondo), il target della clientela sarà molto eterogeneo. Diverse categorie, diverse età e diverse disponibilità di spesa. «Un lunch al bistrò potrà costare 40 euro, vini esclusi. Nella caffetteria, invece, il brunch sarà attorno ai 18 euro, molto accessibile, come si vede. La nostra ristorazione rispecchierà l’eleganza del magazine, ma non vuol essere un lusso per pochi. Abbiamo in cantiere molte proposte, dall’happy hour al brunch domenicale, che sarà più ricco di quello attuale. Pensiamo di rinnovare anche le colazioni del mattino, con l’aiuto del nostro ottimo pasticciere cui si devono gli squisiti dessert serviti in tutti i punti ristorazione», specifica con un sorriso Massimiliano Mauro.
Trentenne, un bimbo di sei mesi, il simpatico e determinato f&b manager iniziò a interessarsi al settore frequentando il bar di proprietà di uno zio. Specializzatosi sommelier internazionale con i corsi dell’Aibes, dell’Ais e di Glion school, ha lavorato in Inghilterra e in Italia presso marchi alberghieri del livello di Radisson e Forte, è stato quattro anni al Principe di Savoia come banqueting manager, e ora eccolo uscire dal mondo alberghiero per ricoprire un ruolo di grande responsabilità in Duomo Ristorazione, con uno staff di 40 persone che possono arrivare a 60 nei momenti clou.
«So bene che è una grande sfida, ma le sfide mi piacciono. D’altronde sono giovane e posso permettermi di rischiare. Non c’è poi grande differenza fra le attività alberghiere e il mondo di un megastore. Due luoghi dove passano incessantemente moltissime persone, che bisogna saper accogliere e a cui si deve proporre un buon livello di convivialità. Oggi l’interesse per l’enogastronomia è in primo piano, anche gli alberghi riscoprono il ruolo degli chef. Del resto, i grandi centri commerciali da tempo ospitano punti ristoro, con varie possibilità di scelta, secondo il target della loro clientela, in un’ottica manageriale avanzata», conferma.
Ci dirigiamo al sotterraneo, piano casalinghi, uno dei più frequentati. Qui c’è il nuovo wine bar, per chi ha voglia di fermarsi un momento, bere qualcosa o mangiare in fretta un panino sfizioso, una focaccia farcita, una brioche salata, o un taglio di salumi e formaggi. Una piccola collezione di vini divisi per categorie, dalle più accessibili fino a qualche etichetta preziosa, caratterizza quest’angolo accogliente. Insomma, per i piaceri della gola alla Rinascente non c’è che l’imbarazzo della scelta.
«Puntare sul food è una scelta intelligente», conclude Mauro.

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