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Metti due sere a Milano

Di Antonio Caneva, 28 settembre 2007

Come si fa a descrivere quell’impalpabile aria che genera emozioni? Un globo bianco sospeso, illuminato, che fa a gara con la luna; fili in fibra ottica attorno ai quali danza una ballerina in tutù; grandi schermi al plasma che evocano paesaggi lontani; coperte bianche gettate nell’erba per sedersi; un’altalena che scende da un albero su cui dondola una ragazza in bianco; uno schermo formato da fili d’acqua che disegnano forme in movimento; due tamburi, una chitarra per un suono struggente; musica diffusa in tutti gli angoli e gestita da un disc jockey che si muove con sicurezza; rapidi camerieri che propongono champagne; una cantante a piedi nudi nell’erba ed eleganti modelle in bianco che intrecciano movimenti misurati; la security in rigorosi abiti neri, discreta, tranquillizzante presenza. Uno spettacolo metafisico? No, è l’evento organizzato dal Westin Palace di Milano che, per l’occasione, ha recintato il giardino pubblico di piazza della Repubblica (a proposito, come ha fatto a ottenere l’autorizzazione?), lo ha bonificato e trasformato nel set di un momento promozionale di alto livello.
La prestigiosa London sinfonietta diretta da Jurien Hempel, cui si sono aggiunti importanti personaggi della musica mondiale, tra cui Marianne Faithfull, ha proposto un concerto: Remembering the Beatles – sgt Pepper’s. Il luogo è la Fiera di Milano e un accorto albergatore attorno a questo evento ha organizzato un momento promozionale. Un cocktail in uno degli alberghi e poi il pullman, diretti a Rho. Per una serata diversa, un venerdì che, concludendo piacevolmente la settimana, lasci un buon ricordo nei partecipanti. A fine settembre, la sera, la temperatura comincia a essere fresca e, con piacere, ci si pregusta qualche ora a teatro, sprofondati in poltrona. Una lunga camminata nel corridoio centrale e poi, scendendo, si entra in un padiglione dove, ragionevolmente, si pensa ci sia la sala. Un’altra lunga attraversata e si esce nuovamente per arrivare a un parcheggio dove, alla fine, è sistemato un palco. Squallido ambiente serrato tra i capannoni e la sopralevata. Gli spettatori, infreddoliti, in piedi, accolgono con bordate di fischi chiunque si presenti sul palco; solo la bella musica di questo ottimo concerto evita il fuggi fuggi generale. Si è contenti di tornare a casa, pur con le gentili scuse dell’organizzatore.
La stessa città, due momenti d’incontro, due risultati contrapposti.

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