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Mercato asiatico: un brillante futuro

Di Floriana Lipparini, 16 febbraio 2007

Dopo due anni di direzione del Grand Formosa Regent Taipei, Aurelio Giraudo è ora tornato in Thailandia come general manager del Nai Lert Park Bangkok, Raffles International Hotel.

Domanda. Signor Giraudo, quali differenze osserva tra la precedente location e l’attuale, rispetto al clima, all’ambiente, alle relazioni sociali?
Risposta. Il clima è un fattore molto importante, visto che a Taipei, che ha un’estate torrida e un inverno moderato, si registrano tifoni, piogge torrenziali e naturalmente terremoti, un’esperienza traumatica che mi turbava fortemente. La frequenza dei terremoti giornalieri e mensili è molto alta. A Bangkok il clima è sia caldo secco, sia caldo umido al momento delle famose piogge monsoniche. Le due città sono entrambe capitali e come tutte le capitali hanno gli stessi problemi; ma, essendo Bangkok molto più popolata, il traffico è cento volte più caotico. L’ambiente di lavoro è molto più competitivo rispetto a Taipei, dove si trovano soltanto otto hotel a cinque stelle, mentre a Bangkok sono più di 50. A Bangkok il mio tipo di lavoro è cambiato, dovendomi concentrare sul rapporto qualità-prezzo, appunto per ragioni di competitività. Ho implementato strategie di marketing riguardo al posizionamente nel mercato asiatico ed europeo, ma con un occhio meno concentrato sul tipo di target della clientela. A Taipei l’hotel era in prevalenza frequentato da ambasciatori e rappresentanti governativi, quindi si trovava sempre nel mirino della televisione e della stampa. A Bangkok la situazione è più tranquilla e la cosa non mi dispiace affatto.
D. Quali sono i punti di eccellenza dell’hotel?
R. Si tratta di un hotel molto moderno, che offre tranquillità, servizio impeccabile e un tocco locale thailandese. È ideale per il turista d’affari ma vanta una piscina e un parco che danno la sensazione di trovarsi in un’oasi immersa nella città. I punti di eccellenza sono tipici di un hotel moderno e minimalista: i servizi, le camere, la piscina con spa e naturalmente la location.
D. La clientela è leisure o business?
R. Il target è vario, ma ho ampliato il marketing con un piano ben preciso, proponendo vari pacchetti leisure e business per gruppi incentive, leisure e residential meeting. La clientela che pernotta è al 100% internazionale, per i meeting e i matrimoni naturalmente è per un 50 % locale, ma puntiamo ad ampliare il segmento Mice che, secondo i nostri calcoli, dovrebbe rappresentare il 50% del nostro business.
D. Nel management, quali problemi si trova ad affrontare?
R. In particolare devo privilegiare l’attenzione ai collaboratori, che devono essere sempre seguiti e invogliati a superare sé stessi. Attualmente abbiamo un programma di formazione che aiuta i manager a sviluppare le tecniche di management e le capacità decisionali. Il problema, in Asia, è che il personale locale non ha molta possibilità di sviluppo ad alto livello, quindi mi sto impegnando a risolvere tale difficoltà, e questa strategia mi aiuta a minimizzare il turnover del personale, con risparmi fino al 30%.
D. Ha trovato un team già completo e affiatato?
R. Ho dovuto ampliare l’organico con piccole modifiche che si sono rivelate molto efficaci. Sto vagliando l’opportunità di sostituire qualche manager con professionisti locali, per risparmiare, ma allo stesso tempo per mostrare che diamo possibilità di sviluppo a tutti, rispetto alla nazionalità delle persone.
D. Cosa pensa del mercato turistico attuale, e in particolare di quello italiano?
R. Il mercato attuale è in crescita, specialmente ora in Asia e in Thailandia. Il turista italiano ora può scegliere tra mille promozioni e differenti offerte. Penso che il turismo evolverà sempre di più verso un buon rapporto qualità-prezzo. In Thailandia si riuscirà a contenere i prezzi se la situazione politica e il mercato sosterranno la domanda: allora il futuro sarà sempre più brillante, senza mai dimenticare il sorriso e la semplicità delle persone thailandesi.
D. Che impatto ha avuto il trasferimento sulla sua famiglia?
R. La mia famiglia è molto contenta di ritornare in Thailandia, ma il nostro sogno è di poter un giorno ritornare in Italia e lavorare per un hotel di altissimo livello.

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