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Meeting & eventi in ripresa

Di Marco Bosco, 21 maggio 2010

Il mercato globale dei meeting e degli eventi (m&e) ha ricominciato a crescere, anche se si sono prodotti profondi cambiamenti nei comportamenti e nelle aspettative delle aziende. È questa la constatazione di base da cui è partita una recente analisi del Carlson wagonlit travel management institute sull’evoluzione, i nuovi trend e le prospettive del mercato m&e.
«Il settore mice», ha spiegato il direttore commerciale e marketing Italia di Carlson wagonlit travel (Cwt), Andrea Solari, in occasione di un forum sul tema organizzato dalla stessa Cwt a Milano, «sta vivendo una fase di grande cambiamento: dopo un buon periodo di crescita, lo scorso anno abbiamo infatti assistito a una brusca frenata a causa della difficile situazione economica generale. Le aziende, però, hanno continuato a privilegiare lo strumento m&e, che crea un’empatia diretta con il target rispetto ad altri mezzi di comunicazione. Gli eventi, quindi, hanno guadagnato quota all’interno del marketing mix delle aziende e acquisito una valenza sempre più strategica. Contestualmente, però, sta crescendo la ricerca di nuovi approcci e modelli che permettano di creare sempre più valore per l’azienda e di ottimizzare il rapporto costi-benefici». La riduzione dei tempi di pianificazione degli eventi, che vengono decisi vieppiù sotto data, un’analisi sempre più approfondita dei costi nella valutazione della spesa e dei processi legati all’area m&e, nonché la tendenza alla riduzione del numero di fornitori, sono così i trend emergenti del settore.
«Le aspettative per il triennio 2011-2014», hanno raccontato Hervé Joseph-Antoine e Pierre Mesnage, rispettivamente vice president e sales & marketing director Emea di Cwt meetings & events, «sono di una crescita annua del comparto pari a circa il 4% nelle cosiddette economie avanzate e del 15% in quelle emergenti. Osservando i principali indicatori degli m&e organizzati dalle aziende europee, elaborati sulla base di un’analisi di 18 mila meeting ed eventi in tutto il mondo, per complessive 550 mila persone coinvolte, al momento attuale la spesa media giornaliera per partecipante, di circa 155 euro, è ancora al di sotto dei valori del 2008 quando era di 175 euro, ma ha perlomeno ripreso a crescere. Così come torna ad aumentare, dopo un periodo di calo, l’incidenza delle destinazioni internazionali a scapito di quelle domestiche. In crescita, inoltre, anche la durata media di meeting ed eventi, che ha superato i 3,5 giorni. Analoghi trend si registrano, infine, prendendo in considerazione la sola realtà italiana: aumenta, infatti, la percentuale di m&e organizzati all’estero, mentre la spesa media giornaliera per partecipante è risalita a 160 euro, così come la durata degli eventi, proprio nel corso degli ultimi due mesi, ha superato i 3,5 giorni».

La vicenda Ecm

«Queste parole ci rassicurano, perché prefigurano quella che riteniamo sia la gestione più logica del percorso di riordino del sistema Ecm: gestione che, se privata di una fase transitoria, avrebbe comportato ingenti danni per tutti gli operatori della meeting industry». Così il presidente di Federcongressi, Paolo Zona, ha accolto con evidente soddisfazione la dichiarazione del vicepresidente della commissione ministeriale preposta, Amedeo Bianco, in merito al calendario di attuazione del regolamento applicativo per il riordino del sistema Ecm (Educazione continua in medicina), di cui all’accordo stato-regioni del 5 novembre 2009: «La data di partenza era sì fissata per il 1° maggio, ma noi ci siamo preoccupati di creare un cuscinetto. Stiamo, infatti, lavorando a una fase intermedia per gestire gli eventi già accreditati con le vecchie regole. Queste deroghe potranno valere per l’anno in corso, dopodiché tutto il sistema dovrà funzionare a regime». Una notizia, quest’ultima, che ha parzialmente soddisfatto anche il presidente di Confindustria alberghi, Maria Carmela Colaiacovo: «L’intervento del ministero ha accolto le nostre istanze riguardo all’emergenza del periodo transitorio, ma lascia aperte le criticità legate al prossimo futuro».
A preoccupare la Colaiacovo e Zona, così come si legge in una nota precedente della stessa Federcongressi, «le norme pesantemente limitanti il ruolo degli sponsor commerciali, nell’intento di risolvere l’annoso problema del conflitto d’interessi (reale o potenziale) generato dalle sponsorizzazioni farmaceutiche delle attività Ecm». Un regolamento che, di fatto, scoraggia proprio gli sponsor «dal sostenere economicamente gli eventi formativi rivolti al personale sanitario. Ci si riferisce a due norme in particolare: quella secondo cui il reclutamento dei partecipanti a un evento formativo debba essere svolto solo dai provider senza alcuna interferenza da parte dello sponsor; e quella secondo cui il provider sarebbe tenuto alla massima riservatezza sui dati dei partecipanti, di cui non potrebbe fornire l’elenco allo sponsor. Il quale, pertanto, si troverebbe nella paradossale situazione di non conoscere nemmeno i nomi di chi ha assistito a un evento svoltosi grazie al suo contributo economico».
Da qui l’appello del presidente di Federcongressi a smetterla «di intervenire sulle aree di miglioramento della normativa, che indubbiamente ci sono, trascurando il ruolo della nostra filiera. Ricordiamoci che la meeting industry, al pari di qualsiasi altro settore produttivo del nostro paese, è composta da una dilagante maggioranza di piccole e medie imprese, che invece di essere, come dovrebbero, sostenute nei loro sforzi di creare ricchezza e lavoro, alla prova dei fatti vengono regolarmente e sfacciatamente dimenticate».

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