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Mangiamo sul tavolo / Dining at the table

Di Antonio Caneva, 4 Giugno 2019

Il grande salone illuminato dal sole, enormi vasi di fiori, le tovaglie di candido lino stese sui tavoli e attorno a loro, operosi, i camerieri intenti a stirarle per togliere le pieghe. Uno scenario consueto al ristorante Louis XV di Montecarlo: l’attenzione per l’ospite. D’altronde, non ci si aspetterebbe niente di diverso da un ristorante dove un piatto di gnocchi costa 120 euro.

Ma al mondo non ci sono solo ristoranti top, normalmente anche i ristoranti tradizionali cercano di preparare i tavoli con cura, per consentire agli ospiti di godere della loro cucina e ospitalità. È chiaro che, come nelle camere d’albergo il letto sia un elemento importante, altrettanto nei ristoranti il tavolo è determinante per la piena fruizione dell’esperienza gastronomica.

La tovaglia, in questa ottica, occupa un posto di rilievo; contemporaneamente è estetica e elemento di igiene. Nel tempo si sono sviluppate correnti di pensiero che, con la volontà di sbalordire, hanno dapprima ridotto la copertura del tavolo ad un rettangolo sotto il piatto e poi, addirittura, tolta anche questa con la finalità dichiarata di godere della vista di un bel tavolo.

Mi domando se a casa propria si mangi senza tovaglia per ammirare il tavolo, e allora quindi perché farlo al ristorante? Ho vissuto recentemente un’esperienza in un ristorante siciliano che a Milano va per la maggiore e propone il brunch: la tovaglia assente e niente per appoggiare le posate, che inevitabilmente finivano sul ripiano tra una visita e l’altra al buffet. Sotto il profilo estetico / igienico non mi è parsa una grande idea!

Ora siamo già oltre (se possibile). Il ristorante Euthalia, in provincia di Cuneo, pone la domanda: un ristorante gourmet è con o senza la tovaglia? E propone una soluzione, nei suoi sette tavoli: due hanno la tovaglia e cinque sono senza tovaglia: al momento della prenotazione bisogna indicare la preferenza.

Con che risultato? Lo chef patron Gianmichele Galliano afferma: “Il risultato è positivo, solitamente le coppie giovani o gli appuntamenti di lavoro prediligono un tavolo senza tovaglia, al contrario per i momenti romantici o per coppie mature una cena senza tovaglia è impensabile”. Che mi abbia fotografato?


The large sunlit dining room, enormous flower pots, pure white linen cloths covering the tables and, around them, industrious waiters intent on ironing out the creases. A customary scene at Le Louis XIV Restaurant in Monte-Carlo: attention for the guest. On the other hand, you couldn’t expect anything different from a restaurant where a plate of gnocchi costs 120 Euro.

But there are not only top-notch restaurants in the world; traditional restaurants, too, normally endeavour to prepare their tables with care, so that guests can enjoy their cuisine and hospitality. Clearly, just like the bed is a key element in a hotel room, the table is an essential ingredient of the culinary experience.

In this perspective, the tablecloth plays a significant role, providing for aesthetics and hygiene simultaneously. Over the course of time, certain ways of thinking have developed which, in the attempt to dazzle people, have first reduced the size of the table cover to a small rectangle under the plate, and then have done away with it altogether, for the declared purpose to enjoy the sight of a nice table.

I wonder if people at home dine without a tablecloth, in order to admire the table; so, why do it in a restaurant? I had a recent experience in a Sicilian restaurant very popular in Milan, which offers brunch meals; the tablecloth was absent, and there was no place to rest the cutlery, which inevitably ended up on the table top between visits to the buffet counter. From the aesthetic / hygienic point of view, it didn’t seem a great idea to me!

Now, we have gone even further (if possible). The restaurant Euthalia, in the province of Cuneo, poses the question “should a gourmet restaurant be with or without tablecloths?” and proposes a solution: out of its seven tables, two have a tablecloth and five are without. At the moment of making reservations, guests have to specify their preferences.

With what results? The chef patron Gianmichele Galliano says: “The result is positive. Usually, young couples or working meals choose a table without cloth, while a dinner without tablecloth is inconceivable for romantic occasions or mature couples”. Did he take a photo of me?

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