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Lo chef è un’attrazione turistica

In occasione della presentazione della Guida 2019 di Euro-Toques, una tavola rotonda ha analizzato il ruolo del cuoco nella definizione dell’appeal di un territorio

In occasione della presentazione della Guida 2019 di Euro-Toques, una tavola rotonda ha analizzato il ruolo d

Di Marco Bosco, 26 Marzo 2019

Ho un ristorante a Taipei, vado in giro per il mondo e porto l’italianità e i suoi prodotti. Quando cucino all’estero, io non vendo solo la mia capacità di essere cuoco, ma anche il territorio che porto con me, grazie ai prodotti e alle ricette che lo caratterizzano». Con questa immagine da vero ambasciatore della propria destinazione d’origine, il presidente di Euro-Toques, Enrico Derflingher, ha riassunto l’importanza del ruolo del cuoco quale attrattiva turistica. Il tema è stato al centro di un dibattito svoltosi in occasione della presentazione della Guida 2019 della stessa Euro-Toques presso l’Excelsior Hotel Gallia di Milano.

La figura del cuoco è stata in particolare passata al setaccio dal presidente dell’associazione Gente di lago e di fiume, Marco Sacco, in una storia intrigante che ha mixato infanzia e paragoni d’Oltralpe: «Ricordo quando sono arrivate in Italia le cotture alternative: ci siamo lasciati coinvolgere, ma influenzati dalle mode non siamo riusciti a sfruttare la nuova tecnologia in nome della nostra italianità. E non siamo nemmeno mai riusciti a fare sistema, come hanno sempre fatto i francesi. Oggi però le cose stanno cambiando: stiamo facendo ricerca sui prodotti dei nostri territori e, consci dei nostri valori, siamo in grado di fornire quel messaggio unico, che per noi è la ristorazione di famiglia, quella di casa».

Una visione, quella di Sacco, che ha echeggiato anche nelle parole della stella Michelin milanese Claudio Sadler: «Abbiamo cercato nelle radici della tradizione il motore per andare avanti, mantenendo intatte le nostre caratteristiche distintive». Un concetto che si traduce in una visione della ristorazione motore del turismo, specialmente in relazione a una città come il capoluogo lombardo.

Ma non tutto è rosa e fiori: «Manca un’alleanza tra professionisti, anche questo è un tema importante», ha infatti sottolineato il presidente di Anci Lombardia e sindaco di Lecco, Virginio Brivio. «È tanta la voglia di fare alleanza per il turismo, e noi comunità locali abbiamo bisogno di voi cuochi per farla. Il vostro brand non deve essere utilizzato solo per la qualità del vostro ristorante, ma anche per un contesto più ampio».

Infine, una parola sull’associazione e sulla sua nuova guida, che quest’anno include ben 242 chef, di cui 22 donne e soprattutto 93 new entry: «Qualche anno fa eravamo solo una cinquantina», ha concluso Derflingher. «Ci siamo rialzati, siamo cresciuti a livello di soci sia per numero sia per qualità. Oggi in guida siamo quasi 250, mentre come associati iscritti arriviamo circa a quota 300. È motivo di grande soddisfazione per una realtà che mette in primo piano la faccia dello chef, la sua vita professionale e allo stesso tempo il territorio che rappresenta. Il cuoco è ambasciatore del suo territorio».

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