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L’industria del turismo a stelle e strisce prepara le contromisure alla crisi

Di Marco Beaqua, 26 giugno 2009

Fiducia e ottimismo nonostante il momento non facile. È questa l’atmosfera che si è respirata durante la quarantunesima edizione dell’International Pow Wow: il più importante evento professionale dell’industria del turismo statunitense, svoltosi quest’anno a Miami. Gli Usa stanno infatti per affrontare un anno delicato, a causa dell’attuale flessione del turismo a livello globale. Durante l’evento in Florida si è parlato almeno di un 8% di arrivi in meno per l’anno 2009, con un graduale recupero nel 2010, stimato intorno a +3% all’inizio dell’anno, che dovrebbe tramutarsi, nel corso dei mesi successivi, in un +5%. Un raggio di luce all’orizzonte è poi rappresentato dalla campagna da 200 milioni di dollari che il Travel promotion act 2009 dovrebbe garantire, quando approvato, proprio con lo scopo di rilanciare il settore turistico a stelle e strisce.
Ma al Pow Wow di Miami erano presenti anche 46 delegati italiani, in rappresentanza di 32 tour operator nazionali, per cercare di consolidare il record di visitatori fatto segnare dai turisti del nostro paese durante il 2008: l’anno scorso sono stati, infatti, quasi 780 mila i turisti provenienti dalla penisola che si sono recati negli Usa, facendo diventare l’Italia il settimo mercato incoming internazionale per lo stato nordamericano. Ma, oltre alla comprensibile soddisfazione per i risultati 2008, i delegati italiani hanno mostrato anche una chiara consapevolezza di un’annata, quella attuale, che ha già registrato una leggera flessione, dovuta soprattutto al fenomeno swein flu. «L’Italia», si legge nel comunicato ufficiale di Visit Usa Italy, «è l’unico mercato che ha cancellato viaggi negli Usa. Un’espressione di vulnerabilità emozionale tipica del nostro mercato e ben lontana dal comportamento misurato e riflessivo di altri mercati: dalla vicina Francia ai paesi anglosassoni».

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