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L’incertezza dell’anno nuovo

Di Antonio Caneva, 15 gennaio 2010

I dati Federalberghi segnalano che per l’industria turistica il periodo natalizio è stato positivo. Dopo una lunga recessione viene naturale domandarsi se questo sia il primo segnale di svolta o se non sia piuttosto un episodio occasionale. Su questo argomento vengono proposte, dagli economisti e dagli studiosi, le più varie considerazioni e tutte con motivazioni di uguale valore. Esiste il partito degli ottimisti (il peggio è ormai alle spalle, il pil tendenziale del 2010 torna a essere positivo), quello dei pessimisti (il pesante debito pubblico, la disoccupazione e il tuttora persistente pericolo banche) e quello dei neutri: sì, no, però. Una tesi interessante è quella espressa da alcuni sociologi: il periodo natalizio è stato positivo perché vissuto come rivalsa sul lungo periodo di recessione. In buona sostanza, la gente è stufa della cappa di grigiore che ha pervaso questo ultimo periodo.
In questo guazzabuglio di opinioni riesce difficile avere certezze sulle quali fondare le proprie strategie, anche se, per la prima volta da un paio d’anni, si comincia a parlare con alcuni operatori ottimisti. Nei giorni scorsi ero al telefono con un dirigente di un importante gruppo alberghiero con strutture nell’Italia centrale e meridionale. Ero preparato ad ascoltare le consuete lamentele sulla crisi, i cattivi momenti e le scarse prospettive e, invece, ho parlato con una persona ottimista, che mi raccontava di un anno finito bene come pure è cominciato quello nuovo.
Domenica scorsa a Milano si è avuta una bellissima giornata, fredda quanto basta e molto luminosa, che faceva presagire il prossimo arrivo della primavera. Immediatamente, nei giorni successivi, però, è tornato il maltempo e quella sensazione piacevole è stata prontamente interrotta, in attesa di una nuova schiarita, più stabile. Ecco, probabilmente l’attuale situazione economica riflette quella meteorologica: segnali positivi alternati a negativi, dove però quelli positivi diventano sempre più marcati, sino alla bella stagione.

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