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L’f&b ha bisogno di manager preparati

Un corso di alta formazione per colmare le lacune del comparto. Perché persino la guida Michelin considera oggi la sostenibilità economica un parametro essenziale per l’attribuzione delle stelle

Un corso di alta formazione per colmare le lacune del comparto. Perché persino la guida Michelin considera o

Di Giorgio Bini, 13 Gennaio 2019

Un manager impegnato nella gestione professionale ed evoluta di un’azienda contemporanea attiva nell’ambito food deve ormai possedere una serie davvero considerevole di competenze: skill che spaziano dalla pianificazione e direzione del servizio fino alle più innovative tecniche di produzione, passando per l’ottimizzazione degli indici economici e l’efficace gestione degli acquisti, ma anche per il marketing e il coordinamento delle risorse umane. Oggi più che mai, inoltre, le aziende pongono particolare attenzione all’approccio commerciale e strategico del business, accompagnato da una corretta interpretazione e da un accurato utilizzo pratico dei numeri di settore.

Il food & beverage si è infatti ampiamente evoluto negli ultimi anni. «In molti contesti si sono quindi venuti a creare dei gap di formazione importanti», racconta il socio partner di Hr Change, Giorgia Fiorani. «Lacune che noi miriamo a colmare, grazie al nostro corso di alta formazione in “operation management: manager in food, banqueting & catering services”. Un progetto, sviluppato in collaborazione con l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che è ormai giunto alla sua terza edizione. Pensato per fornire strumenti tecnici e manageriali fondamentali, al fine di avere successo nelle aziende della ristorazione, dell’hôtellerie, del mondo del retail italiano e internazionale, il percorso si rivolge ai professionisti del settore food & beverage nonché, in numero limitato, anche a giovani laureati in discipline economico-aziendali, agrarie e turistico-alberghiere».

Massimo Giardina

Possedere una preparazione manageriale adeguata è infatti diventata una condizione necessaria per aspirare a raggiungere i ruoli dirigenziali del comparto. Tanto più che persino la guida Michelin, spiega il docente della Cattolica e responsabile del coordinamento didattico del corso, Massimo Giardina, ha recentemente introdotto la sostenibilità economica quale ulteriore parametro per l’attribuzione delle stelle: «In altre parole, se l’attività perde non viene più considerata meritevole di alcun riconoscimento. L’autorevolezza del brand Michelin ci suggerisce quindi che, per fare ristorazione, non basta più realizzare un buon prodotto e servirlo nel modo più appropriato, ma occorre anche che ci si strutturi e si gestisca l’attività da bravo manager. Quale perciò luogo migliore, per imparare le tecniche gestionali, se non l’università?».

In tale contesto, sempre maggiore importanza stanno quindi assumendo anche le nuove tecnologie: software che possono aiutare l’intera organizzazione aziendale. Attenzione però, fa notare Giardina: «Certo, non si può essere performanti senza considerare le opportunità informatiche presenti nel mercato. Ma è fondamentale sottolineare che la tecnologia deve essere funzionale al raggiungimento degli obiettivi. Pertanto, gli strumenti It devono servire a garantire la sostenibilità economica dell’azienda e non tanto a vivere le mode del momento. L’acquisto di una tecnologia sproporzionata alle esigenze della realtà che la usa non sarebbe ragionevole. È un po’ come se un ristorante, per fare tendenza, comprasse un software della Nasa: bello ed estremamente efficace, ma non efficiente e soprattutto fallimentare dal punto di vista economico».

 

Il programma in breve

www.hrchange.it/manager-in-food-banqueting-catering-services/

L’università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con Hr Change, propone per l’anno accademico 2019 – 2020 la terza edizione del corso di alta formazione in «operation management: manager in food, banqueting & catering services». In programma dal 1° aprile al 21 ottobre, il programma è rivolto ai professionisti del settore food&beverage nonché, in numero limitato, a giovani laureati in discipline economico-aziendali, agrarie e turistico-alberghiere.

Obiettivo del corso è quello di formare manager del mondo food attraverso teorie, modelli interpretativi, strumenti e prove pratiche. Il tutto con un duplice focus: l’acquisizione di capacità manageriali e la trasmissione di conoscenze tecniche tipiche del settore, in modo da garantire ai partecipanti un importante up-grade professionale. Il programma è strutturato in moduli e aree tematiche comprendenti competenze manageriali, organizzative e tecniche: la loro integrazione è l’essenza di ciò che un manager deve conoscere per operare con eccellenza in ambito food. Durante la formazione in aula, oltre all’esposizione di teorie e modelli, al fine di rendere più efficace l’apprendimento verranno utilizzate metodologie attive e partecipative quali esercitazioni, simulazioni, role-playing, studio di casi e testimonianze dirette. Al termine, verrà rilasciato un attestato di frequenza a coloro che avranno frequentato almeno il 75% delle lezioni. Per partecipare è necessario inviare la propria candidatura via mail a Hr Change (hrassistant@hrchange.it) entro il 15 marzo 2019, allegando un curriculum vitae aggiornato.

 

Il valore aggiunto garantito da Hr Change

www.hrchange.it

Hr Change è una società di consulenza, selezione e formazione specializzata nell’ambito del retail e dei servizi per l’ospitalità. Forte dell’esperienza ventennale dei fondatori e delle partnership concluse con primarie realtà del settore, è attualmente fornitore di importanti aziende italiane e multinazionali operanti nel settore della grande distribuzione, della ristorazione commerciale, collettiva e dell’hôtellerie.

Per i partecipanti al corso che ne faranno richiesta, Hr Change offre quindi l’attivazione di colloqui di selezione/stage extracurriculare presso aziende di ristorazione collettiva e commerciale, società di consulenza nell’ambito della qualità, hotel, alberghi di rilevanza nazionale, compagnie di crociera e gdo. Il periodo sul campo permette di sperimentare le competenze acquisite, costituisce un momento di verifica dell’apprendimento e di integrazione delle conoscenze, che aggiunge valore alla spendibilità della propria professione. Saranno inoltre attivate iniziative di sostegno al placement in termini di consulenza orientativa, analisi e diffusione del curriculum, nonché coinvolgimento delle imprese del settore che sostengono l’iniziativa.

 

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